Diluvia anche qui ma torno indietro nel tempo e ricordo la sera che stavo viaggiando per andare da mio padre in ospedale.
Una telefonata mi avvisò che ormai era tardi.
Questo ricordo, lo squillo del telefono e tutto è cambiato.
Per i primi anni non risucivo a guardare la sua fotografia poi, col tempo, ci si abitua all'assenza.
Ci vuole tempo Marcello, ci vuole tempo Fiorella ma la vita, o quello che è, ci ha preparati a soffrire, siamo programmati per il dolore e solo il passare dei giorni, delle settimane, dei mesi lenisce la perdita.
L'importante è l'essere consapevoli che si è fatto quello che si doveva fare e anche di più.
Non aver lasciato solo il papà/suocero è tutto quello che dovete ricordare ed è quello che lui avrà pensato fino all'ultimo.
Io non ho questa consolazione ma voi sicuramente si per cui sorridete al suo sorriso e auguriamogli buon viaggio con la speranza, quando sarà ora, di reincontrarlo in qualche modo o in qualche forma.
Sono certo che qualcosa rimane, almeno dentro di noi.