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E' giusto condividere il dolore?

pilota54

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Membro dello Staff
Non apro quasi mai argomenti su OT, perchè come sapete ritengo che questo forum debba essere soprattutto un luogo dove si confrontano le idee e le opinioni degli appassionati di automobilismo.

Però faccio una delle rare eccezioni perchè sono rimasto colpito del fatto che un mio amico, che però ive a 2.000 km da me, ha perso (purtroppo) la moglie e ha condiviso la notizia e il relativo dolore su facebook, sia prima (quando era malata) sia dopo.

Io, pur rispettando in toto la sua decisione (anche perchè lo avrei saputo solo se mi avesse telefonato), non penso che lo farei, perchè credo che il dolore sia soprattutto una cosa intima, personale, da condividere semmai con i parenti e i veri amici, non i 200 o 500 conoscenti e/o finti amici di facebook o twitter, a molti dei quali magari non interessa una mazza e rispondono solo per cortesia.

Voi cosa ne pensate?
 
Voi cosa ne pensate?

Dipende..... in linea di massima la penso come te, ma nel mio caso personale, primo sono un frequentatore piuttosto passivo, leggo ma posto pochissimo, secondo, credo di essere tra i pochi a conoscere di persona tutti gli "amici" che ho su FB (a parte pochi che casualmente sono anche utenti di queste pagine...). Quindi, sì, potrei anche condividere una notizia del genere, dal momento che a leggerla sarebbero tutte (o quasi) persone conosciute. Diverso sarebbe se fossi uno di quelli che chiede (e concede) amicizie a chiunque compaia tra i suggerimenti...
 
Pochi giorni fa' io ho sentito la notizia di una madre che ha scoperto che il figlio era morto dopo alcuni giorni senza avere sue notizie,non so se sia vero ma il giornalista ha detto che la donna attraverso i social aveva espresso il proprio dolore,sia prima che dopo la scoperta.
Onestamente io non sono capace di esternare certe cose che come pilota54 considero intime.
E penso anche io che alla stragrande maggioranza degli "amici" o follower che dir si voglia importi solo superficialmente del dolore che viene espresso.
Una persona a cui importa non mette solo un like o scrive due righe per solidarietà,le persone a cui importa sono quelle che ti sostengono o che si offrono di aiutarti e starti vicino e quelle non apprendono certe notizie dai social.
Anzi addirittura io vado oltre,secondo me c'è in qualche caso della vanità anche nell'ostentazione del dolore,nella ricerca di qualche commento solidale e preoccupato,anche se fine a se stesso.
Raccontare il proprio dolore alle persone vicine è un conto,è uno sfogo ed è giusto,ma raccontarlo a persone lontane secondo me serve solo a suscitare empatia e in qualche caso a rattristare gli altri.
E il dolore non sparisce di certo se il tuo post raccoglie 1000 like,può far piacere ma allora ci si accontenta di poco perchè ribadisco che per me i vari RIP e i commenti di condoglianze non sono altre che superficiali manifestazioni di cortesia dettati da una convenzione sociale,una regola non scritta che dice che devi mettere il like a tutti anche se in realtà non te ne frega poi tanto.
 
le persone a cui importa sono quelle che ti sostengono o che si offrono di aiutarti e starti vicino e quelle non apprendono certe notizie dai social

Il social è la versione digitale dell'epigrafe appesa fuori dall'osteria.... Certo che le persone care sul serio non lo vengono a sapere via internet, ma non è che una cosa escluda l'altra. Anche perchè se un amico di un amico che non conosco pubblica l'annuncio di un lutto, semplicemente lo ignoro, non sto lì a mettere il like. Se invece è un amico vero, il like semplicemente si aggiunge alla vicinanza "fisica" che avrò fatto il possibile per dargli.
 
Il social è la versione digitale dell'epigrafe appesa fuori dall'osteria.... Certo che le persone care sul serio non lo vengono a sapere via internet, ma non è che una cosa escluda l'altra. Anche perchè se un amico di un amico che non conosco pubblica l'annuncio di un lutto, semplicemente lo ignoro, non sto lì a mettere il like. Se invece è un amico vero, il like semplicemente si aggiunge alla vicinanza "fisica" che avrò fatto il possibile per dargli.

