Oggi è la giornata giusta perchè avevo già un po' le biglie in giostra per via del fatto che ieri non ho visto un'aiuola che un tempo contornava il tronco di un albero e ci sono passato sopra.
L'albero è stato tagliato ma quel piccolo marciapiede disegna ancora un cerchio attorno al ceppo,io ho parcheggiato e quando sono ripartito non ho visto cosa c'era davanti alla ruota anteriore destra.
Non ho fatto danni ma certe cose mi fanno incavolare.
Ne ha fatto le spese il guidatore di una Giulietta.
Mi sono parcheggiato dietro di lui e ho visto che stava mettendo in moto.
Tra me e me ho pensato che avesse tutto lo spazio necessario per fare manovra comodamente,ma evidentemente il metro che aveva davanti e i 40 cm che gli avevo lasciato io non gli bastavano.
Veniva indietro,indietro,indietro.
Ho riacceso la macchina e sono andato indietro di circa un metro.
Ma era ancora in difficoltà.
Allora sono andato indietro abbastanza bruscamente di un altro metro e ho allargato le braccia come per dire "Se ce la fai...".
Saranno pregiudizi ma io se vedo una Giulietta Rosso Alfa con i cerchi da 17 e l'assetto sportivo (anche i vetri oscurati che magari non agevolavano la visibilità ma doveva pensarci prima forse) mi aspetto che al volante ci sia un guidatore un po' grintoso.
Non un addormentato che per fare una manovra facile ti tocca il paraurti.
Andavo pure in banca a fare un pagamento quindi non ero allegro già di mio.
E una volta arrivato al lavoro l'apoteosi.
Si presenta una cliente che vuole ritirare il proprio ordine.
Non era pronto,un mio collega gentilmente le ha fatto notare che oggi ne abbiamo 4 e come data di consegna le era stato indicato il giorno 7.
7-4 fa 3,3 giorni di anticipo.
Comunque approfittando del fatto che in questo periodo il lavoro è un po' fermo il mio collega le ha detto che se aveva pazienza di aspettare un quarto d'ora poteva ritirare il proprio ordine.
La cliente era visibilmente irritata,nonostante fosse lei in anticipo e non noi in ritardo,e si è lamentata di non avere tempo perchè aveva un sacco di cose da fare.
Alla fine ha aspettato,noi ci siamo spicciati pur di levarcela di torno e in 10 minuti era servita.
Ora quando un cliente si presenta con 3 giorni di anticipo e ti fa pure fretta ti aspetteresti di vederlo uscire a razzo dalla porta per correre a fare tutto quello che ha da fare.
E invece no...
Arriva un'altra cliente,una cliente di quelle ragionevoli,si conoscono e si mettono a chiacchierare.
Poi la signora frettolosa tira fuori lo smartphone per mostrare qualcosa all'amica,ci mette 5 minuti buoni a trovare il file che cercava,e poi passano altri 10 minuti abbondanti a commentare.
Credo di aver capito che si trattava del video di un delfino che salvava un cagnolino...boh una roba del genere.
E prima sembrava uno squalo e piangevo,e poi ho capito e ridevo.
E poi mi hanno addebitato 35 euro perchè non so cosa ho pigiato...
Ma come avevi tutta questa fretta che sei dovuta passare avanti ad altri clienti prima di te e poi il tempo per ciacolare davanti al telefono ce l'hai?
E non era una ragazzina,a occhio era sui 70,poteva essere mia nonna.
Per me tra smartphone e whatsapp la gente si è bevuta il cervello.
Magari perdono ore al giorno dietro a qualche cavolata condivisa dall'amica del cuore e poi resta poco tempo per le cose davvero importanti,e così mettono fretta anche a chi sta lavorando e non sta guardando il telefono per vedere cosa è stato condiviso di bello su whatsapp.
Secondo me il fatto che si dia così tanta importanza allo svago,o meglio alla parte più inutile dello svago che si può trovare sul web,quei video su cui clicchi quando ti annoi davanti allo schermo,ha fatto perdere di vista altre cose che una volta erano importantissime.
Come ad esempio il rispetto per il lavoro altrui.
