<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Er ist wieder da-&#34;Lui è tornato&#34;!libro bestseller e film su hitler in cima alle classifiche crucche | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Er ist wieder da-&#34;Lui è tornato&#34;!libro bestseller e film su hitler in cima alle classifiche crucche

ALGEPA ha scritto:
Matteomatte2.0 ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
francamente a me sembra che se c'è un paese che ha avuto un percorso di confronto con il passato sia stata proprio la Germania, a differenza invece del nostro paese dove questo percorso non c'è stato e quindi quegli anni ormai sono visti con una distorsione impressionante

mi hai rubato le parole dalla tastiera... ;)

è esattamente così basta parlare con qualsiasi tedesco per corroborare la tua (nostra tesi), la Germania ha fatto i conti con il suo passato, noi no, basta leggersi un po' di messaggi per capirlo. Mussolini in certi aspetti poi è stato pure peggio di Hitler...

a supporto di questo io proprio l'altro giorno ho visto su Rai Storia un bel documentario in cui ad un certo punto hanno parlato di un progetto che vede ogni anno incontrarsi in una località austriaca discendenti di gerarchi nazisti o cmq persone che avevano partecipato allo sterminio e parenti di ebrei periti nei campi di concentramento per uno scambio di esperienze e stati d'animo, credo che da noi una cosa del genere non potrebbe mai accadere proprio perchè non c'è stato quello che dicevamo esserci stato in Germania. In quel incontro addirittura c'era la nipote di Goering mica la parente dell'uscire della cancelleria...

E' anche vero che e' esistita una organizzazione l' " Odessa ", che si e'
impegnata a riciclare nelle nuova Germania postbellica
i meno coinvolti nel Reich e a far migrare i piu'
coinvolti in molti compiacenti paesi dell' America Latina.
E' l' approccio della gente comune che e' stato diverso.
Qua, gia' 1 anno dopo la fine della guerra c' era il MSI :D
 
vonkrosigk ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
Matteomatte2.0 ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
francamente a me sembra che se c'è un paese che ha avuto un percorso di confronto con il passato sia stata proprio la Germania, a differenza invece del nostro paese dove questo percorso non c'è stato e quindi quegli anni ormai sono visti con una distorsione impressionante

mi hai rubato le parole dalla tastiera... ;)

è esattamente così basta parlare con qualsiasi tedesco per corroborare la tua (nostra tesi), la Germania ha fatto i conti con il suo passato, noi no, basta leggersi un po' di messaggi per capirlo. Mussolini in certi aspetti poi è stato pure peggio di Hitler...

a supporto di questo io proprio l'altro giorno ho visto su Rai Storia un bel documentario in cui ad un certo punto hanno parlato di un progetto che vede ogni anno incontrarsi in una località austriaca discendenti di gerarchi nazisti o cmq persone che avevano partecipato allo sterminio e parenti di ebrei periti nei campi di concentramento per uno scambio di esperienze e stati d'animo, credo che da noi una cosa del genere non potrebbe mai accadere proprio perchè non c'è stato quello che dicevamo esserci stato in Germania. In quel incontro addirittura c'era la nipote di Goering mica la parente dell'uscire della cancelleria...

mah... sinceramente non credo che questo sia sufficiente a dimostrare alcun chè.... un incontro annuale tra qualche decina di persone non credo basti a far cambiare mentalità ad una nazione!
inoltre "DA NOI" che dite voi non capisco sinceramente a cosa si riferisca..... lo dite come se non avessimo avuto La Resistenza!

secondariamente non è detto che "fare i conti col passato" sia una buona cosa: dimenticare o far finta di comprendere certi avvenimenti non è di certo conditio sine qua non affinchè certi eventi non si ripetano.

