Lo volevo fare subito, ma ero incasinato e col telefonino. Ieri sera poi sono crollato sotto i colpi dell'influenza stagionale, ergo lo faccio ora.pronunciarmi in merito all'opinione di Santo, casomai ci pensa lui stesso.
A me piace trovare la verità, o la cosa che più le si avvicina, ovunque essa sia.Figurarsi se io possa volere (o tentare) cambiare l'idea di Pandemonio... la sua visione è sacrosanta dal suo punto di vista. Da sempre c'è chi riconosce in Placanica uno spietato assassino e in Giuliani un povero manifestante indifeso e gandhiano, altri considerano Placanica un inesperto e impaurito carabiniere troppo giovane per trovarsi in quel defender assediato da delinquenti incoscienti che corrono incontro a pistolettate tutt'altro che a salve brandendo grossi estintori. A me è sempre piaciuto trovare la verità nel mezzo, a Santo non so...
In questo caso, però, non si tratta della mia visione, quanto piuttosto del concetto di "giustizia", in senso assoluto e alla sua applicazione al caso in esame.
La Treccani, alla voce giustizia, recita (le definizioni sono molte, io riporto la più generica) "riconoscimento e rispetto dei diritti altrui, sia come consapevolezza sia come prassi dell'uomo singolo e delle istituzioni".
Se, come nel caso in esame, l'applicazione o l'esercizio di questa "giustizia" è demandato a persone (gli altri detenuti) che derivano questa "autorità" non da codice e leggi ma dall'essere i più forti, e non necessariamente la applicheranno ispirandosi al diritto quanto piuttosto alle esigenze e alla scala dei valori loro più congeniale, non si può parlare di giustizia. Nemmeno sommaria. Perché non ha nulla a che fare coi diritti.
Nulla garantisce che il boss del raggio dove butteranno quel disgraziato si adopererà per fargli pagare il fio della sua colpa. Per assurdo potrebbe essere un pedofilo omicida e approvare, invece di andarlo a cercare per fargliela pagare. E comunque, a che pro? Il "padrino" che amministra la "giustizia" dall'alto del suo potere è sempre più una macchietta da film: più probabilmente tutti quanti invece continueranno a farsi i fatti loro, per evitare rotture di scatole e/o surplus di pena per aver voluto "fare giustizia".
Per quanto riguarda il fatto del G8 di Genova, esistono molte versioni dei fatti, e altrettante interpretazioni del come e del perché spesso in contrasto tra loro.
Io, avendone viste e sentite molto poche, evito di pronunciarmi, ma guardando la foto qui sotto la mia simpatia va al carabiniere rimasto solo in un'auto attaccata, non ai molti che la stanno devastando, a prescindere dal motivo e dal pregresso di quel giorno.

Quel tizio non è un lupo senza peli. E' solo l'espressione di un degrado e di un disagio molto più grandi e più vecchi di lui.io nel mezzo intravedo un 24enne che pagherà carissimo questo comportamento che è tristemente e maledettamente coronato nell'assassinio di un bimbo. Capitava, capita, capiterà sempre. Cristiano l'ha scritto chiaramente, l'homo sapiens è pura masturbazione mentale, non è bastato perdere un monte di peli, in noi è insita una natura tanto più selvaggia quanto manchino le regole (il signore delle mosche è un gran libro, e solo uno dei tanti testi che trattano il tema).
Giustizialismo è una brutta parola. Evoca linciaggi e impiccagioni al grido di "dagli al...." (ladro, pedofilo, stupratore, certo... ma anche negro, terrone, papista, padrone, crumiro... a scelta) e non c'entra nemmeno lui un beneamato fico con la giustizia.Sono realista, non pessimista (tutt'altro), semmai giustizialista, quello sicuramente sì.
Il sentimento, ovviamente, è nobile e condivisibile, ma il risultato è quasi sempre l'opposto. La giustizia, anche qui, è un'altra cosa.