Thefrog ha scritto:
Dicono che la colpa e' degli aerei Tupolev che si schiantano al suolo molto spesso. Tutto per non dire che invece c'era una nebbia fittissima sull'aereoporto evidenteente non attrezzato per questo caso (sarebbe bastato un ILS di avvicinamento).
Regards,
The frog
Non scrivo su questo forum da una vita quindi nessuno di voi si ricorderà di me.
L'argomento però mi interessa troppo per non dire la mia.
Si, sarebbe bastato un apparato per l'avvicinamento in bassa visibilità ma soprattutto sarebbe bastato rispettare le regole ferree che esistono in aviazione e che, purtroppo sempre di più, si cerca di aggirare come succede per il codice della strada.
Portare un aereo è una cosa troppo seria e sempre più sottovalutata dalla gente.
Molto semplicisticamente, un aeroporto può essere fornito di sistema di avvicinamento di precisione (ILS) oppure di non precisione (VOR, NDB).
I valori di visibilità per portare a termine un avvicinamento sono fissati in base agli apparati esistenti sull'aeroporto e sull'aereo, oltre che sugli aiuti visivi (luci), orografia del territorio, ostacoli presenti sul piano di avvicinamento e su quello di riattaccata (in caso di mancato avvicinamento) etc.
Per farla breve ad esempio, con un ILS di 1^ categoria sono necessari almeno 550 metri di visibilità che diventano 350 con un ILS di 2^ cat. e addirittura 200 metri con un ILS di cat. 3a.
In caso di mancanza dell'ILS i valori richiesti salgono almeno a 2000 metri.
Bisogna poi valutare l'altezza della base delle nubi che incide allo stesso modo: in cat 3a la pista deve essere visibile a non meno di 50 piedi di altezza (circa 15 metri). Ora immaginatevi quanto tempo passa da quando l'aereo è a 15 metri a quando tocca la pista. In questo caso infatti l'atterraggio deve essere obbligatoriamente automatico.
Una norma è però la più importante per capire quante pressioni possa aver ricevuto quel "povero pilota" del volo incriminato: possono essere effettuati al massimo 2 tentativi di atterraggio!!!
Il 3° tentativo deve essere effettuato su un altro aeroporto aperto e operante.
Ovviamente il tutto mentre il carburante scorre abbondantemente dai serbatoi ai motori.
Pensate che un MD80 consuma circa 50 Kg di carburante al minuto.
Un Tupolev consumerà anche di più.
Certo mi guardo bene dal pretendere di dare la soluzione dell'incidente. Le inchieste sono sempre lunghe, difficili e soggette anch'esse a pressioni da parte delle ditte costruttrici, delle compagnie e di quanti possono dire la loro.
I giornali poi non aiutano certo a capire il mondo aeronautico.
Troppa gente pensa di capire cose che invece sono appannaggio dei soli addetti ai lavori.
Prego però quelli che fanno dell'ironia sui morti di lasciare perdere.
Pensate se fosse morta una persona a voi cara.