Magari c'è gente che sta alzata fino alle 2 di notte sui social e poi se al mattino seguente gli operatori ecologici lo svegliano alle 7 si incazza.
Perchè giustamente se tu hai sonno non è colpa dei social che ti hanno risucchiato il cervello,è colpa di quei poveri cristi che alle 6 di mattina sono su un camion a raccogliere immondizia con un freddo boia.
Uno poi non pretende che il proprio lavoro venga sovrastimato,ma nemmeno sminuito in questo modo.
Uno fa del proprio meglio ma su 10 clienti magari ce ne saranno un paio gentilissimi che non fanno mai storie,che se chiedi loro gentilmente di darti un giorno di tempo in più perchè sei incasinato non battono ciglio.
Ma ce ne sarà sempre almeno uno che arriva la sera verso orario di chiusura e si aspetta di essere servito la mattina successiva,come se la notte invece di dormire tutti dovessero lavorare per lui/lei.
Quando lavoravo ancora coi miei genitori è capitato di rimanere indietro col lavoro perchè mia nonna era morta e quindi un po' il dispiacere,un po' il fatto di dover fare 200 km per organizzare il funerale e tutto il resto,per forza di cose l'efficienza non era massima.
Ricordo una cliente che quando mia madre si è scusata di non poterla accontentare e le ha spiegato cosa era successo ha subito detto "Signora non si preoccupi,quando ce la fa io vengo,non stia a pensare a me".
E altri clienti che invece hanno fatto storie mostrando di non avere rispetto non solo per il lavoro altrui ma nemmeno per il dolore.
Tutto questo secondo me si sta aggravando ora che viviamo una doppia vita,quella reale e quella dei social,e la seconda sta diventando sempre più spesso quella principale.
Magari sui social ostentiamo sensibilità mettendo sempre il like dove serve e indignandoci a comando,e poi nella vita reale trattiamo la gente come se fosse immondizia perchè non sono quelli i rapporti che contano.
Perchè essere gentili nella vita reale non porta dei like,non lascia tracce apprezzabili,non ti fa guadagnare follower.
A vedere quella signora avevo voglia di scaraventare per terra il mio smartphone e tornare al nokia antidiluviano.
L'albero è stato tagliato ma quel piccolo marciapiede disegna ancora un cerchio attorno al ceppo,io ho parcheggiato e quando sono ripartito non ho visto cosa c'era davanti alla ruota anteriore destra.
Non ho fatto danni ma certe cose mi fanno incavolare.
Ne ha fatto le spese il guidatore di una Giulietta.
Mi sono parcheggiato dietro di lui e ho visto che stava mettendo in moto.
Tra me e me ho pensato che avesse tutto lo spazio necessario per fare manovra comodamente,ma evidentemente il metro che aveva davanti e i 40 cm che gli avevo lasciato io non gli bastavano.
Veniva indietro,indietro,indietro.
Ho riacceso la macchina e sono andato indietro di circa un metro.
Ma era ancora in difficoltà.
Allora sono andato indietro abbastanza bruscamente di un altro metro e ho allargato le braccia come per dire "Se ce la fai...".
Saranno pregiudizi ma io se vedo una Giulietta Rosso Alfa con i cerchi da 17 e l'assetto sportivo (anche i vetri oscurati che magari non agevolavano la visibilità ma doveva pensarci prima forse) mi aspetto che al volante ci sia un guidatore un po' grintoso.
Non un addormentato che per fare una manovra facile ti tocca il paraurti.
Andavo pure in banca a fare un pagamento quindi non ero allegro già di mio.
E una volta arrivato al lavoro l'apoteosi.
Si presenta una cliente che vuole ritirare il proprio ordine.
Non era pronto,un mio collega gentilmente le ha fatto notare che oggi ne abbiamo 4 e come data di consegna le era stato indicato il giorno 7.
7-4 fa 3,3 giorni di anticipo.
Comunque approfittando del fatto che in questo periodo il lavoro è un po' fermo il mio collega le ha detto che se aveva pazienza di aspettare un quarto d'ora poteva ritirare il proprio ordine.
