<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Fallimento di uno Stato. | Il Forum di Quattroruote

Fallimento di uno Stato.

E le sue probabili conseguenze :? :? :?

http://economia.virgilio.it/soldi/che-cosa-succede-ai-cittadini-se-stato-fallisce.html

La tragedia greca. Ovvero: che cosa succede ai cittadini se lo Stato fallisce?

Aumenti delle tasse, tagli dei servizi, titoli di Stato come carta straccia e conti correnti a rischio. Piccolo quadro di una catastrofe possibile

Che faccia ha l'apocalisse per la casalinga di Voghera? Per quanto insolita, la domanda ha il suo senso. In questi giorni è tutto un rimbalzare da giornali e televisioni di espressioni del tipo "rischio-Grecia", "Stati sull'orlo del default" e altre formule tanto inquietanti quanto misteriose per l'uomo della strada. In fondo la vera preoccupazione dei cittadini non sono le questioni macroeconomiche ma piuttosto le ricadute sulle loro tasche. In altre parole la vera domanda è: quali sono gli effetti per le persone se uno stato fallisce?

Lo spiega bene il professor Paolo Manasse, docente di Macroeconomia all'Università di Bologna, intervistato da Kataweb. Ecco in sintesi le principali conseguenze dell'ipotesi estrema - ma realistica di questi tempi - del fallimento di uno Stato.

Un paese a gambe all'aria

Anche un paese può fallire, come un'impresa. Questo succede quando lo Stato non è più in grado di far fronte ai suoi debiti (e ai relativi interessi) e a sostenere la spesa pubblica (pensioni, sanità , scuola, stipendi dei dipendenti pubblici ecc.).

Il ?default? di uno Stato (termine tecnico con cui si indica il fallimento) però non è mai totale, ma ha diversi livelli di gravità. In altre parole lo Stato cerca sempre di ?ristrutturare? il suo debito, cioè di raggiungere un accordo per cui, invece di restituire la cifra pattuita, ne rende una inferiore o spalmata su più anni.

Come una qualunque famiglia in difficoltà economica, se lo Stato non ha più soldi può fare sostanzialmente due cose: aumentare le entrate, cioè le tasse, o tagliare le spese. Probabilmente - come succede in Grecia - le farà entrambe.

Sul versante delle entrate può aumentare ad esempio le imposte indirette, come sta facendo la Grecia con l'Iva. Col rischio però di deprimere ancora di più i consumi e innescare un circolo vizioso (aumenta l'aliquota ma diminuisce il gettito).

La scure sui costi

Più direttamente lo Stato può ridurre le sue spese. Le voci di costo che in genere (e sicuramente in Italia) pesano di più sui conti pubblici sono tre:
? le pensioni,
? la sanità,
? le retribuzioni dei dipendenti pubblici.

I primi a cadere sotto la scure saranno gli organici e i salari della Pubblica amministrazione (in Grecia verranno tagliati del 20%), con pesanti conseguenze sui servizi erogati. La stessa sorte toccherà a sanità e pensioni, che già ora in Italia pesano quanto un quarto del Pil.

Bot spazzatura

La bancarotta ricadrà su tutti coloro che hanno investito in titoli di Stato (Bot, Cct ecc.). Il Tesoro non potrà più pagare gli interessi (la cedola periodica) e al momento della scadenza del titolo non si potrà più tornare in possesso dell'investimento iniziale. Qui interviene la ristrutturazione del debito. Lo Stato propone un differimento della restituzione: una parte oggi, una parte domani. Chiaramente un evento del genere porta al crollo del valore del titolo, con possibilità pressoché nulle di rivenderlo.

L'assalto alle banche

L'insolvenza dello Stato si estende quasi automaticamente alle banche. Se i titoli di Stato diventano carta straccia, sono loro le prime a risentirne perché, non ricevendo più gli interessi sul portafoglio, si trovano inevitabilmente a corto di liquidità e rischiano di fallire a loro volta.

Tutto questo innesca un rischiosissimo effetto-domino perché in economia l'elemento psicologico ha un peso enorme: se si diffonde la voce di insolvenza delle banche, tutti i loro clienti correranno agli sportelli a ritirare i depositi prima che sia troppo tardi. Parte l?assalto agli sportelli e non c?è istituto che possa resistere al prelievo contemporaneo di buona parte dei suoi clienti.

In una situazione di questo genere saltano anche i sistemi di sicurezza esistenti, come il Fondo di garanzia sui conti correnti, operante in Italia come in tutti i paesi europei. Il Fondo copre l'insolvenza delle banche fino a un ammontare di 103 mila euro per conto corrente e il suo funzionamento dipende da un accordo interbancario. Ma può funzionare in caso di default di una sola banca, non dell'intero sistema creditizio.

