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"Ci pagheranno la pensione"

Mi capita spesso di sentire nei talk show, tra il casino generale di maleducati che si parlano uno sopra l'altro, che saranno i migranti a pagare le nostre pensioni, quindi ben vengano, se no moriremo tutti con la gamella in mano. Ora, io sono solo un operatore del solco e non capisco un ravanello di economia e finanza, quindi sottopongo a chi ne mastica più di me la seguente riflessione: a mio modesto e agreste parere, in un contesto di migrazione concordata in cui il paese "ospitante" stabilisce che gli mancano all'appello Xmila elettricisti, Ymila idraulici e Zmila meccanici e il paesi "fornitori" inviano i numeri richiesti, ci sta benissimo che questi migranti entreranno a far parte a pieno titolo del sistema pensionistico del loro nuovo paese. Il mio dubbio, però, è: se si fanno entrare centinaia di migliaia di persone che non sanno neanche piantare un chiodo in un paese in cui non ci sono neanche chiodi da piantare, in base a quale teoria economica questi piantachiodi doppiamente mancati dovrebbero pagarci le pensioni?
 
A me sembra che le teorie macroeconomiche siano sempre da prendere con le pinze. In questo caso interpreto la cosa come basata sulla demografia: i migranti che lavorano, che imparano a fare qualcosa (è possibile eh!) e soprattutto i loro figli che cresceranno in italia, pagheranno tra 10, 20 o 30 anni le pensioni di chi lavora oggi.
 
Il mio dubbio, però, è: se si fanno entrare centinaia di migliaia di persone che non sanno neanche piantare un chiodo in un paese in cui non ci sono neanche chiodi da piantare, in base a quale teoria economica questi piantachiodi doppiamente mancati dovrebbero pagarci le pensioni?

Prima di tutto...c'è una nota importante: di tutti questi migranti, stiamo considerando solo quelli che hanno intenzione di fermarsi in Italia, escludendo quindi quelli "in transito" che, come noto, sono la maggior parte.

Detto questo:
1) Come già giustamente fatto notare sopra, si parte dal presupposto che questi siano in grado di lavorare (piantare chiodi, tirar su le patate ecc), o perchè lo sono "di per loro", o perchè glielo si insegna noi.

2) Il secondo presupposto è che questi, effettivamente, lavorino, e con regolare contratto (il lavoro nero fa girare l'economia comunque, ma in quanto a contributi e pensioni è come se non ci fosse..). Il che implica:

2.1) Che ci sia lavoro
2.2)Che abbiano voglia di lavorare
2.3) Che abbiano possibilità di lavorare (in questo ci metto datori di lavoro che assumono solo italiani, permessi di soggiorno x motivi di lavoro non concessi da una burocrazia assurda ecc ecc..).

Ora, considerando il punto 2), io credo che dei 3 fattori elencati, il primo sia il meno rilevante, sarà che vivo in una zona benestante rispetto alla media nazionale, ma da me è pieno di ristoranti bar ecc che cercano camerieri, personale in cucina, lavapiatti ecc...ora capisco che per un cuoco si cerchino qualifiche, ma per gli altri due...

Resta quindi il fattore "voglia di lavorare": discorso troppo ampio per poterlo affrontare seriamente. Sta di fatto che, in base a testimonianze di amici che lavorano in centri d'accoglienza e similari, oltre che sulla mia stessa esperienza con migranti che ho conosciuto in varie occasioni. ci sono alcuni casi di personaggi che non sembra ne siano particolarmente dotati. Va però detto che ho notato anche non pochi casi di persone qualificate che pur di lavorare accettano qualunque cosa (conosco di sfuggita un ingegnere senegalese, che parla 4 lingue e fa il semplice meccanico in un centro assistenza Midas...oltretutto, litiga sempre con il titolare perchè lui vorrebbe lavorare seriamente e non fatturare un "cambio olio" quando hai fatto un "controllo olio con l'astina" e rabboccato mezzo kg..ma questo è un altro discorso).

