<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Donne che comprano automobili: un mercato enorme tutt'ora poco valorizzato | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Donne che comprano automobili: un mercato enorme tutt'ora poco valorizzato

Ariosto6 ha scritto:
Non so fino a che punto possa convenire ad un costruttore puntare su auto accattivanti per le donne. Ci sono modelli che sono praticamente di loro esclusivo dominio, es. Ypsilon, Musa, Micra, Mini, 500, e il rischio è che, per questo motivo, vengano rifiutate dai clienti di sesso maschile perché ritenute «da gay» se guidate da un uomo.
Faccio un discorso puramente commerciale (lungi da me ogni discriminazione): meglio modelli non fortemente caratterizzati perché puntare sul «macho» o sulla «bambolona», alla fine secondo me non paga.

Scusa, ma non esistono negozi di abbigliamento per uomo e negozi per donna? Perchè l'auto deve essere unisex?
 
Non credo proprio; molte auto (o semplicemente versioni) sono concepite prevalentemente per un pubblico femminile e le relative pubblicità sono ideate proprio per far breccia nel cuore delle donne.
 
stratoszero ha scritto:
gdd78 ha scritto:
L'uomo invece è un cliente molto ma molto più ostico, informato ed esigente quindi mi pare logico che la maggior parte della pubblicità e delle attenzioni sia rivolta al pubblico maschile.

Cosa c'entra la competenza tecnica con la pubblicità?

La pubblicità è sempre orientata a un certo segmento di pubblico, ovvio che se vuoi pubblicizzare lo smacchiatore universale siccome spesso lo comprano le donne e magari lo usano anche gli uomini ma a loro non gliene frega nulla della marca e delle caratteristiche, la pubblicità sarà orientata ad un pubblico femminile e quindi nello spot vedremo la donna che pulisce la cucina e parla con l'amica che ha sempre la cucina che sembra uno specchio... Non è essere sessisti che ormai le pulizie le fanno anche gli uomini ma siccome un prodotto si deve prima di tutto comprare e siccome a sceglierlo sono le donne...
Stesso identico discorso per quanto riguarda l'auto: è l'uomo a informarsi maggiormente mentre la donna in genere guarda solo al lato emotivo (i fari espressivi, la bocca sorridente, l'aria da confetto), all'aspetto pratico (ci metto il passeggino, c'è il posto per la borsa) e tutt'al più dell'economia di esercizio ma delle caratteristiche tecniche, qualitative, sportive e via dicendo non gliene può fregare di meno.
Quindi se un'auto si rivolge ad un pubblico maschile la pubblicità sarà molto tecnica, se si rivolge alle donne sarà molto più semplice...
Stessa cosa all'autosalone, l'uomo sta a tastare le plastiche, chiede se il ruota di scorta è di dimensioni normali, osserva i lamierati, si mette al volante come se stesse già smanettando, la strumentazione è completa o no, la plancia è ergonomica, tartassa il venditore su dove la costruiscono e l'affidabilità della marca, le sospensioni multilink a 4 bracci con barra di torsione, l'iniezione è diretta common rail multijet di IV generazione, i dischi posteriori, l'airbag per le ginocchia, i comandi vocali, la curva della coppia, la luce di cortesia nel bagagliaio e diecimila altri dettagli tecnici.
Una donna al concessionario si guarda per bene la carrozzeria, apre il bagagliaio per vedere se entra la spesa, chiede quanto consuma, controlla che ci sia il posto per mettere la borsetta ed ha quasi finito di giudicarla.
Ecco ho volutamente esagerato un po' le cose ma più o meno stanno così quindi è ovvio che ci sia un approccio diverso da parte di case automobilistiche e addetti alle vendite se stanno trattando con un uomo piuttosto che con una donna.
 
stratoszero ha scritto:
Scusa, ma non esistono negozi di abbigliamento per uomo e negozi per donna? Perchè l'auto deve essere unisex?

Mi sembra un po' ardito paragonare un'auto ad un capo di abbigliamento: intanto di questi ne esistono dei maschili e femminili per esigenze anatomiche che non vedo cosa c'entrino con un'auto, poi spesso un'auto è un bene «di famiglia» e non di un solo soggetto. Chi produce abbigliamento femminile, fa solo quello e si disinteressa del pubblico maschile, e viceversa. Se una casa automobilistica vuole rivolgersi solo agli uomini o donne, libera di farlo, ma secondo me si chiude ad una metà dei potenziali acquirenti, più tutti quelli che prevedono un'auto usata da più componenti della famiglia di sesso diverso. Uno dei motivi del cambio radicale della linea nella Classe A Mercedes è proprio dovuta al fatto che l'attuale è vista come auto tipicamente femminile.
 
Ariosto6 ha scritto:
stratoszero ha scritto:
Scusa, ma non esistono negozi di abbigliamento per uomo e negozi per donna? Perchè l'auto deve essere unisex?

