purtroppo è un problema reale, dovuto all'ampia discrezionalità interpretativa lasciata da una legge assai fumosa.belpietro ha scritto:questo non dovrebbe essere, e sinceramente non so quanto sia realesuiller ha scritto:certo ma come ben sai rientrano dalla finestra immobili che nulla hanno a che fare con il culto, vedi ad es. centri termali, alberghi et altre attività a scopo di lucro
l'esenzione, introdotta dal concordato del 1984 limitatamente ai luoghi destinati a attività di religione e culto, è stata poi estesa a tutte le strutture ecclesiastiche che svolgono "attività legate al culto", definizione assai vaga che ha permesso di metter dentro un po' di tutto.
c'è stata pure una pronuncia della Cassazione contro l'interpretazione estensiva del decreto, subito annullata da un decreto interpretativo del governo (2005).
attualmente l'esenzione è valida per tutti gli "immobili non esclusivamente commerciali", che possono includere (ad esempio) alberghi, negozi, case di riposo e cliniche private, danneggiando sia contribuenti che la concorrenza "laica".