Hai ragione,ma il discorso è valido per chi usa i social nel modo che hai descritto tu.
Se gli amici sono 100 e non 1500 e li conosci davvero allora i social possono servire a diffondere la notizia,però un vero amico non ti mette il like ma ti telefona o se possibile ti porta di persona le sue condoglianze.
Magari presenzia al funerale o visita la tomba della persona che è venuta a mancare.
Ma per come vengono utilizzati i social di fatto esprimere il proprio lutto con un post è come appendere un manifesto funerario in ogni città d'Italia o del mondo.
A cosa serve condividere con una marea di estranei il proprio lutto?
Secondo me a nulla.
Pochi mesi fa' sono stato alla camera mortuaria e poi al funerale di una persona che conoscevo,perfino i figli erano latitanti ma scommetto che sui social si saranno finti addolorati.
 
Non so se è una specie di paradosso, ma ho messo "Mi piace" al commento di zinzanbr.

I mi piace fanno piacere,e se quello che leggi ti piace davvero secondo me ci stanno.
Se invece,come avviene sui social,il like scatta in automatico perchè è quasi obbligatorio,ce lo si aspetta tra "amici",allora si riduce a un modo per leccare il XXXX a qualcuno.
Secondo me chi ama ricevere complimenti,anche se falsi e detti solo in faccia mentre alle spalle apriti cielo,di persona si comporta allo stesso modo anche sui social.
Per fortuna il forum non è così,io non ho mai visto mettere mi piace a tappeto,magari senza neanche leggere il commento,e pur frequentandolo da tempo e avendo avuto modo di parlare molto spesso con alcuni forumisti non sempre metto mi piace.
A parte qualcuno che è avvezzo alla battuta ma il like è sempre motivato.
 
... sono rimasto colpito del fatto che un mio amico, che però ive a 2.000 km da me, ha perso (purtroppo) la moglie e ha condiviso la notizia e il relativo dolore su facebook, sia prima (quando era malata) sia dopo.
...
Voi cosa ne pensate?
Perdonami i "tagli" al tuo intervento, ho cercato di mantenere solo la frase che secondo me riepiloga la questione.

Io penso che sia davvero un atto soggettivo, sul quale non si possa stabilire a priori cosa é giusto e cosa é sbagliato.
Bisogna trovarcisi e valutare il "percorso" che ha condotto il tuo amico a prendere quella decisione.

Una banalissima considerazione pratica: un tempo si redigevano i necrologi, sui quotidiani. Lo leggevano quelli che scorrevano il quotidiano, era "la bacheca" che oggi é stata sostituita dai social media.
Se la maggior parte delle persone che conosci sono anche interconnesse con internet, ed abitano in diverse aree d'italia ( e forse anche fuori ) su quale quotidiano inserire il necrologio ?
Facebook funziona almeno altrettanto bene, se non di più.

A volte condividere il dolore serve ad esorcizzarlo, a renderlo meno acre e insostenibile. A volte invece é l'esatto opposto, é una cosa molto personale, come già dicevo. Ognuno reagisce a suo modo.
 
Se gli amici sono 100 e non 1500 e li conosci davvero allora i social possono servire a diffondere la notizia,però un vero amico non ti mette il like ma ti telefona o se possibile ti porta di persona le sue condoglianze.
Magari presenzia al funerale o visita la tomba della persona che è venuta a mancare.

Esatto. Io ho subito telefonato al mio amico, condividendo almeno a voce il dolore che anche io ho provato per la perdita di sua moglie. Poi siccome abita vicino Aosta e io vicino Catania non ho preso l'aereo per andare al funerale.

Come ha detto qualcuno si può anche valutare da caso a caso. Una mia cara amica di CT ha fatto lo stesso del citato amico di AO.
Io e la mia compagna (che non è su facebook) trattandosi di amici veri, con cui uscivamo insieme, sapevamo tutto ovviamente, abbiamo sofferto con lei fino alla scomparsa di lui e siamo andati al funerale. Ognuno fa le scelte che vuole.

Magari, visto che io sono su facebook, se lascerò questo mondo prima della mia compagna qualcuno forse lo comunicherà su facebook, per fare sapere perchè non scriverò più. Un altro mio amico è scomparso l'anno scorso e, dato che era su facebook, mi sembra sua moglie o sua figlia, non ricordo chi, segnalò il fatto sul social.

Forse però basterebbe una sola comunicazione, senza aggiungere poi in continuazione post che riguardano il fatto.
 
