Quel qualcuno potrebbe essere qualche altro algoritmo...
Poesse. Ho rivolto la domanda a Copilot, e questa è la risposta:
Ecco cosa sappiamo, basandoci sulle fonti disponibili: la rimozione dei genitali dall’Uomo Vitruviano nella sigla delle Olimpiadi invernali di Milano‑Cortina 2026 non è stata spiegata con una motivazione ufficiale chiara, ma le ricostruzioni giornalistiche convergono su alcuni punti.
Cosa è successo davvero
- Nella sigla che precede le dirette Rai dei Giochi, l’Uomo Vitruviano appare senza genitali, sostituiti da un’area neutra dello stesso colore dello sfondo.
- La modifica è stata notata da osservatori e media, generando una polemica immediata.
- Rai ha dichiarato che la sigla non è stata prodotta internamente, ma fa parte del pacchetto grafico internazionale fornito per i Giochi.
Perché è stato ritoccato?
Non esiste una spiegazione ufficiale, ma le ipotesi più citate sono:
1.
Adeguamento a standard internazionali di broadcasting
Alcuni contenuti destinati a una diffusione globale vengono modificati per evitare problemi con:
- Paesi con norme più restrittive sulla nudità,
- piattaforme o reti che applicano filtri automatici,
- linee guida conservative per prodotti destinati a un pubblico “family friendly”.
Questa interpretazione è suggerita da più articoli che parlano di “necessità di distribuzione internazionale dei contenuti audiovisivi”.
2.
Scelta preventiva per evitare controversie
La rimozione potrebbe essere stata una decisione prudenziale del team grafico internazionale per evitare:
- segnalazioni,
- limitazioni di orario,
- problemi con la diffusione in Paesi particolarmente sensibili alla rappresentazione dei genitali, anche in opere d’arte.
3.
Non una decisione della Rai
Rai ha respinto le accuse di censura, definendo la polemica “pretestuosa” e ribadendo che non ha realizzato internamente la sigla.
Perché la questione ha fatto tanto rumore?
Perché l’Uomo Vitruviano è un simbolo universale dell’arte e della scienza, e la sua “evirazione” è stata percepita come:
- un atto di censura culturale,
- un intervento non autorizzato su un’opera iconica,
- un segnale di eccessiva prudenza o moralismo.
Tanto che il caso è arrivato perfino in Parlamento.
Se vuoi, posso anche riassumerti le reazioni politiche, spiegarti come funziona la gestione dei diritti delle opere nei grandi eventi, o confrontare questo episodio con altri casi simili di “censura artistica” contemporanea.