Mi sembra un po' ardito paragonare un'auto ad un capo di abbigliamento: intanto di questi ne esistono dei maschili e femminili per esigenze anatomiche che non vedo cosa c'entrino con un'auto, poi spesso un'auto è un bene «di famiglia» e non di un solo soggetto. Chi produce abbigliamento femminile, fa solo quello e si disinteressa del pubblico maschile, e viceversa. Se una casa automobilistica vuole rivolgersi solo agli uomini o donne, libera di farlo, ma secondo me si chiude ad una metà dei potenziali acquirenti, più tutti quelli che prevedono un'auto usata da più componenti della famiglia di sesso diverso. Uno dei motivi del cambio radicale della linea nella Classe A Mercedes è proprio dovuta al fatto che l'attuale è vista come auto tipicamente femminile.

In Mercedes potranno anche dire questo ma non ci crederà mai nessuno!!! La classe A cambia e diventa tradizionale perché, nonostante il successo che ha avuto, progettare un'auto rivoluzionaria (dal pdv ingegneristico) senza condividere nulla con altri modelli è un mezzo suicidio commerciale. Stesso motivo per cui la Toyota IQ ha già una croce sopra, sempre che non facciano come per Smart provando a venderla con almeno due grossi marchi...
Ci sono le auto prettamente maschili (prendi una Punto Evo, senza scomodare chissà quale auto), ci sono auto femminili (Citroen C1), ci sono auto che strizzano l'occhio verso gli uomini pur restando femminili (la Ypsilon II) e auto che fanno l'opposto (Fiesta), poi ci sono quelle unisex (Qashqai)... C'è di tutto!!! Sta alle case dicidere quale segmento aggredire, a quale pubblico rivolgersi, come impostare la campagna pubblicitaria e via dicendo.
 
Secondo me ci sono vetture tipicamente improntate alla donna che vengono valorizzate dalle case ma anche dalle concessionarie.
Vedere la Y, la C3, con le versioni ad esempio Elle e Pink, la 500, ma anche tante altre.
 
gdd78 ha scritto:
stratoszero ha scritto:
gdd78 ha scritto:
L'uomo invece è un cliente molto ma molto più ostico, informato ed esigente quindi mi pare logico che la maggior parte della pubblicità e delle attenzioni sia rivolta al pubblico maschile.

Cosa c'entra la competenza tecnica con la pubblicità?

La pubblicità è sempre orientata a un certo segmento di pubblico, ovvio che se vuoi pubblicizzare lo smacchiatore universale siccome spesso lo comprano le donne e magari lo usano anche gli uomini ma a loro non gliene frega nulla della marca e delle caratteristiche, la pubblicità sarà orientata ad un pubblico femminile e quindi nello spot vedremo la donna che pulisce la cucina e parla con l'amica che ha sempre la cucina che sembra uno specchio... Non è essere sessisti che ormai le pulizie le fanno anche gli uomini ma siccome un prodotto si deve prima di tutto comprare e siccome a sceglierlo sono le donne...
Stesso identico discorso per quanto riguarda l'auto: è l'uomo a informarsi maggiormente mentre la donna in genere guarda solo al lato emotivo (i fari espressivi, la bocca sorridente, l'aria da confetto), all'aspetto pratico (ci metto il passeggino, c'è il posto per la borsa) e tutt'al più dell'economia di esercizio ma delle caratteristiche tecniche, qualitative, sportive e via dicendo non gliene può fregare di meno.
Quindi se un'auto si rivolge ad un pubblico maschile la pubblicità sarà molto tecnica, se si rivolge alle donne sarà molto più semplice...
Stessa cosa all'autosalone, l'uomo sta a tastare le plastiche, chiede se il ruota di scorta è di dimensioni normali, osserva i lamierati, si mette al volante come se stesse già smanettando, la strumentazione è completa o no, la plancia è ergonomica, tartassa il venditore su dove la costruiscono e l'affidabilità della marca, le sospensioni multilink a 4 bracci con barra di torsione, l'iniezione è diretta common rail multijet di IV generazione, i dischi posteriori, l'airbag per le ginocchia, i comandi vocali, la curva della coppia, la luce di cortesia nel bagagliaio e diecimila altri dettagli tecnici.
Una donna al concessionario si guarda per bene la carrozzeria, apre il bagagliaio per vedere se entra la spesa, chiede quanto consuma, controlla che ci sia il posto per mettere la borsetta ed ha quasi finito di giudicarla.
Ecco ho volutamente esagerato un po' le cose ma più o meno stanno così quindi è ovvio che ci sia un approccio diverso da parte di case automobilistiche e addetti alle vendite se stanno trattando con un uomo piuttosto che con una donna.

Hai scritto cose molto diverse dalla tua affermazione prcedente "L'uomo invece è un cliente molto ma molto più ostico, informato ed esigente quindi mi pare logico che la maggior parte della pubblicità e delle attenzioni sia rivolta al pubblico maschile. ".
Se io devo vendere a qualcuno, mi rivolgo a quel qualcuno, indipendentemente dalla sua competenza tecnica.
 
