Il mio dubbio, però, è: se si fanno entrare centinaia di migliaia di persone che non sanno neanche piantare un chiodo in un paese in cui non ci sono neanche chiodi da piantare, in base a quale teoria economica questi piantachiodi doppiamente mancati dovrebbero pagarci le pensioni?
Prima di tutto...c'è una nota importante: di tutti questi migranti, stiamo considerando solo quelli che hanno intenzione di fermarsi in Italia, escludendo quindi quelli "in transito" che, come noto, sono la maggior parte.
Detto questo:
1) Come già giustamente fatto notare sopra, si parte dal presupposto che questi siano in grado di lavorare (piantare chiodi, tirar su le patate ecc), o perchè lo sono "di per loro", o perchè glielo si insegna noi.
2) Il secondo presupposto è che questi, effettivamente, lavorino, e con regolare contratto (il lavoro nero fa girare l'economia comunque, ma in quanto a contributi e pensioni è come se non ci fosse..). Il che implica:
2.1) Che ci sia lavoro
2.2)Che abbiano voglia di lavorare
2.3) Che abbiano possibilità di lavorare (in questo ci metto datori di lavoro che assumono solo italiani, permessi di soggiorno x motivi di lavoro non concessi da una burocrazia assurda ecc ecc..).
Ora, considerando il punto 2), io credo che dei 3 fattori elencati, il primo sia il meno rilevante, sarà che vivo in una zona benestante rispetto alla media nazionale, ma da me è pieno di ristoranti bar ecc che cercano camerieri, personale in cucina, lavapiatti ecc...ora capisco che per un cuoco si cerchino qualifiche, ma per gli altri due...
Resta quindi il fattore "voglia di lavorare": discorso troppo ampio per poterlo affrontare seriamente. Sta di fatto che, in base a testimonianze di amici che lavorano in centri d'accoglienza e similari, oltre che sulla mia stessa esperienza con migranti che ho conosciuto in varie occasioni. ci sono alcuni casi di personaggi che non sembra ne siano particolarmente dotati. Va però detto che ho notato anche non pochi casi di persone qualificate che pur di lavorare accettano qualunque cosa (conosco di sfuggita un ingegnere senegalese, che parla 4 lingue e fa il semplice meccanico in un centro assistenza Midas...oltretutto, litiga sempre con il titolare perchè lui vorrebbe lavorare seriamente e non fatturare un "cambio olio" quando hai fatto un "controllo olio con l'astina" e rabboccato mezzo kg..ma questo è un altro discorso).
Ultimo punto, la possibilità di lavorare: qua secondo me ci sono grossi problemi vuoi burocratici vuoi di incontro domanda-offerta. Il fatto è che questo sarebbe pure il problema più facilmente risolvibile..