Ultima modifica:
Secondo me è molto azzeccato il discorso di agricolo sui social,se li utilizzi per tenere i contatti con amici,parenti e persone con le quali hai un legame,personale o lavorativo,allora in certe situazioni possono essere utilissimi.
Ma a me sembra che il 99% degli utenti li utilizzi badando più all'abbondanza,il numero di amici deve essere altissimo se no sei uno sfigato e allora la dai via come niente,l'amicizia,agli amici degli amici,ai conoscenti,a chiunque la chieda perchè sarebbe sgarbato rifiutare.
Usandoli in questa maniera va a finire che viene a sapere non solo della tua perdita ma anche di come la stai affrontando l'istruttore della palestra,gli ex compagni di scuola (compresi magari quelli con cui non eri amico nemmeno all'epoca),i vicini di casa.
Io di far conoscere il mio stato d'animo a persone con cui non ho la necessaria confidenza onestamente non sarei contento.
Ma i social spesso non hanno vie di mezzo,o tutto o niente,una cosa o la sai solo tu oppure la sanno tutti,anche chi non è amico o follower in certi casi se non rendi la tua pagina visibile solo a chi vuoi tu.
E' una cosa inquietante per certi versi e anche pericolosa,si parla tanto di privacy quando installano una telecamera per strada ma secondo me è andato completamente perso il concetto di reale riservatezza,che non significa segretezza assoluta e volare fuori dai radar,ma neanche rendere pubblico il privato senza pensarci.
 
E pensare che ci sono persone a cui piace andare ai funerali, anche di gente che non conosce di persona...

Io devo dire che non trovo particolarmente tristi i funerali,almeno quando si tratta di persone con cui non avevo un legame strettissimo e che avevano un'età tale da non considerare la morte come un evento inaspettato.
L'ultimo a cui sono stato posso addirittura dire che è stato bello,anche il parroco conosceva la persona defunta e sono stati raccontati aneddoti sulla sua vita.
Ovvio qualcuno piangeva,i parenti più stretti,ma visto con un certo distacco per me è stato un ultimo saluto molto affettuoso e partecipe.
 
Secondo me è molto azzeccato il discorso di agricolo sui social,se li utilizzi per tenere i contatti con amici,parenti e persone con le quali hai un legame,personale o lavorativo,allora in certe situazioni possono essere utilissimi.
Ma a me sembra che il 99% degli utenti li utilizzi badando più all'abbondanza,il numero di amici deve essere altissimo se no sei uno sfigato e allora la dai via come niente,l'amicizia,agli amici degli amici,ai conoscenti,a chiunque la chieda perchè sarebbe sgarbato rifiutare.
Usandoli in questa maniera va a finire che viene a sapere non solo della tua perdita ma anche di come la stai affrontando l'istruttore della palestra,gli ex compagni di scuola (compresi magari quelli con cui non eri amico nemmeno all'epoca),i vicini di casa.
Io di far conoscere il mio stato d'animo a persone con cui non ho la necessaria confidenza onestamente non sarei contento.
Ma i social spesso non hanno vie di mezzo,o tutto o niente,una cosa o la sai solo tu oppure la sanno tutti,anche chi non è amico o follower in certi casi se non rendi la tua pagina visibile solo a chi vuoi tu.
E' una cosa inquietante per certi versi e anche pericolosa,si parla tanto di privacy quando installano una telecamera per strada ma secondo me è andato completamente perso il concetto di reale riservatezza,che non significa segretezza assoluta e volare fuori dai radar,ma neanche rendere pubblico il privato senza pensarci.

I social hanno il buono e il cattivo. Purtroppo forse a lungo andare prevalgono le cose negative, hanno fatto diventare molta gente più estremista e ipercritica.
Screditare il prossimo sembra lo sport più praticato, soprattutto se è famoso...........
 
I social hanno il buono e il cattivo. Purtroppo forse a lungo andare prevalgono le cose negative, hanno fatto diventare molta gente più estremista e ipercritica.
Screditare il prossimo sembra lo sport più praticato, soprattutto se è famoso...........

Forse danno l'illusione di poter diventare tutti dei "vip".
Siccome le star condividono tutti anche noi dovremmo condividere tutto e attirare il più possibile l'attenzione.
Io sono proprio allergico a certe cose,resto abbottonato perfino quando qualcuno che conosco ma con cui non ho confidenza mi chiede come sto.
 
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