terzo quello che mi preoccupa maggiormente non è tanto la storia in se e/o la comprensione della stessa ma quello che il nazismo sia riuscito ad imprimere come modus operandi e modo di pensare nelle generazioni naziste e post naziste. oggi le classi dirigenti tedesche sono composte da gente che varia tra i 50 e 70anni (più o meno) e sono i figli e i nipoti di quelle generazioni che portarono Hitler al potere e che sono state "forgiate" dalla propaganda a determinati comportanti e modi di fare: in virtù di ciò non mi sento di escludere che quella stessa "tara mentale" sia stata tramandata alle generazioni successive.
infatti, a dimostrazione di ciò, nonostante i conti col passato, è tipico della personalità "germanica" (diventato stereotipo ma che poi stereotipo non è) volersi imporre sugli altri, credere di essere sempre nel giusto, credere di essere sempre il meglio di tutti, non riconosce quando si sbaglia e (lo vediamo oggi più che mai anche in ambito UE) essere connotati da una spiccata tendenza "imperialistica" e/o di "acquisizione" che si riflette anche in ambito aziendale privato.

saranno impressioni mie ma io vedo questo.

:thumbup: :thumbup: :thumbup: :thumbup: :thumbup:
 
bumper morgan ha scritto:
vonkrosigk ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
Matteomatte2.0 ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
francamente a me sembra che se c'è un paese che ha avuto un percorso di confronto con il passato sia stata proprio la Germania, a differenza invece del nostro paese dove questo percorso non c'è stato e quindi quegli anni ormai sono visti con una distorsione impressionante

mi hai rubato le parole dalla tastiera... ;)

è esattamente così basta parlare con qualsiasi tedesco per corroborare la tua (nostra tesi), la Germania ha fatto i conti con il suo passato, noi no, basta leggersi un po' di messaggi per capirlo. Mussolini in certi aspetti poi è stato pure peggio di Hitler...

a supporto di questo io proprio l'altro giorno ho visto su Rai Storia un bel documentario in cui ad un certo punto hanno parlato di un progetto che vede ogni anno incontrarsi in una località austriaca discendenti di gerarchi nazisti o cmq persone che avevano partecipato allo sterminio e parenti di ebrei periti nei campi di concentramento per uno scambio di esperienze e stati d'animo, credo che da noi una cosa del genere non potrebbe mai accadere proprio perchè non c'è stato quello che dicevamo esserci stato in Germania. In quel incontro addirittura c'era la nipote di Goering mica la parente dell'uscire della cancelleria...

mah... sinceramente non credo che questo sia sufficiente a dimostrare alcun chè.... un incontro annuale tra qualche decina di persone non credo basti a far cambiare mentalità ad una nazione!
inoltre "DA NOI" che dite voi non capisco sinceramente a cosa si riferisca..... lo dite come se non avessimo avuto La Resistenza!

secondariamente non è detto che "fare i conti col passato" sia una buona cosa: dimenticare o far finta di comprendere certi avvenimenti non è di certo conditio sine qua non affinchè certi eventi non si ripetano.

terzo quello che mi preoccupa maggiormente non è tanto la storia in se e/o la comprensione della stessa ma quello che il nazismo sia riuscito ad imprimere come modus operandi e modo di pensare nelle generazioni naziste e post naziste. oggi le classi dirigenti tedesche sono composte da gente che varia tra i 50 e 70anni (più o meno) e sono i figli e i nipoti di quelle generazioni che portarono Hitler al potere e che sono state "forgiate" dalla propaganda a determinati comportanti e modi di fare: in virtù di ciò non mi sento di escludere che quella stessa "tara mentale" sia stata tramandata alle generazioni successive.
infatti, a dimostrazione di ciò, nonostante i conti col passato, è tipico della personalità "germanica" (diventato stereotipo ma che poi stereotipo non è) volersi imporre sugli altri, credere di essere sempre nel giusto, credere di essere sempre il meglio di tutti, non riconosce quando si sbaglia e (lo vediamo oggi più che mai anche in ambito UE) essere connotati da una spiccata tendenza "imperialistica" e/o di "acquisizione" che si riflette anche in ambito aziendale privato.

saranno impressioni mie ma io vedo questo.