Ultimo punto, la possibilità di lavorare: qua secondo me ci sono grossi problemi vuoi burocratici vuoi di incontro domanda-offerta. Il fatto è che questo sarebbe pure il problema più facilmente risolvibile..
 
io sarei curioso di verificare quanti sono i disoccupati ufficiali che lavorano in nero.
 
Da quel po' che si vede o si legge.
Gli immigrati che lavorano sono per lo piu' allocati in posti che gli Italiani rifiutano:
Fonderie
Allevamenti bovini
Imprese pulizia
Poi ci sono quelli che lavorano sottopagati e probabilmente in nero:
Agricoltura
Ristorazione
Per finire....
Il grosso sono piccoli imprenditori.

Poi come, si dice all' inizio, ci sono
quelli di " passaggio " verso il Nord
e
quelli che fin quando fan vita da signori e nessuno li butta fuori passano il tempo oziando nei modi piu' disparati

Poi, come dico riguardo gli esperti di auto,
la verita' ha tanti padri. Eccone 2 a caso

http://www.stranieriinitalia.it/att...ersano-8-miliardi-all-anno-ne-ricevono-3.html

http://www.liberoquotidiano.it/news...i--gli-immigrati-faranno-fallire-l-Inps-.html

:emoji_wink:
 
Ultima modifica:
Quei pochi che lavorano, spediscono soldi in Africa e spendono sul territorio il minimo per la sussistenza, un altro aspetto economico delle "risorse"
 

A mio modestissimo avviso, il discorso di Boeri (primo link) vale quanto l'Aida cantata da un ubriaco. Mi pare semplicemente OVVIO che gli immigrati (regolari) che lavorano OGGI versino più di quanto ricevano, anch'io verso contributi da quando ho iniziato a lavorare (parola grossa, lo so) e ne rivedrò una minima parte tra 15 anni, sempre se non tiro le cuoia il giorno prima. E comunque, ho premesso che gli immigrati regolarmente inseriti nel mondo del lavoro sono italiani a tutti gli effetti, sotto questo aspetto. Io mi riferivo alla massa abnorme di migranti non qualificati che entrano in massa ADESSO, e vanno a ingrossare le file dei disoccupati già presenti (*). Questi, come e quando dovrebbero puntellare l'INPS?

(*) quanto sopra anche facendo finta di ignorare che in realtà finiscono a drogare il mercato del lavoro e a mandare a zoccole tutte le conquiste dei lavoratori dalla rivoluzione industriale in qua (che poi, è esattamente quello che vogliono i farabutti che tirano i fili delle marionette che siedono nei palazzi dei governi, ma questo è un altro discorso).
 
Ad ingrossare le file

Sono....
( in piccola parte ) fra quelli che io descrivo fra i sottopagati e probabilmente in nero
e
( totalmente ) quelli che fanno la bella vita ( coi famosi 35 E ).
Poi se alla fine del giro, vuoi i conti esatti se son piu' gli attivi o i passivi, dubito....ci si possa arrivare....
Viste le quantomeno stravaganti, " diverse " fonti cui attingere:emoji_slight_smile:
 
Leggo dalla stampa di oggi che l'INPS ha 44 dirigenti di prima fascia tra i 210 ed i 240 mila euro (il massimo di legge per le P.A.) ed altri 450 che stanno tra i 100 ed i 150 mila euro e sono pronto a scommettere che non ve ne sia uno immigrato o figlio di immigrati.
Ricordo per inciso che l'Italia ha fatto, a suo tempo, i soldi con le rimesse degli emigrati e pertanto è normale che ora i nostri immigrati mandino soldi alle famiglie.
Ricordiamoci anche che se un immigrato ha versato poniamo 14 anni di contributi non riceverà il becco di un quattrino.
Non credo proprio che siano gli immigrati il problema dell'INPS.
 
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