Tutto questo solo per considerare i costi economici e non le enormi conseguenze sociali e sul piano dell'ordine pubblico. Lo scenario si sta tragicamente avverando a poche centinaia di chilometri da noi. Basterà l'intervento della comunità economica internazionale per contenere la "marea nera" ed evitare che arrivi sull'altra sponda del Mediterraneo? (A.D.M.)
 
Senza essere un esperto
( ma di che in questo caso?, non ci sono 2 economisti che la pensano uguale,
giorni fa leggevo di un ex premio Nobel. " Giuro non ci capisco piu' nulla.... " ritengo che siano molto diversi i casi a seconda dello stato che dovesse fallire, nel nostro caso Grecia o Italia....
La prima ( tessuto industriale pressoche' nullo ) penso avra' interesse a farsi riassorbire dalla Turchia ;)
Per quello che riguarda l' Italia ( la cui potenza produttiva resterebbe comunque
immutata, per non dire delle riserve auree, le terze al mondo ), trovo verosimile la riconversione in lire ( con buona pace dei dipendenti pubblici ) dagli euri
( e pertanto chi ha soldi, soldi sempre avra' ), quello che cambiera' sara'
semplicemente il loro potere di acquisto.
Un po' di sana autarchia, un ritorno all' agricoltura, un rimboccarsi le maniche di coloro che hanno lasciato certi lavori agli immigrati....
Finita la guerra eravamo messi molto peggio.
 
arizona77 ha scritto:
Senza essere un esperto
( ma di che in questo caso?, non ci sono 2 economisti che la pensano uguale,
giorni fa leggevo di un ex premio Nobel. " Giuro non ci capisco piu' nulla.... " ritengo che siano molto diversi i casi a seconda dello stato che dovesse fallire, nel nostro caso Grecia o Italia....
La prima ( tessuto industriale pressoche' nullo ) penso avra' interesse a farsi riassorbire dalla Turchia ;)
Per quello che riguarda l' Italia ( la cui potenza produttiva resterebbe comunque
immutata, per non dire delle riserve auree, le terze al mondo ), trovo verosimile la riconversione in lire ( con buona pace dei dipendenti pubblici ) dagli euri
( e pertanto chi ha soldi, soldi sempre avra' ), quello che cambiera' sara'
semplicemente il loro potere di acquisto.
Un po' di sana autarchia, un ritorno all' agricoltura, un rimboccarsi le maniche di coloro che hanno lasciato certi lavori agli immigrati....
Finita la guerra eravamo messi molto peggio.

sono d'accordo con te, ma più che autarchia, servirebbe una dittatura che rimetta le cose in riga nel modo più giusto.
Priorità di lavoro agli italiani.
Disincentivi alla manovalanza straniera.
Dazi per i prodotti esteri.
Sostegno alle famiglie: casa per tutti, incentivazione alla prolificazione di figli, incentivi per le aziende andate all'estero di tornare in italia.
Più giustizia: Certezza delle pene inflitte.
 
mammo4 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Senza essere un esperto
( ma di che in questo caso?, non ci sono 2 economisti che la pensano uguale,
giorni fa leggevo di un ex premio Nobel. " Giuro non ci capisco piu' nulla.... " ritengo che siano molto diversi i casi a seconda dello stato che dovesse fallire, nel nostro caso Grecia o Italia....
La prima ( tessuto industriale pressoche' nullo ) penso avra' interesse a farsi riassorbire dalla Turchia ;)
Per quello che riguarda l' Italia ( la cui potenza produttiva resterebbe comunque
immutata, per non dire delle riserve auree, le terze al mondo ), trovo verosimile la riconversione in lire ( con buona pace dei dipendenti pubblici ) dagli euri
( e pertanto chi ha soldi, soldi sempre avra' ), quello che cambiera' sara'
semplicemente il loro potere di acquisto.
Un po' di sana autarchia, un ritorno all' agricoltura, un rimboccarsi le maniche di coloro che hanno lasciato certi lavori agli immigrati....
Finita la guerra eravamo messi molto peggio.

sono d'accordo con te, ma più che autarchia, servirebbe una dittatura che rimetta le cose in riga nel modo più giusto.
Priorità di lavoro agli italiani.
Disincentivi alla manovalanza straniera.
Dazi per i prodotti esteri.
Sostegno alle famiglie: casa per tutti, incentivazione alla prolificazione di figli, incentivi per le aziende andate all'estero di tornare in italia.
Più giustizia: Certezza delle pene inflitte.

