<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità | Page 2044 | Il Forum di Quattroruote

La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità

verranno installati nuovi motori termici su auto che oggi offrono poca scelta?

  • si

    Votes: 11 29,7%
  • si torneranno le sportive o comunque quelle più pepate

    Votes: 4 10,8%
  • no dipende dalle case

    Votes: 7 18,9%
  • no il futuro è elettrico

    Votes: 14 37,8%
  • no i motori costano troppo e saranno sempre gli stessi

    Votes: 11 29,7%

  • Total voters
    37
che essendo prodotta ad impatto zero (no emissioni, nessun consumo di combustibili fossili o sintetici) pur se sprecata non crea danno all'ambiente.
Non è a "impatto zero".... e comunque in qualche modo va dissipata, non è come il gas delle fiaccole delle raffinerie, se la corrente circola in rete e non trova utilizzatori scalda i conduttori. Non sarà un problema gravissimo, ma c'è, e comunque preferirei che un eventuale surplus fosse impiegato più utilmente.
 
Non è a "impatto zero".... e comunque in qualche modo va dissipata, non è come il gas delle fiaccole delle raffinerie, se la corrente circola in rete e non trova utilizzatori scalda i conduttori. Non sarà un problema gravissimo, ma c'è, e comunque preferirei che un eventuale surplus fosse impiegato più utilmente.
E' ad impatto zero, perchè il pannello in fase di produzione di energia dal sole non emette alcun clima alterante o inquinante.
Scalda i conduttori? Come li scalda un eolico, come li scalda un CCGT, come li scalda un nucleare.
Ma in atmosfera l'impatto è zero.
Meglio il MW prodotto col gas , dove per 1 MW di corrente ci vogliono 2 MW di gas, quindi con efficienza del 50% , ed emissioni di inquinanti e clima alteranti a spron battuto?
 
Chiedi ad unareti, è una delle motivazioni principali. Negli ultimi anni le temperature a terra sono cresciute, ed i rinterri vuoi per mala manutenzione vuoi per la minor distanza dalla superficie asfaltata soffrono con la guaina che si scioglie , soprattutto se ha anni sul groppone.
Non ci credi? Not my business dicono oltre manica, io preferisco credere agli esperti.

Su MOW leggo:
Per Unareti il problema principale che ha determinato i blackout in serie è stata l’accensione collettiva dei condizionatori con l’arrivo del grande caldo: “Il condizionatore è stato acceso da tutti contemporaneamente in quelle giornate e si è registrato dunque un +25% sui consumi.

Su Il Giorno riportano
«Le cause sono due: l'aumento delle temperature, che degrada il materiale, e l'impennata dei consumi elettrici causata dall'attivazione dei condizionatori. Basti pensare che in pochi giorni il consumo elettrico è aumentato del 25 per cento. Di solito ci vogliono settimane»

Direi che pare assodato come un banale +25% dei consumi basti a mettere in crisi la distribuzione elettrica (che evidentemente sta lavorando già al limite). Ovvio che il parco BEV attuale incida poco, ma se dovesse assumere la consistenza auspicata ... auguri.
Quanto al "degrado del materiale" causato dalle elevate temperature al suolo, forse e dico forse ai vari gestori interessati si potrebbe suggerire di chiedere una consulenza ai sauditi o agli emiratini, mi dicono che le loro temperature estive siano leggerissimamente più alte di quelle di Milano.


Ah, qui sotto le temperature di esercizio e di cortocircuito di alcune tra le più diffuse tipologie (i G5 non sono quelli che si trovano in un qulasiasi brico?)

qui i sistemi e le profondità minime di posa


le portate

alcuni coefficienti di correzione


Modesto suggerimento per chi ha progettato le linee di distribuzione in questione:


:D
 
A me pare evidente che i consumi di energia elettrica, nei prossimi dieci, venti o cinquant'anni, saranno destinati ad aumentare. Non solo e non tanto perché avremo maggiore domanda di energia (le nuove abitazioni, per dire, sono tutte climatizzate, anni fa praticamente nessuna) ma anche e soprattutto perché nel mix energetico peserà sempre di più la componente elettrica, a scapito delle fonti fossili che diminuiranno progressivamente. Dovremo pertanto aggiornare le infrastrutture in modo da adeguarle alle nuove esigenze, ma questo mi pare sin troppo ovvio e scontato.
Per usare un esempio che ho più volte usato in questo topic, le autostrade una volta non esistevano perché non servivano: le auto non c'erano. Fatte le auto, date le potenzialità dello strumento, abbiamo pian piano realizzato infrastrutture adeguate e fare Milano-Roma in auto è ampiamente alla portata di tutti
 
