gbortolo
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avevo seguito la discussione ma non leggerò 20pagine... non so se è stato detto o ricordato ma il punto della questione non è "ambientale" ma politico: il prezzo minimo ed esplicito è stato imposto in quanto la società che detiene l'80% del mercato dei bio-sacchetti, la Novamont, è "amica" del governo. Insomma è una norma ad hoc per creare un monopolio favorendo gli amici.
( http://www.liberoquotidiano.it/news...novamont-catia-bastioli-manager-renzi-pd.html )
se si fosse voluto fare una norma a tutela dell'ambiente bastava fare una legge di un rigo in cui si obbligava, dall'anno 20xx, ad imballare ogni bene di consumo con incarti biodegradabili e/o riciclabili.
invece la norma attuale non disciplina altri settori o altri tipi di imballaggi...
qui invece una analisi "tributaria" della faccenda:
http://dariostevanato.blogspot.it/2018/01/tassa-sacchetti-plastica.html
Perdonami ma non concordo col tuo modo di procedere:
Arrivando tardi su certe discussioni ho rinunciato spesso ad intervenire rilanciando mie idee per il semplice fatto che "probabilmente" la cosa era stata già discussa pagine prima.
Riportare indietro la discussione di 15 pagine con argomenti già dibattuti non mi pare corretto in chi ha già portato dati ed opinioni e dovrebbe riassumerli a te.
Comunque in merito al tuo commento, come già scritto, l'obbligo di pagare il sacchetto NON aiuta certo Novimont ma la penalizza, perché come dici tu fossero obbligatori bio ma gratis se ne consumerebbe molti di più (tipo in farmacia il doppio - fonte mio farmacista). Ripeto, come da direttiva linkata in una delle precedenti 20 pagine, l'obbligo di pagare il sacchetto viene dalla UE.
Viceversa la scelta di passare ai sacchetti biodegradabili parte molto prima che questo governo fosse anche solo pensato ovvero il 2007 anche se la finalizzazione è realmente degli ultimi anni (2014) mentre prima era un divieto senza sanzioni e quindi di fatto bellamente disatteso.
http://www.camera.it/temiap/t/news/post-OCD15-10929
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Quello che invece nessuno ci ha detto come comportarsi in Italia per leggi che coinvolgano (in positivo o in negativo) aziende che hanno quasi il monopolio perché unici o quasi produttori sul suolo italiano.Purtroppo per il tanto malaffare che ha caratterizzato la nostra società e l'intreccio finanza - politica sarebbe praticamente impossibile varare una qualsivoglia legge da parte di qualsiasi schieramento politico.
Logica vorrebbe si guardasse prima gli scopi e poi se ci sono palesi distorsioni, tipo: appoggio in campagna di azienda petrolifera ad X e quando eletto X disdice tutti gli accordi sul clima, disincentiva le rinnovabili ed incentiva il consumo di petrolio, anzi a capo del agenzia per la tutela dell'ambiente mette il presidente della società petrolifera che ferma tutti gli studi in materia ambientale.
In un caso del genere si ci sarebbe probabilmente da preoccuparsi