La dittatura l'abbiamo avuta negli ultimi decenni e non mi riferisco solo al personaggio che ha lasciato recentemente , quello che serve è una democrazia, per davvero
 
mammo4 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Senza essere un esperto
( ma di che in questo caso?, non ci sono 2 economisti che la pensano uguale,
giorni fa leggevo di un ex premio Nobel. " Giuro non ci capisco piu' nulla.... " ritengo che siano molto diversi i casi a seconda dello stato che dovesse fallire, nel nostro caso Grecia o Italia....
La prima ( tessuto industriale pressoche' nullo ) penso avra' interesse a farsi riassorbire dalla Turchia ;)
Per quello che riguarda l' Italia ( la cui potenza produttiva resterebbe comunque
immutata, per non dire delle riserve auree, le terze al mondo ), trovo verosimile la riconversione in lire ( con buona pace dei dipendenti pubblici ) dagli euri
( e pertanto chi ha soldi, soldi sempre avra' ), quello che cambiera' sara'
semplicemente il loro potere di acquisto.
Un po' di sana autarchia, un ritorno all' agricoltura, un rimboccarsi le maniche di coloro che hanno lasciato certi lavori agli immigrati....
Finita la guerra eravamo messi molto peggio.

sono d'accordo con te, ma più che autarchia, servirebbe una dittatura che rimetta le cose in riga nel modo più giusto.
Priorità di lavoro agli italiani.
Disincentivi alla manovalanza straniera.
Dazi per i prodotti esteri.
Sostegno alle famiglie: casa per tutti, incentivazione alla prolificazione di figli, incentivi per le aziende andate all'estero di tornare in italia.
Più giustizia: Certezza delle pene inflitte.
forse servirebbe a te...a noi uomini liberi la dittatura fa schifo e per questo ce ne siamo disfatti :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes:
servirebbe gente con più cervello non solo al comando, ma anche nel popolo
 
arizona77 ha scritto:
Senza essere un esperto
( ma di che in questo caso?, non ci sono 2 economisti che la pensano uguale,
giorni fa leggevo di un ex premio Nobel. " Giuro non ci capisco piu' nulla.... " ritengo che siano molto diversi i casi a seconda dello stato che dovesse fallire, nel nostro caso Grecia o Italia....
La prima ( tessuto industriale pressoche' nullo ) penso avra' interesse a farsi riassorbire dalla Turchia ;)
Per quello che riguarda l' Italia ( la cui potenza produttiva resterebbe comunque
immutata, per non dire delle riserve auree, le terze al mondo ), trovo verosimile la riconversione in lire ( con buona pace dei dipendenti pubblici ) dagli euri
( e pertanto chi ha soldi, soldi sempre avra' ), quello che cambiera' sara'
semplicemente il loro potere di acquisto.
Un po' di sana autarchia, un ritorno all' agricoltura, un rimboccarsi le maniche di coloro che hanno lasciato certi lavori agli immigrati....
Finita la guerra eravamo messi molto peggio.
l'autarchia in sè non è per nulla sana...se uno stato ricorre ad essa è perchè è DEBOLE NEL CONFRONTO COMPETITIVO ALLA PARI (sul mercato). Siamo deboli? Allora serve una cura rivitalizzante e gente che ha davvero voglia di lavorare...a prescindere dal paese di provenienza :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes:
 
Quanta demagogia....
E' ovvio che NON intendo un Mussolini, non sono mica così rimbambito.
Per dittatura intendo POTERI FORTI, univochi. Non dico mica colpi di Stato, ma non credo più in questo tipo di democrazia, la quale ci ha portato sino al punto del quasi fallimento.
Qualcuno dice DEMOCRAZIA VERA, ok. Qual'è??? Ditemelo, perchè io non la conosco. Forse quella tedesca, o francese, o dei Paesi nordici. Forse, ma li cambia la mentalità che qui in Italia, non sappiamo neanche cosa essere. Il vivere civile, nel rispetto degli altri, qui è cosa per pochi.
E poi i punti che ho citato io, sono semplicemente delle idee, tra l'altro di un partito, regolarmente votabile in Italia.
 
mammo4 ha scritto:
Quanta demagogia....
E' ovvio che NON intendo un Mussolini, non sono mica così rimbambito.
Per dittatura intendo POTERI FORTI, univochi. Non dico mica colpi di Stato, ma non credo più in questo tipo di democrazia, la quale ci ha portato sino al punto del quasi fallimento.
Qualcuno dice DEMOCRAZIA VERA, ok. Qual'è??? Ditemelo, perchè io non la conosco. Forse quella tedesca, o francese, o dei Paesi nordici. Forse, ma li cambia la mentalità che qui in Italia, non sappiamo neanche cosa essere. Il vivere civile, nel rispetto degli altri, qui è cosa per pochi.
E poi i punti che ho citato io, sono semplicemente delle idee, tra l'altro di un partito, regolarmente votabile in Italia.
neanche noi intendevamo Mussolini...a buon intenditor :twisted:
Le idee che hai elencato sono deprecabili così come il partito che le propone: anche il partito nazista era un "partito regolarmente votabile" :rolleyes:
la vera democrazia si ha quando gli elettori (noi tutti) sanno ben votare...se NOI MANDIAMO GENTE SBAGLIATA a governarci non possiamo poi stare a lamentarci
 
