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Botti

L'adolescente è stupido per definizione, quindi ci sta che si possa divertire anche coi botti. Quelli che non riesco a capire sono gli adulti...
Non tutti gli adulti sono tali fino in fondo.
Poi é risaputo che tutto ció che é rumoroso e fa danni viene considerato figo dai più...i ognuno di noi c'e un piccolo texano con cappello e pistole pronto a farsi vivo al primo segno di esplosione, solo che qualcuno non riesce a contenersi.
 
Almeno in questo Capodanno non ci sono stati morti (per i botti, per colpi d'arma da fuoco sì...) e ci sono stati meno feriti, secondo quanto riportato dai mass media... pura fortuna o più diffusa presa di coscienza della loro pericolosità?
Forse perché costano un "botto" e i soldi sono sempre meno?
 
Comunque in alcune zone del nostro paese i botti sono una tradizione a prescindere dallo livello culturale personale
 
Sul discorso botti avrei da raccontare un poema.
In età adolescenziale ci divertivamo creando il botto più grande e rumoroso, eravamo arrivati a fare delle vere e proprie mine...che poi andavamo nei boschi a sparare.
Poi crescendo mi sono accorto che a dire la verità il tutto era veramente stupido: sprecare mezza giornata per confezionare un botto grande come una lattina di coca e poi in mezzo secondo é tutto finito, sempre se si ha la fortuna di avere ancora le mani.
Ad ora mi sono buttato sui fumogeni, si riesce a farli a costo zero e non
si rischia niente...non fanno neanche casino.

Da ragazzi,
scemenze ne abbiamo fatte un po' piu', un po' meno tutti quanti.
Chi nega e' perche' non si ricorda
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Comunque in alcune zone del nostro paese i botti sono una tradizione a prescindere dallo livello culturale personale
qualsiasi tradizione che metta a repentaglio la propria incolumità oltre a quella di chi ci sta intorno mi pare che attenga anche ad un discorso di maturità civica e culturale.
Chi per tradizione lancia i petardi dalle finestre non credo abbia sviluppato un livello di cultura tale da maturare un minimo di senso critico.
 
qualsiasi tradizione che metta a repentaglio la propria incolumità oltre a quella di chi ci sta intorno mi pare che attenga anche ad un discorso di maturità civica e culturale.
Chi per tradizione lancia i petardi dalle finestre non credo abbia sviluppato un livello di cultura tale da maturare un minimo di senso critico.

Dipende cosa si intende per cultura, né vedo tante di tradizioni italiane che mettono a repentaglio la vita, ad esempio l'alzare il gomito quotidianamente in alcune zone nostrane e non mi sembra che li sia indice di bassa cultura
 
Dipende cosa si intende per cultura, né vedo tante di tradizioni italiane che mettono a repentaglio la vita, ad esempio l'alzare il gomito quotidianamente in alcune zone nostrane e non mi sembra che li sia indice di bassa cultura
per me cultura e senso civico sono strettamente correlati ed anche alzare il gomito quotidianamente lo trovo manifestazione di qualche forma di disagio.
 
per me cultura e senso civico sono strettamente correlati ed anche alzare il gomito quotidianamente lo trovo manifestazione di qualche forma di disagio.

Siamo d'accordo ma probabilmente ognuno di noi ha qualche comportamento che anche con un background considerevole non è facilmente comprensibile. Io ricordo forse un premio nobel che raccontava che tra mille anni i futuri abitanti del pianeta vedendo in un museo una teca con dentro una sigaretta e leggendo lo scopo penseranno che eravamo proprio dei trogloditi :emoji_grinning:
 
Ormai vado per i 67 e posso garantire che a Bologna quando ero bambino i botti proprio non usavano. Una volta passai il capodanno a Roma da parenti, era il '63 o il '64 e ricordo che rimasi allibito a vedere dei bengala, ma soprattutto gente (eravamo in via Oderisi da Gubbio) che gettava di tutto dai balconi cercando di colpire le rarissime macchine che si azzardavano a transitare.
Ieri sera a Casalecchio guardando il cielo si vedevano veri e propri fuochi d'artificio che rischiaravano l'orizzonte in tutte le direzioni e sono durati tre quarti d'ora buoni, in aggiunta a petardi più o meno potenti.
Non sono tradizioni nostre, mi sembrano lontane come i dolcetti o scherzetto di Halloween.
Ho comunque la sensazione che negli anni del dopoguerra non fosse solo una questione di carenza di soldi a far sì che non usassero botti di nessun tipo, ma proprio il ricordo dei numerosi bombardamenti subiti a convincere a festeggiare in modo piú sobrio.
 
Ormai vado per i 67 e posso garantire che a Bologna quando ero bambino i botti proprio non usavano. Una volta passai il capodanno a Roma da parenti, era il '63 o il '64 e ricordo che rimasi allibito a vedere dei bengala, ma soprattutto gente (eravamo in via Oderisi da Gubbio) che gettava di tutto dai balconi cercando di colpire le rarissime macchine che si azzardavano a transitare.
Ieri sera a Casalecchio guardando il cielo si vedevano veri e propri fuochi d'artificio che rischiaravano l'orizzonte in tutte le direzioni e sono durati tre quarti d'ora buoni, in aggiunta a petardi più o meno potenti.
Non sono tradizioni nostre, mi sembrano lontane come i dolcetti o scherzetto di Halloween.
Ho comunque la sensazione che negli anni del dopoguerra non fosse solo una questione di carenza di soldi a far sì che non usassero botti di nessun tipo, ma proprio il ricordo dei numerosi bombardamenti subiti a convincere a festeggiare in modo piú sobrio.

Non ho l'esperienza storica che hai tu, mi fermo ai 43 anni, per quanto ne so I botti di fine come anche il buttare cose vecchie rompendole fanno parte di tradizioni molto antiche, talmente antiche che si è perso anche il significato che sempre se non erro avevano il senso di chiusura di un periodo storico e inizio di uno nuovo, questo passaggio avveniva in modo che tutto quello che apparteneva al vecchio doveva essere distrutto. Per Gli antichi il tutto era simbolo di fenomeni di cosmologia che prevedono proprio traumi tra passaggi di ere cosmologiche e venivano riportati al transito da un anno al altro
 
Beh il WC gettato la notte del 31 sulla Bianchina del povero Fantozzi lo ricordiamo tutti....
Stereotipi certo....
Ma gli stereotipi nascono sempre da un fondo di verita'
 
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