Totalmente e d'accordo sulla piena e totale responsabilità del legislatore. Tuttavia, vedo troppo spesso casi in cui dai tribunali escono sentenze che fanno a cazzotti non solo con qualsiasi considerazione di buon senso (e fin qui, summum ius summa iniuria, dura lex sed moplen eccetera eccetera), ma palesemente anche con le stesse prerogative che il giudice invece ha. Alcuni esempi:
- tanti - troppi - casi di ribaltamento di sentenze tra due gradi di giudizio, sulla base della stessa documentazione processuale (ergastolo in primo grado e assoluzione in appello: che cazzo di carte hanno letto in primo grado, i tarocchi?)
- frettoloso rilascio (o concessione dei domiciliari, che è lo stesso) di soggetti per i quali la probabilità di reiterazione del reato, fuga, inquinamento delle prove è praticamente del 100% (secondo te, uno zingaro smette di andare a visitare appartamenti o scassinare auto perchè il giudice gli ha dato i domiciliari? E dove glieli ha dati, se è nomade e quindi senza fissa dimora per definizione)
- casi in cui, per un certo crimine, il PM chiede 20 anni e il giudice ne commina 10: il PM avrà pur studiato legge su qualche libro, o i vent'anni li ha chiesti leggendo il manuale delle Giovani Marmotte?
- permessi premio concessi - in base alla legge, ma a discrezione del giudice - a personaggi che starebbero bene solo dentro un fermentatore di liquami (Angelo Izzo....... dice nulla?)
- last but not least: che dire di boss delle varie onorate famiglie, responsabili di mezzo codice penale, faticosamente arrestati a rischio della pelle di carabinieri e poliziotti, liberi come fringuelli perchè un fancazzista in toga ci mette tre anni a scrivere la sentenza?
Infine, ho letto di casi (pochi) in cui un giudice ha rigettato il patteggiamento: se è successo, significa che la legge lo permette, quindi, anche lì, parliamo di discrezionalità. Ripeto: concordo pienamente sul fatto che i primi responsabili della giustizia a catafascio siedono in parlamento, ma anche nei tribunali la cialtroneria è ben rappresentata.