Ariosto6 ha scritto:
Mi sembra un po' ardito paragonare un'auto ad un capo di abbigliamento: intanto di questi ne esistono dei maschili e femminili per esigenze anatomiche che non vedo cosa c'entrino con un'auto, poi spesso un'auto è un bene «di famiglia» e non di un solo soggetto. Chi produce abbigliamento femminile, fa solo quello e si disinteressa del pubblico maschile, e viceversa. Se una casa automobilistica vuole rivolgersi solo agli uomini o donne, libera di farlo, ma secondo me si chiude ad una metà dei potenziali acquirenti, più tutti quelli che prevedono un'auto usata da più componenti della famiglia di sesso diverso. Uno dei motivi del cambio radicale della linea nella Classe A Mercedes è proprio dovuta al fatto che l'attuale è vista come auto tipicamente femminile.

Certo, ci sono auto che vengono utilizzate da più persone della stessa famiglia, ma anche un mercato di ragazze e donne single che comprano l'auto solo per se stesse, per il quale a mio avviso le case automobilistiche sono rimaste indietro.
 
stratoszero ha scritto:
Ariosto6 ha scritto:
Mi sembra un po' ardito paragonare un'auto ad un capo di abbigliamento: intanto di questi ne esistono dei maschili e femminili per esigenze anatomiche che non vedo cosa c'entrino con un'auto, poi spesso un'auto è un bene «di famiglia» e non di un solo soggetto. Chi produce abbigliamento femminile, fa solo quello e si disinteressa del pubblico maschile, e viceversa. Se una casa automobilistica vuole rivolgersi solo agli uomini o donne, libera di farlo, ma secondo me si chiude ad una metà dei potenziali acquirenti, più tutti quelli che prevedono un'auto usata da più componenti della famiglia di sesso diverso. Uno dei motivi del cambio radicale della linea nella Classe A Mercedes è proprio dovuta al fatto che l'attuale è vista come auto tipicamente femminile.

Certo, ci sono auto che vengono utilizzate da più persone della stessa famiglia, ma anche un mercato di ragazze e donne single che comprano l'auto solo per se stesse, per il quale a mio avviso le case automobilistiche sono rimaste indietro.
rimaste indietro de che? qui si sfiora l'assurdo...non esistono auto da uomo, da donna o da gay :? se un'auto piace più alle donne non significa che un uomo non possa comprarla. sarebbe un suicidio per le case proporre auto solo per uomini, solo per donne o solo per gay: rinuncerebbero senza ragione a molti clienti. Esistono oggi tante di quelle personalizzazioni (per alcuni modelli almeno) che è del tutto inutile e ridondante proporre auto non unisex. Anzi, dal mio punto di vista è davvero stupido dire che esistono auto per quel o quell'altro sesso: mi spieghi qualcuno quali sarebbero le ragioni
 
Possiamo dire che in genere, le donne, acquistano auto di dimensioni contenute e rassicuranti nella forma: Smart, Classe A, Mini, 500 ed altro.
Spesso sono anche le donne ad influenzare mariti e compagni su cilindrate maggiori e suv, direttamente o indirettamente: per fare scena sulle donne (single uomini), o in coppia per fare gli imprenditori de noi antri (con donna accanto).
La forma e la sostanza, non che una si totale appannaggio di un sesso.

Molti uomini dal concessionario comprano ma non sanno nulla del modello, è bella e mi piace (lecito e semplice), fa scena, sai che figurone...
Non si tratta di frenate, tenuta o precisione dello sterzo. Forse quest'ultimo periodo viene prestata maggiore attenzione ai consumi, quelli della casa, come il vino della trattoria, semper fasulli.

La pubblicità in Italia, per il settore auto e moto è molto machista, rispecchia l'utente che altrimenti penserebbe che non è un prodotto per lui. Fiat Idea, l'auto per le donne della nazionale di rugby NZ...ma al passeggino e bagagli ci penso anche io e molti altri padri, che come in questi giorni, ci carichiamo casa sulle ruote.

Le donne, in quanto meno esperte (teoricamente), sono più deboli e quindi, nella logica predatoria, sono prese in giro da meccanici (prezzo) e venditori (sconti), ma noi non ne siamo immuni.

Se poi facesso un auto per gay, il mercato ci sarebbe e le vendite pure.
Forse meno, qui da noi, per il coraggio di dichiararlo...siamo cattolici no? ;)
 
bellafobia ha scritto:
rimaste indietro de che?

Mi sembra chiaro: rimaste indietro rispetto alle evoluzioni della società, che oggi comprende una fetta di mercato di donne che comprano auto per guidarle soltanto loro, e a cui non interessa avere auto utilizzabili anche da mariti, figli e affini.
Sarebbe utile che in questo thread si esprimessero le donzelle del forum? :?
 
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