Che la "posizione sociale" influisca pesantemente sulla scelta di un partner è cosa risaputa e vecchia come il mondo. C'è però da contestualizzare in quanto non vale sempre e comunque. Partiamo dalla prima giovinezza (15/20 anni) dove a guidare le scelte sono prevalentemente gli ormoni. Dai 20 ai 25 conta molto essere "fighi, simpatici, alla moda" (coniugato anche al femminile). Quasi nessuno/a (o comunque la netta minoranza) appartenente a queste due fasce di età pensa ad accasarsi mischiando sentimenti a calcoli matematici.
I problemi abbinati a valutazioni socioeconomiche, oltre che culturali, direi che cominciano a palesarsi oltre la trentina di anni. Ovviamente questo riguarda i diretti interessati mentre i genitori viaggiano, quasi sempre, su livelli di valutazione tipicamente opportunistici indipendentemente dall'età dei pargoli.
Tutto sommato lo trovo logico, non sempre opportuno.
I problemi abbinati a valutazioni socioeconomiche, oltre che culturali, direi che cominciano a palesarsi oltre la trentina di anni. Ovviamente questo riguarda i diretti interessati mentre i genitori viaggiano, quasi sempre, su livelli di valutazione tipicamente opportunistici indipendentemente dall'età dei pargoli.
Tutto sommato lo trovo logico, non sempre opportuno.