È chiaro che commercio, commerciabilità, sostenibilità (per un'azienda o un produttore) portano a logiche di standardizzazione e ripetitività a meno che non si sia un micro produttore artigiano (come il contadino da cui, in montagna, compriamo salame e formaggio da suoi maiali e vacche, pochi animali e pochi prodotti, infatti capita sovente di passare nella parte dell'anno dove ha già finito tutto e dover attendere l'anno successivo).
Poi ciascuno di noi, in base a dove abita, alle possibilità attorno a lui (chi ha agricoltori o allevatori/macelli farà spesa a km0, io a Milano non posso) ma anche alla sensibilità verso il tema "food" o la volontà e capacità di spesa in funzione di quanto sopra o di investimenti in tempo (a Milano si trova carne di grandissima qualità, però costa una cifra abnorme).
Di fatto si cerca di trovare una buona via di mezzo, o quantomeno è ciò che cerchiamo di fare noi, andando a evitare le carni primo prezzo o gli alimenti eccessivamente lavorati, preferendo formaggi con "meno ingredienti" o paste con grani duri o "antichi" per esempio, cercando le certificazioni no antibiotici in pollo o uova, quelle per la pesca corretta e "sostenibile", il salmone non da allevamenti intensivi ecc. o come dicevamo l'olio seppur non di frantoio ma quantomeno di specifiche origini territoriali, stessa cosa per il vino dove cerco di guardare le etichette evitando prodotti troppo economici e preferendo (anche in base al gusto) una gamma un po' superiore ma senza la minima profondità o velleità da sommelier o degustatore.
Poi compriamo anche merendine, patatine, pianificati vari per le merende ecc., quindi ovviamente non siamo esempio di virtù e perfezione ma ci barcameniamo un po' cercando di trovare un compromesso un minimo valido che possa fare da "guida".
Poi mi rendo conto (soprattutto su carne, pesce, formaggi) che per la spesa alimentare spendiamo molto più -cercando di mangiare "meglio"- di tante famiglie di amici pur avendo nuclei simili per frequenza di pasti a casa e componenti, come sono sicuro che qualche altra famiglia vedendo la nostra spesa storcerebbe il naso perché non è tutto a km0, dal contadino, dal casaro, dall'allevatore ecc. (che in certi contesti significa anche risparmiare, peraltro).