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Anche l'oro va a cercar fortuna all'estero??

Ma quale "Povera Italia"??? Piuttosto poveri Italiani traditi da una schiera di manigoldi.

La Riserva consta di oltre 2.400 tonnellate di metallo prezioso (circa 80.000 lingotti), che la rendono (escludendo il Fondo Monetario Internazionale) la terza riserva al mondo per importanza. Tradotto in Euro, parliamo di un valore di mercato alla fine del 2013 pari a circa 69 miliardi, ma a tale riguardo mensilmente viene pubblicato un documento riassuntivo aggiornato che potete trovare a questo indirizzo: http://www.bancaditalia.it/statistiche/SDDS/stat_rapp_est/ris_liq (a breve saranno disponibili i dati di marzo, mentre a febbraio il controvalore dell?oro si è attestato a circa 75 miliardi).
Come noto, non tutto l?oro è custodito presso la sede di Via Nazionale della Banca d?Italia.
Presso le sacrestie di Palazzo Koch è detenuta circa la metà della Riserva per un peso di 1.199,4 tonnellate, il restante è depositato per la maggior parte presso la Federal Reserve, ma anche presso la Banca d?Inghilterra e la Banca Centrale Svizzera. Per motivi di riservatezza non ci è stata comunicata l?esatta consistenza dei depositi nei diversi Paesi.
La motivazione sottostante a tale suddivisione (operata peraltro da tutte le Banche Centrali Nazionali) è di mera ?suddivisione del rischio?. Una dislocazione fisica distribuita della Riserva dovrebbe garantire, in caso di instabilità socio-politica nazionale e internazionale, preservarla almeno in parte. Può sembrare una estrema semplificazione, ma non siamo molto lontani dal concetto che andando in viaggio si cerca di suddividere il contante che ci si porta appresso in più borse o ?nascondigli?. A titolo di curiosità: nessun Paese straniero ha deciso di depositare presso di noi parte della propria riserva.
La Banca d?Italia ha inoltre depositato presso la BCE 100 tonnellate d?oro in virtù dell? appartenenza al sistema delle Banche Centrali. Si tratta tuttavia di un deposito contabile dato che gli 8.000 lingotti di ?proprietà BCE? sono fisicamente rimasti nei locali del nostro Istituto. Proprio a tale proposito occorre specificare che anche il metallo depositato presso altre banche in base ad accordi di Safe Keeping Deposit (quindi improduttivo di interessi, si potrebbe fare un paragone con una immensa cassetta di sicurezza), non ha in realtà subito spostamenti ?fisici?: è rimasto dove è stato acquisito.

LA DOMANDA DELLE DOMANDE: DI CHI È L?ORO
La risposta a questa domanda è stata netta, senza esitazioni e lo confesso, ci ha lasciato in parte perplessi, perchè avremmo voluto approfondire alcuni scenari che la risposta stessa apre.
L?oro è della Banca d?Italia. Non è dello Stato (e quindi dei cittadini) e tantomeno dei partecipanti privati al capitale, che sulle riserve non possono vantare alcun diritto (cosa che, unico elemento positivo, è stata specificata anche nel discusso decreto IMU ? Bankitalia).
Ci è stato specificato che è impossibile per la stessa Banca disporre liberamente della Riserva dato che la stessa costituisce un presidio fondamentale di garanzia per la fiducia nel sistema Paese. Considerando però che la Banca Nazionale fa parte dell?Eurosistema, anche le riserve ne fanno parte e contemporaneamente garantiscono insieme a quelle degli altri Paesi europei il sistema stesso.
Ci è stato quindi detto che allo stato attuale la Riserva è INTOCCABILE e INUTILIZZABILE, quindi le ipotesi di vendita o quelle di utilizzo a garanzia di prestiti pubblici sono semplici speculazioni inattuabili.
La domanda che è rimasta senza risposta (anche se francamente non so se avrebbero potuto risponderci su due piedi) è stata: cosa accadrebbe al nostro oro se l?Italia uscisse dall?Euro? Saremmo costretti a ?condividerlo? (anche solo contabilmente, dato che spostamenti fisici come già detto non se ne fanno) con l?Eurosistema? Rientrerebbe totalmente nella nostra disponibilità?

? L?oro contenuto nei lingotti ha un tenore estremamente elevato che va da un minimo di 996,2/1.000 a 999,99/1000
? La Riserva è periodicamente sottoposta a verifiche da parte del servizio Revisione Interna e da una società di revisione esterna che le effettua anche nell?interesse della BCE.
? Le verifiche sono effettuate anche con riferimento alla qualità del materiale. Fino ad alcuni anni fa veniva prelevata la cosiddetta ?unghiata? da alcuni lingotti che presentano effettivamente degli incavi che sembrano effettivamente scavati con una grossa unghia. Attualmente si utilizza un sistema molto meno invasivo, tramite fori realizzati con un piccolo trapano che preleva minime quntità di metallo per sottoporle ad analisi.
? Tutti i lingotti presentano un marchio che ne identifica la provenienza e un codice di fusione. Ne abbiamo visti alcuni sudafricani, molti americani, ma ce ne sono diversi che recano l?aquila nazista.

Metà dell?oro fisico italiano, ovvero 1200 tonnelate NON è custodito in Italia. Perchè?
 
Se può interessare:
il saggio (assaggio) per determinare il titolo dell'oro avviene con il sistema detto "coppellazione" ed è distruttivo.

Distruttivo perché il materiale testato viene scomposto durante il test e alla fine non resta niente.
 
gufo59 ha scritto:
Se può interessare:
il saggio (assaggio) per determinare il titolo dell'oro avviene con il sistema detto "coppellazione" ed è distruttivo.

Distruttivo perché il materiale testato viene scomposto durante il test e alla fine non resta niente.

almeno ne tirano via di meno rispetto a prima, quando facevano la cosiddetta "unghiata"
 
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