Fu oggettivamente uno dei primi esempi del nuovo corso Ghidella, se non erro appena prima del suo capolavoro temerario. La Uno.
Auto essenziale, per famiglie, la reinterpretazione della classica berlina Fiat in chiave moderna con trazione anteriore. Di fatto sostituiva in un botto 128 e 131 entrambe ancora in produzione e che le sopravvissero per poco.
Spesso dimenticata e bistrattata la Regata era un'auto di sostanza con anche qualche contenuto però. Emblema di quella Fiat di allora, in cui c'era ancora passione, meccanica voglia di fare, nonostante tutto.
Portò in dote un brevetto mondiale quel 1983 poi passato subito anche ad Uno, il dispositivo di cutoff che riduceva i consumi su Regata ES con il famoso econometro. Tanta roba per i tempi e riuscivamo ancora a primeggiare in qualcosa.
Nella variante berlina presentava un abitacolo ampio e comodo per cinque persone e un bagagliaio capiente anche per viaggi familiari, la più riuscita SW Weekend (come linea) ovvio andava anche oltre con le capacità di carico.
I suoi pregi auto robusta, con una meccanica tetragona e moderna in tutte le motorizzazioni sia a benzina che a diesel e un'ottima tenuta di strada, sempre rassicurante.
Un buon successo lo ebbe per le sue qualità implicite e se non erro portò anche in dote per la prima volta il nuovo logo a barre in sostituzione del vecchio scudetto Fiat.
Subì 2 restyling a memoria, di cui l'ultimo del 1990 particolarmente a mio modo di vedere riuscito e elegante.
Come da tradisione Fiat quella vera di allora numerosi gli allestimenti e le motorizzazioni 1,3 1,6 bialbero Lampredi, tds 1,9 e alcune versioni 1,5 con o senza cambio automatico, all'ultimo il borg warner a tre rapporti era solo in abbinata al 1,3 litri.
Auto essenziale, per famiglie, la reinterpretazione della classica berlina Fiat in chiave moderna con trazione anteriore. Di fatto sostituiva in un botto 128 e 131 entrambe ancora in produzione e che le sopravvissero per poco.
Spesso dimenticata e bistrattata la Regata era un'auto di sostanza con anche qualche contenuto però. Emblema di quella Fiat di allora, in cui c'era ancora passione, meccanica voglia di fare, nonostante tutto.
Portò in dote un brevetto mondiale quel 1983 poi passato subito anche ad Uno, il dispositivo di cutoff che riduceva i consumi su Regata ES con il famoso econometro. Tanta roba per i tempi e riuscivamo ancora a primeggiare in qualcosa.
Nella variante berlina presentava un abitacolo ampio e comodo per cinque persone e un bagagliaio capiente anche per viaggi familiari, la più riuscita SW Weekend (come linea) ovvio andava anche oltre con le capacità di carico.
I suoi pregi auto robusta, con una meccanica tetragona e moderna in tutte le motorizzazioni sia a benzina che a diesel e un'ottima tenuta di strada, sempre rassicurante.
Un buon successo lo ebbe per le sue qualità implicite e se non erro portò anche in dote per la prima volta il nuovo logo a barre in sostituzione del vecchio scudetto Fiat.
Subì 2 restyling a memoria, di cui l'ultimo del 1990 particolarmente a mio modo di vedere riuscito e elegante.
Come da tradisione Fiat quella vera di allora numerosi gli allestimenti e le motorizzazioni 1,3 1,6 bialbero Lampredi, tds 1,9 e alcune versioni 1,5 con o senza cambio automatico, all'ultimo il borg warner a tre rapporti era solo in abbinata al 1,3 litri.