<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Ciclone Harry in Sicilia (e frana Niscemi) - Un disastro senza precedenti | Page 13 | Il Forum di Quattroruote

Ciclone Harry in Sicilia (e frana Niscemi) - Un disastro senza precedenti

....ossia, non ricostruire lì.

Non è importante solo il sito, ma anche il come rispettando il precario equilibrio idrogeologico del sito scelto e cercando di perturbarlo il meno possibile

Questo significa non progettare il singolo edificio, ma l'intero agglomerato (e le infrastrutture di collegamento, ...); ne siamo capaci ? Teoricamente si, in pratica fino ad oggi abbiamo dimostrato di non essere all'altezza

Per tacere del fatto che potremmo essere fuori tempo massimo
 
Le notizie di reato sono aria fritta in questo caso. Ma di cosa stiamo parlando? Il prossimo a finire nel "registro degli indagati" sarà l'acqua, a fare compagnia all'aria, al terreno e alla stupidità umana. In altro ambito territoriale, io indagherei anche il Vesuvio insieme a tutti gli amministratori campani dal 79 d.C. ad oggi. O forse no, magari anche sì e pure per istigazione all'eruzione.
 
Il disastro di Niscemi era tutto fuorchè "imprevedibile", a quanto si diceva in un talk ieri sera. Non so quali rilievi geologici siano stati fatti per le costruzioni recenti (a quanto risulta, perfettamente in regola), ma le frane che si sono susseguite negli anni urlano che il terreno che costituisce quella collina è assolutamente inadeguato a costruirci sopra, per cui era questione di quando, non di se.
Da prendere con le molle data la sommarietà dell'informazione ma se vuoi avere qualche idea sul come si sia arrivati a questo punto e sul perché sia stato costruito li in epoca moderna dopo le varie ricostruzioni del passato qui puoi trovare qualche spunto:

 
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Mi lascia perplesso non solo che si sia costruito (ed urbanizzato) nella zona franosa, ma che addirittura ci fosse una passeggiata piastrellata panoramica sull'orlo del precipizio... se è vero quel che ho letto, beninteso...
 
Il problema enorme è che nel caso di Niscemi le costruzioni non erano abusive, sono state regolarmente autorizzate. Hai voglia a spiegare a chi magari la casa, in cui ha messo una vita e mezza di sacrifici, ce l'ha ancora in piedi a cento metri dal fronte di frana che sarebbe meglio che si trasferisse....
 
io una casa a Cortina non la comprerei mai...
I residenti sono minoritari rispetto alle seconde case. Che, per inciso, sono poco occupate dai villeggianti (quindi basso coefficiente di rischio globale) o affittate (e quindi rendono il centuplo del rischio perdita).
P.S. mai stato a Cortina, ma in VdA non siamo tanto lontani.
 
Mi lascia perplesso non solo che si sia costruito (ed urbanizzato) nella zona franosa, ma che addirittura ci fosse una passeggiata piastrellata panoramica sull'orlo del precipizio... se è vero quel che ho letto, beninteso...

Il precipizio non c'era, il precipizio è nato dal fatto che la montagna in quel punto si è letteralmente spaccata in due. Ecco perchè ora ci sono diverse case sull'orlo del burrone.
Ovviamente quando tagli in due qualcosa che dentro è molle (pensiamo a un dolce...), ovvero argilla e sabbia, quello che c'è dentro tende a uscire, ed è quello che credo sta succedendo. Quando la montagna era sana in qualche modo resisteva (a parte la piccola frana del 1997), una volta che si è spaccata (fenditura lunga 4 km, profonda 50 metri e larga una cinquantina di metri credo, una sorta di canyon) addio, rischia di franare mezzo paese, si è persa la compattezza.
 
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Il precipizio non c'era, il precipizio è nato dal fatto che la montagna in quel punto si è letteralmente spaccata in due. Ecco perchè ora ci sono diverse case sull'orlo del burrone.
A detta degli articoli 'era una passeggiata panoramica, il che sottintende che fosse in cima ad un declivio non molto dolce.
 
I residenti sono minoritari rispetto alle seconde case. Che, per inciso, sono poco occupate dai villeggianti (quindi basso coefficiente di rischio globale) o affittate (e quindi rendono il centuplo del rischio perdita).
P.S. mai stato a Cortina, ma in VdA non siamo tanto lontani.
Come in tutte le località a prevalente economia turistica. Il che non cambia il senso del discorso: non è questione di se, ma di quando, lì prima o poi viene giù tutto.
 
quando, lì prima o poi viene giù tutto
Il gioco delle seconde case è essersela goduta prima, e di avere scarse probabilità di rimanerci dentro o sotto in caso di frana, per le case affittate che abbia reso a sufficienza. E, comunque, poi, puntare anche a farsela risarcire. Guadagni privati e spese pubbliche, nella migliore tradizione nazionale.
 
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