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Contro il logorio della vita moderna aka per superare i momenti di stanca scrivi qui

Che la "posizione sociale" influisca pesantemente sulla scelta di un partner è cosa risaputa e vecchia come il mondo. C'è però da contestualizzare in quanto non vale sempre e comunque. Partiamo dalla prima giovinezza (15/20 anni) dove a guidare le scelte sono prevalentemente gli ormoni. Dai 20 ai 25 conta molto essere "fighi, simpatici, alla moda" (coniugato anche al femminile). Quasi nessuno/a (o comunque la netta minoranza) appartenente a queste due fasce di età pensa ad accasarsi mischiando sentimenti a calcoli matematici.
I problemi abbinati a valutazioni socioeconomiche, oltre che culturali, direi che cominciano a palesarsi oltre la trentina di anni. Ovviamente questo riguarda i diretti interessati mentre i genitori viaggiano, quasi sempre, su livelli di valutazione tipicamente opportunistici indipendentemente dall'età dei pargoli.
Tutto sommato lo trovo logico, non sempre opportuno.
 
Che la "posizione sociale" influisca pesantemente sulla scelta di un partner è cosa risaputa e vecchia come il mondo. C'è però da contestualizzare in quanto non vale sempre e comunque. Partiamo dalla prima giovinezza (15/20 anni) dove a guidare le scelte sono prevalentemente gli ormoni. Dai 20 ai 25 conta molto essere "fighi, simpatici, alla moda" (coniugato anche al femminile). Quasi nessuno/a (o comunque la netta minoranza) appartenente a queste due fasce di età pensa ad accasarsi mischiando sentimenti a calcoli matematici.
I problemi abbinati a valutazioni socioeconomiche, oltre che culturali, direi che cominciano a palesarsi oltre la trentina di anni. Ovviamente questo riguarda i diretti interessati mentre i genitori viaggiano, quasi sempre, su livelli di valutazione tipicamente opportunistici indipendentemente dall'età dei pargoli.
Tutto sommato lo trovo logico, non sempre opportuno.
si e' uno schema di riporto da testo......che vale nella realtà di "media".
ci sono realtà "negative" in cui i ragazzi maturano prima e non sempre in bene...
per cui gia' da 15 anni hanno in mente ( anche giustamente) di "accasarsi" o "affrancarsi" senza il lavoro.
il contesto "familiare-sociale" deviato o powero o estremamente ricco ( non dimentichiamo che esistono ancora i matrimoni familiari di convenienza-patrimoniale) potrebbe comportare altri comportamenti....non sempre negativi.
nel nostro paese e' difficile l'ascensione "sociale" per cui "sposarsi" i soldi e' ancora il principale metodo per aumentare nella scala sociale, poi bisogna vedere come impieghi i "soldi acquisiti"....
 
si e' uno schema di riporto da testo......che vale nella realtà di "media".
ci sono realtà "negative" in cui i ragazzi maturano prima e non sempre in bene...
per cui gia' da 15 anni hanno in mente ( anche giustamente) di "accasarsi" o "affrancarsi" senza il lavoro.
il contesto "familiare-sociale" deviato o powero o estremamente ricco ( non dimentichiamo che esistono ancora i matrimoni familiari di convenienza-patrimoniale) potrebbe comportare altri comportamenti....non sempre negativi.
nel nostro paese e' difficile l'ascensione "sociale" per cui "sposarsi" i soldi e' ancora il principale metodo per aumentare nella scala sociale, poi bisogna vedere come impieghi i "soldi acquisiti"....
E infatti si moltiplicano i divorzi o più semplicemente evitando di sposarsi in modo che tra i benefit ci siano le mani libere in qualunque momento.
D'altra parte la cultura attuale passa anche da B che ad una ragazza disoccupata disse di trovarsi uno ricco per risolvere il problema. Ci han creduto in troppi.
 