Modesto suggerimento per chi ha progettato le linee di distribuzione in questione:
....a cui aggiungerei la mia proposta per ampliare i loro orizzonti sul mondo del lavoro:


zappatori.jpg
 
A me pare evidente che i consumi di energia elettrica, nei prossimi dieci, venti o cinquant'anni, saranno destinati ad aumentare. Non solo e non tanto perché avremo maggiore domanda di energia (le nuove abitazioni, per dire, sono tutte climatizzate, anni fa praticamente nessuna) ma anche e soprattutto perché nel mix energetico peserà sempre di più la componente elettrica, a scapito delle fonti fossili che diminuiranno progressivamente. Dovremo pertanto aggiornare le infrastrutture in modo da adeguarle alle nuove esigenze, ma questo mi pare sin troppo ovvio e scontato.
Per usare un esempio che ho più volte usato in questo topic, le autostrade una volta non esistevano perché non servivano: le auto non c'erano. Fatte le auto, date le potenzialità dello strumento, abbiamo pian piano realizzato infrastrutture adeguate e fare Milano-Roma in auto è ampiamente alla portata di tutti
Trovo centrato e corretto questo punto di vista che condivido.

Secondo me non dovremmo parlare di +50% (o altro) di picco ma di una crescita continua che avverrà negli anni man mano che auto elettriche verranno vendite e che case nuove (senza più gas) verranno costruite o ristrutturate.

Col tempo che passa ci sarà modo di evolvere gradualmente l'infrastruttura di distribuzione.

Certamente ci saranno difficoltà soprattutto nelle zone a più alta intensità abitativa (le grandi città) ma evoluzione e miglioria dell'attuale rete porteranno ad avere una situazione via via sempre migliore.

Dall'altro lato vanno aumentati anche i sistemi di stoccaggio per controllare e stabilizzare la rete senza andare a "disperdere" parte della produzione rinnovabile, magari potenziando eolico e marino che per natura hanno meno picchi e si distribuiscono sulle 24 ore.
 
A me pare evidente che i consumi di energia elettrica, nei prossimi dieci, venti o cinquant'anni, saranno destinati ad aumentare. Non solo e non tanto perché avremo maggiore domanda di energia (le nuove abitazioni, per dire, sono tutte climatizzate, anni fa praticamente nessuna) ma anche e soprattutto perché nel mix energetico peserà sempre di più la componente elettrica, a scapito delle fonti fossili che diminuiranno progressivamente. Dovremo pertanto aggiornare le infrastrutture in modo da adeguarle alle nuove esigenze, ma questo mi pare sin troppo ovvio e scontato.
Per usare un esempio che ho più volte usato in questo topic, le autostrade una volta non esistevano perché non servivano: le auto non c'erano. Fatte le auto, date le potenzialità dello strumento, abbiamo pian piano realizzato infrastrutture adeguate e fare Milano-Roma in auto è ampiamente alla portata di tutti

Il problema secondo me è che nel caso della mobilità elettrica non si potrà seguire la sequenza fatte le auto realizzeremo le infrastrutture perché senza autostrade le auto circolavano lo stesso solo con tempi di percorrenza e traffico maggiori.
Senza una rete in grado di soddisfare le nuove esigenze e essere affidabile anche nei momenti di picco di richiesta il rischio è che non si possa fare affidamento sull'auto o comunque che gestire le ricariche diventi un percorso a ostacoli.
Per ora con numeri molto piccoli non succede ma c'è quasi da essere contenti che la diffusione delle auto elettriche non sia stata rapida quanto si aspettava chi ha teorizzato la transizione.
 
