Beh...non voglio dire che la plastica - uso alimentare - si possa eliminare del tutto ma si può fare molto. Esempio, i miei vicini di casa al lago mangiano usando piatti,bicchieri e posate di plastica ( cosí non devo lavare i piatti) ed in un giorno consumano tanta plastica quanta io in una settimana.
Ecc ecc...
Cmq, si potrebbe eliminare la plastica ( è lattine IMHO) utilizzando il vetro e con vuoto a rendere. Oltretutto avremmo strade piū puliti perchè i buzzurri abituati a buttare detti contenitori in strada, sarebbero "costretti" a riportare i vuoto al negozio/supermarket
La penso così anch'io... con piccoli aggiustamenti.
Ho letto da qualche parte che- sì - il vetro è riciclabile...
ma è PESANTE e il trasporto dei vuoti nonchè il lavaggio /ricondizionamento delle botttiglie usate in vatro (ad es.) consuma più energia della produzione di quelle in plastica.
Sarebbe interessante sentire il parere autorevole di ci è più esperto del settore...
( e invece il giornalismo ci sforna quotidianamente tante chiacchiere poca sostanza !)
Fatto sta che il "vuoto a rendere" si potrebbe fare anche per la plastica !
In croazia e sloivenia (mica chissà dove...) ogni prodotto con vuoto a perdere comprato (es.) anche al semplice supermercato,
PAGA LA CAUZIONE che viene restituita all'atto del reso
(che non sarà destinato ovviamente al riuso ma al riciclo).
Qualcosa di intelligente SI PUO' FARE !!!
Come ripeto, io sono stato e sono ancora favorevole alla tassa sulla sportina (quella vecchia... in cui paghi "la sporta" e non "la pesata".
Ma dare questi sacchetti PARZIALMENTE degradabili...
con la tassa a pesata... senza controllare invece il corretto smaltimento... senza possibilità di RIUSO
(che è l'unica vera scelta ecologica)....
mi fa sospettare proprio l'appena espresso
"ad hoc ma di chi ?" !!!
( da:
http://www.ilsole24ore.com/art/impr...tti-biodegradabili-210318.shtml?uuid=AEDsBpaD )
"
I sacchetti ultraleggeri devono essere compostabili (cioè si devono dissolvere negli impianti di produzione di compost agricolo) e devono essere composti da materie prime rinnovabili (vegetali) al 40%, mentre rimarrà il 60% di componente petrolchimica. Nel 2020 dovranno avere almeno il 50% di materie prime rinnovabili enel 2021 il 60% (il resto da petrolio).
Questo vincolo pare ritagliato attorno alla produzione italiana più diffusa di bioplastica, e potrebbe escludere altri produttori italiani ed esteri che hanno bioplastiche di ottima qualità e con ottimi rendimenti ambientali ma con caratteristiche differenti. "