Oggi è arrivato il discorso che mi aspettavo.
Un collega mi ha preso in disparte e prima di iniziare a parlare si è guardato alle spalle per essere sicuro che nessuno lo sentisse.
Poi mi ha detto caro ragazzo datti meno da fare,allunga il brodo,il lavoro fattelo durare di più altrimenti te ne danno dell'altro...e così via.
Mi ha dato un po' fastidio essere rimproverato per quelli che invece si potrebbero considerare dei meriti.
Non ho mai ritenuto valido il detto nessuno è indispensabile,io penso che se nessuno lo è qualcuno lo è meno di altri.
Poi nel nostro paese chi senti senti ti racconta di essere la colonna portante della propria azienda senza la quale tutto si ferma,mentre nei posti di lavoro di solito per uno che tira il gruppo ci sono almeno due o tre gregari che uno vale l'altro.
Per me dietro a certi discorsi c'è il timore di uscire male dal confronto ma la colpa non è di chi si dà da fare ma di chi si assenta per fumare,di chi come può svicola,di chi fa finta di non sentire o non capire,chi fa male di proposito in modo che la volta dopo non gli chiedano nulla.
Eppure a lamentarsi è proprio chi tira i remi in barca invece di pensare meno male che l'altro per la stessa paga si da fare di più così me la posso prendere comoda.
Non dico che sia giusto spingere i dipendenti a competere tra loro col rinnovo del contratto non assicurato come spada di Damocle sulla testa.
Ma nemmeno inneggiare all'inerzia.
A me hanno assicurato,anche se a parole,il rinnovo del contratto mentre un collega sa già che non lo riconfermeranno (e da quando lo sa è in aperta polemica con i responsabili e si assenta spesso) e mi hanno paventato la possibilità di un passaggio a incarichi amministrativi in futuro.
Penso che sia anche per il fatto che non allungo il brodo,che se mi dicono fai così mi attengo alle istruzioni ricevute,che sono preciso e puntuale.
Forse sarò anche scemo ma è la mia natura,il pensiero che qualcuno possa additarmi come scansafatiche mi fa ribrezzo.
Ma come sono andati avanti prima che mi assumessero andranno avanti benissimo anche se dovessi trovare di meglio.
Oggi occasionalmente mi hanno affiancato alle colleghe in una mansione diversa e dopo 10 minuti avevo il fiatone,tengono un ritmo pazzesco e nessuna invita le altre a rallentare,anzi.
E per giunta sono sempre allegre,ridono e scherzano anche se si fanno un mazzo così.
Noi se vediamo uno che si dà da fare gliene facciamo una colpa.
Boh non lo capisco.
 
