acrobat_68 ha scritto:Immagino che tu pensi allo sbarramento come strumento per favorire l'aggregazione fra partiti ma i fatti di questi giorni mi suggeriscono che forse non basta più. La fusione a freddo fra entità anche simili (quali FI e AN) non basta alla sopravvivenza come organismo unico mi sembra...
Io mi rifarei dalla periferia invece con una profonda ristrutturazione degli enti locali e spingendo per la creazione delle città metropolitane e l'abolizione di molte province (le prime? Firenze, Prato e Pistoia).
jaccos ha scritto:rendere si il governo più stabile, ma il parlamento risulterebbe più ricattabile, o sbaglio?
matteomatte1 ha scritto:acrobat_68 ha scritto:Immagino che tu pensi allo sbarramento come strumento per favorire l'aggregazione fra partiti ma i fatti di questi giorni mi suggeriscono che forse non basta più. La fusione a freddo fra entità anche simili (quali FI e AN) non basta alla sopravvivenza come organismo unico mi sembra...
Io mi rifarei dalla periferia invece con una profonda ristrutturazione degli enti locali e spingendo per la creazione delle città metropolitane e l'abolizione di molte province (le prime? Firenze, Prato e Pistoia).
Sugli enti locali (vedasi eliminazione delle province siamo d'accordo) ma qui si parlava/parla di modificare la repubblica da parlamentare a semipresidenziale. Come dicevo lo sbarramento alla tedesca (fatto seriamente e non furbescamente all'amatriciana) risolve i problemi di frammentazione del Parlamento e rende più forte il Premier...
matteomatte1 ha scritto:jaccos ha scritto:rendere si il governo più stabile, ma il parlamento risulterebbe più ricattabile, o sbaglio?
più ricattabile no, meno incline a sfiducie si...
Hai ragione, mi sono forse spiegato male io.matteomatte1 ha scritto:acrobat_68 ha scritto:Immagino che tu pensi allo sbarramento come strumento per favorire l'aggregazione fra partiti ma i fatti di questi giorni mi suggeriscono che forse non basta più. La fusione a freddo fra entità anche simili (quali FI e AN) non basta alla sopravvivenza come organismo unico mi sembra...
Io mi rifarei dalla periferia invece con una profonda ristrutturazione degli enti locali e spingendo per la creazione delle città metropolitane e l'abolizione di molte province (le prime? Firenze, Prato e Pistoia).
Sugli enti locali (vedasi eliminazione delle province siamo d'accordo) ma qui si parlava/parla di modificare la repubblica da parlamentare a semipresidenziale. Come dicevo lo sbarramento alla tedesca (fatto seriamente e non furbescamente all'amatriciana) risolve i problemi di frammentazione del Parlamento e rende più forte il Premier...
jaccos ha scritto:matteomatte1 ha scritto:jaccos ha scritto:rendere si il governo più stabile, ma il parlamento risulterebbe più ricattabile, o sbaglio?
più ricattabile no, meno incline a sfiducie si...
Però allora andrebbe anche riformato un attimino l'uso della fiducia per far approvare leggi... dovrebbe essere uno strumento eccezionale per provvedimenti d'urgenza, non un fatto di ordinaria amministrazione...
acrobat_68 ha scritto:Hai ragione, mi sono forse spiegato male io.matteomatte1 ha scritto:acrobat_68 ha scritto:Immagino che tu pensi allo sbarramento come strumento per favorire l'aggregazione fra partiti ma i fatti di questi giorni mi suggeriscono che forse non basta più. La fusione a freddo fra entità anche simili (quali FI e AN) non basta alla sopravvivenza come organismo unico mi sembra...
Io mi rifarei dalla periferia invece con una profonda ristrutturazione degli enti locali e spingendo per la creazione delle città metropolitane e l'abolizione di molte province (le prime? Firenze, Prato e Pistoia).
Sugli enti locali (vedasi eliminazione delle province siamo d'accordo) ma qui si parlava/parla di modificare la repubblica da parlamentare a semipresidenziale. Come dicevo lo sbarramento alla tedesca (fatto seriamente e non furbescamente all'amatriciana) risolve i problemi di frammentazione del Parlamento e rende più forte il Premier...
Premetto che, personalmente, ritengo che non esista un modello precostituito che vada bene per tutti i paesi e le rispettive relatà politico-sociali.
Detto questo, mi interessa il giusto che in Italia ci si sposti da un modello all'altro (con tutte le conseguenze del caso), fatta salva la possibilità di governare: noto che questa mancava prima con il sistema proporzionale, manca adesso con quello maggioritario. Certo, l'architettura istituzionale non è cambiata ma siamo sicuri che cambiandola si assicurerebbe maggiore governabilità?