bellafobia ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Senza essere un esperto
( ma di che in questo caso?, non ci sono 2 economisti che la pensano uguale,
giorni fa leggevo di un ex premio Nobel. " Giuro non ci capisco piu' nulla.... " ritengo che siano molto diversi i casi a seconda dello stato che dovesse fallire, nel nostro caso Grecia o Italia....
La prima ( tessuto industriale pressoche' nullo ) penso avra' interesse a farsi riassorbire dalla Turchia ;)
Per quello che riguarda l' Italia ( la cui potenza produttiva resterebbe comunque
immutata, per non dire delle riserve auree, le terze al mondo ), trovo verosimile la riconversione in lire ( con buona pace dei dipendenti pubblici ) dagli euri
( e pertanto chi ha soldi, soldi sempre avra' ), quello che cambiera' sara'
semplicemente il loro potere di acquisto.
Un po' di sana autarchia, un ritorno all' agricoltura, un rimboccarsi le maniche di coloro che hanno lasciato certi lavori agli immigrati....
Finita la guerra eravamo messi molto peggio.
l'autarchia in sè non è per nulla sana...se uno stato ricorre ad essa è perchè è DEBOLE NEL CONFRONTO COMPETITIVO ALLA PARI (sul mercato). Siamo deboli? Allora serve una cura rivitalizzante e gente che ha davvero voglia di lavorare...a prescindere dal paese di provenienza :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes:

sai il concetto di autarchia :?: :shock:
 
bellafobia ha scritto:
mammo4 ha scritto:
Quanta demagogia....
E' ovvio che NON intendo un Mussolini, non sono mica così rimbambito.
Per dittatura intendo POTERI FORTI, univochi. Non dico mica colpi di Stato, ma non credo più in questo tipo di democrazia, la quale ci ha portato sino al punto del quasi fallimento.
Qualcuno dice DEMOCRAZIA VERA, ok. Qual'è??? Ditemelo, perchè io non la conosco. Forse quella tedesca, o francese, o dei Paesi nordici. Forse, ma li cambia la mentalità che qui in Italia, non sappiamo neanche cosa essere. Il vivere civile, nel rispetto degli altri, qui è cosa per pochi.
E poi i punti che ho citato io, sono semplicemente delle idee, tra l'altro di un partito, regolarmente votabile in Italia.
neanche noi intendevamo Mussolini...a buon intenditor :twisted:
Le idee che hai elencato sono deprecabili così come il partito che le propone: anche il partito nazista era un "partito regolarmente votabile" :rolleyes:
la vera democrazia si ha quando gli elettori (noi tutti) sanno ben votare...se NOI MANDIAMO GENTE SBAGLIATA a governarci non possiamo poi stare a lamentarci

Sono d'accordo con te (che stranezza dirai....hihhi). Il problema è che manca la materia prima. Non c'è NESSUNO ad oggi che rispetti le idee di democrazia che tutti abbiamo in mente.
 
arizona77 ha scritto:
bellafobia ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Senza essere un esperto
( ma di che in questo caso?, non ci sono 2 economisti che la pensano uguale,
giorni fa leggevo di un ex premio Nobel. " Giuro non ci capisco piu' nulla.... " ritengo che siano molto diversi i casi a seconda dello stato che dovesse fallire, nel nostro caso Grecia o Italia....
La prima ( tessuto industriale pressoche' nullo ) penso avra' interesse a farsi riassorbire dalla Turchia ;)
Per quello che riguarda l' Italia ( la cui potenza produttiva resterebbe comunque
immutata, per non dire delle riserve auree, le terze al mondo ), trovo verosimile la riconversione in lire ( con buona pace dei dipendenti pubblici ) dagli euri
( e pertanto chi ha soldi, soldi sempre avra' ), quello che cambiera' sara'
semplicemente il loro potere di acquisto.
Un po' di sana autarchia, un ritorno all' agricoltura, un rimboccarsi le maniche di coloro che hanno lasciato certi lavori agli immigrati....
Finita la guerra eravamo messi molto peggio.
l'autarchia in sè non è per nulla sana...se uno stato ricorre ad essa è perchè è DEBOLE NEL CONFRONTO COMPETITIVO ALLA PARI (sul mercato). Siamo deboli? Allora serve una cura rivitalizzante e gente che ha davvero voglia di lavorare...a prescindere dal paese di provenienza :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes:

sai il concetto di autarchia :?: :shock:
sono laureato a pieni voti in economia...tu che dici? ;)
 
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