Oggi è arrivato il discorso che mi aspettavo.
Un collega mi ha preso in disparte e prima di iniziare a parlare si è guardato alle spalle per essere sicuro che nessuno lo sentisse.
Poi mi ha detto caro ragazzo datti meno da fare,allunga il brodo,il lavoro fattelo durare di più altrimenti te ne danno dell'altro...e così via.
Mi ha dato un po' fastidio essere rimproverato per quelli che invece si potrebbero considerare dei meriti.
Non ho mai ritenuto valido il detto nessuno è indispensabile,io penso che se nessuno lo è qualcuno lo è meno di altri.
Poi nel nostro paese chi senti senti ti racconta di essere la colonna portante della propria azienda senza la quale tutto si ferma,mentre nei posti di lavoro di solito per uno che tira il gruppo ci sono almeno due o tre gregari che uno vale l'altro.
Per me dietro a certi discorsi c'è il timore di uscire male dal confronto ma la colpa non è di chi si dà da fare ma di chi si assenta per fumare,di chi come può svicola,di chi fa finta di non sentire o non capire,chi fa male di proposito in modo che la volta dopo non gli chiedano nulla.
Eppure a lamentarsi è proprio chi tira i remi in barca invece di pensare meno male che l'altro per la stessa paga si da fare di più così me la posso prendere comoda.
Non dico che sia giusto spingere i dipendenti a competere tra loro col rinnovo del contratto non assicurato come spada di Damocle sulla testa.
Ma nemmeno inneggiare all'inerzia.
A me hanno assicurato,anche se a parole,il rinnovo del contratto mentre un collega sa già che non lo riconfermeranno (e da quando lo sa è in aperta polemica con i responsabili e si assenta spesso) e mi hanno paventato la possibilità di un passaggio a incarichi amministrativi in futuro.
Penso che sia anche per il fatto che non allungo il brodo,che se mi dicono fai così mi attengo alle istruzioni ricevute,che sono preciso e puntuale.
Forse sarò anche scemo ma è la mia natura,il pensiero che qualcuno possa additarmi come scansafatiche mi fa ribrezzo.
Ma come sono andati avanti prima che mi assumessero andranno avanti benissimo anche se dovessi trovare di meglio.
Oggi occasionalmente mi hanno affiancato alle colleghe in una mansione diversa e dopo 10 minuti avevo il fiatone,tengono un ritmo pazzesco e nessuna invita le altre a rallentare,anzi.
E per giunta sono sempre allegre,ridono e scherzano anche se si fanno un mazzo così.
Noi se vediamo uno che si dà da fare gliene facciamo una colpa.
Boh non lo capisco.
penso che chi ti ha detto di prendeterla con calma abbia paura che quando i capi si accorgono che tu produci più degli altri, pretendono la stessa cosa da tutti e avresti poi dei nemici...cosa già vista diverse volte nella mia vita lavorativa...
 
penso che chi ti ha detto di prendeterla con calma abbia paura che quando i capi si accorgono che tu produci più degli altri, pretendono la stessa cosa da tutti e avresti poi dei nemici...cosa già vista diverse volte nella mia vita lavorativa...

Si sono già accorti.
Imho ci sta perché io sono più giovane quindi da me pretendono anche un ritmo più elevato.
La cosa che mi dispiace è che,secondo me,lavorare insieme significa che quello che fa uno va anche a beneficio degli altri.
Se io mi do un po' più da fare tu non ti spacchi la schiena,visto che la paga è la stessa e che non c'è il rischio di una riduzione del personale, al limite qualche ora di straordinario in meno,non mi pare necessariamente un male.
Lo stesso collega mi ha detto che prima della mia assunzione,non perché io sono più bravo ma perché prima erano in 2 e ora siamo in 3,non facevano quasi mai la pausa pranzo perché erano sempre indietro.
Il responsabile ha detto che in 2 eravamo pochi mentre in 3 siamo troppi in certe giornate.
E temo che sia vero,il periodo in cui eravamo solo 2 e per giunta assunti da poco facevamo molta più fatica a star dietro a tutto.
Non a caso il primo mese e mezzo ho fatto tantissime ore mentre adesso che siamo a regime ne sto facendo di meno.
E per carità anche io preferirei fare qualche ora in più ma ci stanno col fiato sul collo quindi non è che ci siano tante occasioni per rilassarsi.
Per ora credo che siano di più le persone con cui sto instaurando un buon rapporto rispetto ai "nemici".
Poi sarò cinico ma io vado a lavorare per la paga non per fare amicizia.
Allo stesso tempo però non faccio nulla per mettere in cattiva luce gli altri.
Se mi chiedono dov'è quello non dico è fuori a fumare,non riporto le chiacchiere che sento,non mi lamento quando il lavoro non viene diviso in parti uguali.
Poteva andargli peggio credo.
 
Non è facile lavorare in team soprattutto se qualcuno fa molto più di un altro e nel qual caso, quello che fa meno, vede a rischio la propria posizione. È poi vero che lavorare in modo infaticabile espone tutti alla richiesta di extra. In molti posti di lavoro c'è la tendenza a chiedere più di quanto sono disposti a dare perciò se uno lo fa di per se fanno bingo.
 
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