Il sistema alla francese, per esempio, è molto decisionista, e sicuramente assicura una buona stabilità al lavoro del governo che però, quando tocca interessi importanti, si trova il paese in strada, paralizzato dagli scioperi. Facendo i debiti confronti, cosa succederebbe da noi? Il governo decide ed il paese scende in piazza dato che ci sarebbe sempre qualcuno disponibile a cavalcare il malcontento (vista anche la mole colossale di riforme che attendono da una vita di essere compiute).
La mia idea quindi, a fronte di un sostanziale pessimismo di riforma del sistema dall'alto, è quella di riforma dal basso, agendo sulla realtà locale, più facile forse da gestire, per poi salire piano piano verso il vertice (cosa che, in parte, già succede)..
migliazziblu ha scritto:La colpa e' anche di chi, per anni, potendolo fare....ha lasciato correre....adesso e' troppo tardi....il sistema si' avvitatato su se stesso e incacrenendosi ha portato alla situazione attuale.
Ci saranno altri 1789 e 1917 :?:
ciao
L'unica rivoluzione possibile è quella che parte dal modificare in meglio le attività di tutti i giorni delle persone comuni (assistenza sanitaria, la mobilità, il rapporto con la P.A. locale, la gestione del ciclo dei rifiuti): la gente si abitua al peggio ma, per fortuna, anche al meglio. Faccio un esempio banale: Firenze, dopo 5 anni abbondanti di lavori, ha inaugurato finalmente la prima linea della tranvia. La massa enorme di polemiche che ha accompagnato la gestione di questo sfortunato lavoro si è dissolta sotto l'evidenza positiva di un sistema di trasporto pubblico che pare quasi marziano rispetto allo standard della città; questo da nuovo impulso a procedere oltre con i lavori successivi, creando un circolo virtuoso. Se gli amministratori sapranno sfruttarlo potranno andare oltre ed aumentare il consenso, proponendo nuovi cambiamenti, etc etc..|Mauro65| ha scritto:migliazziblu ha scritto:La colpa e' anche di chi, per anni, potendolo fare....ha lasciato correre....adesso e' troppo tardi....il sistema si' avvitatato su se stesso e incacrenendosi ha portato alla situazione attuale.
Ci saranno altri 1789 e 1917 :?:
ciao
La vedo difficile.
All'epoca c'erano molti, moltissimi che avevano nulla da perdere
Oggi quasi tutti hanno qualcosa da perdere in una ipotetica rivoluzione
migliazziblu ha scritto:La colpa e' anche di chi, per anni, potendolo fare....ha lasciato correre....adesso e' troppo tardi....il sistema si' avvitatato su se stesso e incacrenendosi ha portato alla situazione attuale.
Ci saranno altri 1789 e 1917 :?:
ciao
In teoria anche l'intenzione del nostro costituente era quella di limitare l'utilizzo dello strumento della fiducia solo a casi eccezionali, così come per la decretazione d'urgenza.matteomatte1 ha scritto:jaccos ha scritto:matteomatte1 ha scritto:jaccos ha scritto:rendere si il governo più stabile, ma il parlamento risulterebbe più ricattabile, o sbaglio?
più ricattabile no, meno incline a sfiducie si...
Però allora andrebbe anche riformato un attimino l'uso della fiducia per far approvare leggi... dovrebbe essere uno strumento eccezionale per provvedimenti d'urgenza, non un fatto di ordinaria amministrazione...
ah siamo d'accordo, sentivo un'intervista con un deputato tedesco e l'istituto della fiducia in Germania è pressochè sconosciuto, qui da noi invece...
acrobat_68 ha scritto:L'unica rivoluzione possibile è quella che parte dal modificare in meglio le attività di tutti i giorni delle persone comuni (assistenza sanitaria, la mobilità, il rapporto con la P.A. locale, la gestione del ciclo dei rifiuti): la gente si abitua al peggio ma, per fortuna, anche al meglio. Faccio un esempio banale: Firenze, dopo 5 anni abbondanti di lavori, ha inaugurato finalmente la prima linea della tranvia. La massa enorme di polemiche che ha accompagnato la gestione di questo sfortunato lavoro si è dissolta sotto l'evidenza positiva di un sistema di trasporto pubblico che pare quasi marziano rispetto allo standard della città; questo da nuovo impulso a procedere oltre con i lavori successivi, creando un circolo virtuoso. Se gli amministratori sapranno sfruttarlo potranno andare oltre ed aumentare il consenso, proponendo nuovi cambiamenti, etc etc..|Mauro65| ha scritto:migliazziblu ha scritto:La colpa e' anche di chi, per anni, potendolo fare....ha lasciato correre....adesso e' troppo tardi....il sistema si' avvitatato su se stesso e incacrenendosi ha portato alla situazione attuale.
Ci saranno altri 1789 e 1917 :?:
ciao
La vedo difficile.
All'epoca c'erano molti, moltissimi che avevano nulla da perdere
Oggi quasi tutti hanno qualcosa da perdere in una ipotetica rivoluzione
GuidoP - 2 ore fa
quicktake - 2 anni fa
Suby01 - 2 mesi fa