Il problema secondo me è che nel caso della mobilità elettrica non si potrà seguire la sequenza fatte le auto realizzeremo le infrastrutture perché senza autostrade le auto circolavano lo stesso solo con tempi di percorrenza e traffico maggiori.
Senza una rete in grado di soddisfare le nuove esigenze e essere affidabile anche nei momenti di picco di richiesta il rischio è che non si possa fare affidamento sull'auto o comunque che gestire le ricariche diventi un percorso a ostacoli.
Per ora con numeri molto piccoli non succede ma c'è quasi da essere contenti che la diffusione delle auto elettriche non sia stata rapida quanto si aspettava chi ha teorizzato la transizione.

Pero non si considera che l'infrastruttura che abbiamo ora per rifornire le vetture è frutto di un lavoro che l'ha realizzata altrimenti avevi gli stessi scenari che descrivi tu , che poi esistono in tante altre zone del mondo dove non è stata tirata e quindi quando parti devi essere attrezzato per poter arrivare a destinazione, in pratica portarsi dietro taniche di carburante con tutti i rischi del caso , ancora negli anni 90 ,senza andare troppo lontano ma nei paesi del est ,ci si moriva per le taniche di benzina che si dovevano portare dietro.
Il tutto per dire che se uno ci si mette con la programmazione le infrastrutture per l'elettrico le tiri su come hai tirato su quelle per i carburanti ,certo non in pochi anni
 
Ultima modifica:
Su MOW leggo:
Per Unareti il problema principale che ha determinato i blackout in serie è stata l’accensione collettiva dei condizionatori con l’arrivo del grande caldo: “Il condizionatore è stato acceso da tutti contemporaneamente in quelle giornate e si è registrato dunque un +25% sui consumi.

Su Il Giorno riportano
«Le cause sono due: l'aumento delle temperature, che degrada il materiale, e l'impennata dei consumi elettrici causata dall'attivazione dei condizionatori. Basti pensare che in pochi giorni il consumo elettrico è aumentato del 25 per cento. Di solito ci vogliono settimane»

Direi che pare assodato come un banale +25% dei consumi basti a mettere in crisi la distribuzione elettrica (che evidentemente sta lavorando già al limite). Ovvio che il parco BEV attuale incida poco, ma se dovesse assumere la consistenza auspicata ... auguri.
Quanto al "degrado del materiale" causato dalle elevate temperature al suolo, forse e dico forse ai vari gestori interessati si potrebbe suggerire di chiedere una consulenza ai sauditi o agli emiratini, mi dicono che le loro temperature estive siano leggerissimamente più alte di quelle di Milano.


Ah, qui sotto le temperature di esercizio e di cortocircuito di alcune tra le più diffuse tipologie (i G5 non sono quelli che si trovano in un qulasiasi brico?)

qui i sistemi e le profondità minime di posa


le portate

alcuni coefficienti di correzione


Modesto suggerimento per chi ha progettato le linee di distribuzione in questione:


:D
Non sono io che qui dentro ha scritto " le auto elettriche portano ai blackout". E il primo link scrive che le auto elettriche non portano ai blackout,

Sempre qui dentro ho scritto che i problemi di scarsa manutenzione e di temperature in superficie maggiori portano alla perdita di efficacia e corto dei cavi. Ed infatti Unareti ne parla come degrado di materiale.

Sempre valido il leit motiv di italiani popolo di santi, navigatori, allenatori ed ora pure elettricisti di prim'ordine.
 
Per me,come sempre,le infrastrutture rincorreranno i disagi invece di anticiparli.
Vale per l'auto elettrica come per qualsiasi altra infrastruttura.
Non abbiamo ancora tutte le fermate degli autobus con la tettoia per riparare i passeggeri dal sole e dalla pioggia,e quelle sono infrastrutture che una volta realizzate non pongono nuovo problemi legati all'approvvigionamento di energia o alla manutenzione.
Per la cronaca la colonnina di cui ho scritto,non ricordo se in questo topic,mesi fa è ancora incelofanata e non attiva.
Tanto non serve che fretta c'è.
 
Veramente mi pare che sia stato scritto che già adesso coi condizionatori che vengono accesi tutti insieme quando scoppia il caldo ma senza,o comunque con pochissime,auto elettriche ci sono i blackout.
Figuriamoci quando in tanti vorranno fare il pieno nel proprio garage.
 