La cliente era visibilmente irritata,nonostante fosse lei in anticipo e non noi in ritardo,e si è lamentata di non avere tempo perchè aveva un sacco di cose da fare.
Alla fine ha aspettato,noi ci siamo spicciati pur di levarcela di torno e in 10 minuti era servita.
Ora quando un cliente si presenta con 3 giorni di anticipo e ti fa pure fretta ti aspetteresti di vederlo uscire a razzo dalla porta per correre a fare tutto quello che ha da fare.
E invece no...
Arriva un'altra cliente,una cliente di quelle ragionevoli,si conoscono e si mettono a chiacchierare.
Poi la signora frettolosa tira fuori lo smartphone per mostrare qualcosa all'amica,ci mette 5 minuti buoni a trovare il file che cercava,e poi passano altri 10 minuti abbondanti a commentare.
Credo di aver capito che si trattava del video di un delfino che salvava un cagnolino...boh una roba del genere.
E prima sembrava uno squalo e piangevo,e poi ho capito e ridevo.
E poi mi hanno addebitato 35 euro perchè non so cosa ho pigiato...
Ma come avevi tutta questa fretta che sei dovuta passare avanti ad altri clienti prima di te e poi il tempo per ciacolare davanti al telefono ce l'hai?
E non era una ragazzina,a occhio era sui 70,poteva essere mia nonna.
Per me tra smartphone e whatsapp la gente si è bevuta il cervello.
Magari perdono ore al giorno dietro a qualche cavolata condivisa dall'amica del cuore e poi resta poco tempo per le cose davvero importanti,e così mettono fretta anche a chi sta lavorando e non sta guardando il telefono per vedere cosa è stato condiviso di bello su whatsapp.
Secondo me il fatto che si dia così tanta importanza allo svago,o meglio alla parte più inutile dello svago che si può trovare sul web,quei video su cui clicchi quando ti annoi davanti allo schermo,ha fatto perdere di vista altre cose che una volta erano importantissime.
Come ad esempio il rispetto per il lavoro altrui.
Magari c'è gente che sta alzata fino alle 2 di notte sui social e poi se al mattino seguente gli operatori ecologici lo svegliano alle 7 si incazza.
Perchè giustamente se tu hai sonno non è colpa dei social che ti hanno risucchiato il cervello,è colpa di quei poveri cristi che alle 6 di mattina sono su un camion a raccogliere immondizia con un freddo boia.
Uno poi non pretende che il proprio lavoro venga sovrastimato,ma nemmeno sminuito in questo modo.
Uno fa del proprio meglio ma su 10 clienti magari ce ne saranno un paio gentilissimi che non fanno mai storie,che se chiedi loro gentilmente di darti un giorno di tempo in più perchè sei incasinato non battono ciglio.
Ma ce ne sarà sempre almeno uno che arriva la sera verso orario di chiusura e si aspetta di essere servito la mattina successiva,come se la notte invece di dormire tutti dovessero lavorare per lui/lei.
Quando lavoravo ancora coi miei genitori è capitato di rimanere indietro col lavoro perchè mia nonna era morta e quindi un po' il dispiacere,un po' il fatto di dover fare 200 km per organizzare il funerale e tutto il resto,per forza di cose l'efficienza non era massima.
Ricordo una cliente che quando mia madre si è scusata di non poterla accontentare e le ha spiegato cosa era successo ha subito detto "Signora non si preoccupi,quando ce la fa io vengo,non stia a pensare a me".
E altri clienti che invece hanno fatto storie mostrando di non avere rispetto non solo per il lavoro altrui ma nemmeno per il dolore.
Tutto questo secondo me si sta aggravando ora che viviamo una doppia vita,quella reale e quella dei social,e la seconda sta diventando sempre più spesso quella principale.
Magari sui social ostentiamo sensibilità mettendo sempre il like dove serve e indignandoci a comando,e poi nella vita reale trattiamo la gente come se fosse immondizia perchè non sono quelli i rapporti che contano.
Perchè essere gentili nella vita reale non porta dei like,non lascia tracce apprezzabili,non ti fa guadagnare follower.
A vedere quella signora avevo voglia di scaraventare per terra il mio smartphone e tornare al nokia antidiluviano.
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