Il problema secondo me è che nel caso della mobilità elettrica non si potrà seguire la sequenza fatte le auto realizzeremo le infrastrutture perché senza autostrade le auto circolavano lo stesso solo con tempi di percorrenza e traffico maggiori.
Senza una rete in grado di soddisfare le nuove esigenze e essere affidabile anche nei momenti di picco di richiesta il rischio è che non si possa fare affidamento sull'auto o comunque che gestire le ricariche diventi un percorso a ostacoli.
Per ora con numeri molto piccoli non succede ma c'è quasi da essere contenti che la diffusione delle auto elettriche non sia stata rapida quanto si aspettava chi ha teorizzato la transizione.
Ma io facevo un discorso più generale, da alcuni commenti sembra quasi che sia irrealistico usare maggiormente l'energia elettrica perché le infrastrutture sono obsolete. Lo sono per davvero? Non ne dubito, ma allora interveniamo per renderle adeguate al nuovo contesto.
Per dire: siamo abituati a contratti di fornitura elettrica da 3 kwh, ma ormai sono veramente pochi per abitazioni in cui si utilizzano piani ad induzione, pompe di calore e magari anche un'auto elettrificata (plug-in o bev). Si può intervenire tecnicamente per avere almeno 6 kwh per ogni unità abitativa? Immagino di sì, senza entrare nel tecnico in quanto sono digiuno sulla materia.
L'esempio dell'autostrada era retorico: avremmo berline con motori 2.0 diesel da 200 cv se esistessero solo mulattiere come nel 1940? Ne dubito, pian piano le infrastrutture (strade, autostrade, gallerie, ponti) sono state realizzate, non da oggi per domani ma con un approccio lungimirante, sapendo che nella seconda metà del XX secolo la mobilità sarebbe stata strategica.
Oggi, nel XXI secolo, gli scenari sono mutati ed occorre investire sull'energia elettrica
 
Imho bisogna essere anche un filino realisti.
Interveniamo per adeguare le infrastrutture ma con quali tempi e costi?
Secondo me fare il paragone con le infrastrutture che sono state realizzate decenni fa non è molto realistico perché quelle opere venivano considerate prioritarie per lo sviluppo del paese,e comunque hanno richiesto tantissimo tempo e capitali che oggi facendo le dovute proporzioni sarebbe molto difficile trovare.
Se poi parliamo di adeguare le forniture la rete e gli impianti elettrici domestici parliamo di investimenti immani.
Imho è molto difficile che in tempi brevi,tipo 9 anni,ci sia un cambiamento apprezzabile.
Secondo me affronteremo la prima fase della transizione forzata verso la mobilità elettrica più o meno con la rete elettrica che abbiamo ora e assisteremo a un'accelerazione degli adeguamenti solo nelle grandi città.
Ma almeno all'inizio credo che non mancheranno i disagi.
 
Secondo me fare il paragone con le infrastrutture che sono state realizzate decenni fa non è molto realistico perché quelle opere venivano considerate prioritarie per lo sviluppo del paese,e comunque hanno richiesto tantissimo tempo e capitali che oggi facendo le dovute proporzioni sarebbe molto difficile trovare.
In Italia purtroppo è stato fatto tutto al ribasso, alla "lesina", rispetto ad altri paesi europei. In più, con la sciagurata decisione del referendum, si è messa la pietra tombale sul nucleare che, a mio parere, se sviluppato a dovere avrebbe giocoforza dirottato parecchi investimenti sul potenziamento infrastrutturale. Vedere la sezione dei cavi domestici francesi, per dirne una.
 
Imho bisogna essere anche un filino realisti.
Interveniamo per adeguare le infrastrutture ma con quali tempi e costi?
Secondo me fare il paragone con le infrastrutture che sono state realizzate decenni fa non è molto realistico perché quelle opere venivano considerate prioritarie per lo sviluppo del paese
Se mai si inizia mai si arriva. Credo peraltro che l'investimento in infrastrutture fatto nel secondo dopoguerra sia stato decisamente più ampio. Resta il fatto che il mondo va in una direzione ben precisa, noi possiamo decidere se stare al passo o meno, del resto l'alternativa è continuare a bruciare benzina e gas naturale, che non abbiamo e paghiamo a caro prezzo
 
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