:thumbup: :thumbup: :thumbup: :thumbup: :thumbup:

concordi con le mie impressioni/preoccupazioni?

aggiungo un pezzo a prima:
sono impressioni che mi preoccupano perchè sono tutti atteggiamenti tipici della mentalità nazista che molti sottovalutano ritenendoli semplici caratteri della personalità "nordica" il che non è assolutamente vero: la differenza di atteggiamento e mentalità si nota a km di distanza già tra un danese e un tedesco, figuriamoci con altri.
In più ci sono alcuni parallelismi tra la situazione attuale e quella del terzo reich che dovrebbero far parecchio riflettere.
 
vonkrosigk ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
vonkrosigk ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
Matteomatte2.0 ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
francamente a me sembra che se c'è un paese che ha avuto un percorso di confronto con il passato sia stata proprio la Germania, a differenza invece del nostro paese dove questo percorso non c'è stato e quindi quegli anni ormai sono visti con una distorsione impressionante

mi hai rubato le parole dalla tastiera... ;)

è esattamente così basta parlare con qualsiasi tedesco per corroborare la tua (nostra tesi), la Germania ha fatto i conti con il suo passato, noi no, basta leggersi un po' di messaggi per capirlo. Mussolini in certi aspetti poi è stato pure peggio di Hitler...

a supporto di questo io proprio l'altro giorno ho visto su Rai Storia un bel documentario in cui ad un certo punto hanno parlato di un progetto che vede ogni anno incontrarsi in una località austriaca discendenti di gerarchi nazisti o cmq persone che avevano partecipato allo sterminio e parenti di ebrei periti nei campi di concentramento per uno scambio di esperienze e stati d'animo, credo che da noi una cosa del genere non potrebbe mai accadere proprio perchè non c'è stato quello che dicevamo esserci stato in Germania. In quel incontro addirittura c'era la nipote di Goering mica la parente dell'uscire della cancelleria...

mah... sinceramente non credo che questo sia sufficiente a dimostrare alcun chè.... un incontro annuale tra qualche decina di persone non credo basti a far cambiare mentalità ad una nazione!
inoltre "DA NOI" che dite voi non capisco sinceramente a cosa si riferisca..... lo dite come se non avessimo avuto La Resistenza!

secondariamente non è detto che "fare i conti col passato" sia una buona cosa: dimenticare o far finta di comprendere certi avvenimenti non è di certo conditio sine qua non affinchè certi eventi non si ripetano.

terzo quello che mi preoccupa maggiormente non è tanto la storia in se e/o la comprensione della stessa ma quello che il nazismo sia riuscito ad imprimere come modus operandi e modo di pensare nelle generazioni naziste e post naziste. oggi le classi dirigenti tedesche sono composte da gente che varia tra i 50 e 70anni (più o meno) e sono i figli e i nipoti di quelle generazioni che portarono Hitler al potere e che sono state "forgiate" dalla propaganda a determinati comportanti e modi di fare: in virtù di ciò non mi sento di escludere che quella stessa "tara mentale" sia stata tramandata alle generazioni successive.
infatti, a dimostrazione di ciò, nonostante i conti col passato, è tipico della personalità "germanica" (diventato stereotipo ma che poi stereotipo non è) volersi imporre sugli altri, credere di essere sempre nel giusto, credere di essere sempre il meglio di tutti, non riconosce quando si sbaglia e (lo vediamo oggi più che mai anche in ambito UE) essere connotati da una spiccata tendenza "imperialistica" e/o di "acquisizione" che si riflette anche in ambito aziendale privato.

saranno impressioni mie ma io vedo questo.

:thumbup: :thumbup: :thumbup: :thumbup: :thumbup:

concordi con le mie impressioni/preoccupazioni?

aggiungo un pezzo a prima:
sono impressioni che mi preoccupano perchè sono tutti atteggiamenti tipici della mentalità nazista che molti sottovalutano ritenendoli semplici caratteri della personalità "nordica" il che non è assolutamente vero: la differenza di atteggiamento e mentalità si nota a km di distanza già tra un danese e un tedesco, figuriamoci con altri.
In più ci sono alcuni parallelismi tra la situazione attuale e quella del terzo reich che dovrebbero far parecchio riflettere.

concordo soprattutto col fatto che i tedeschi hanno nel dna ilvolersi imporre sugli altri. Hanno già provocato danni il secolo scorso, vogliono continuare?

joschka Fischer

Ex ministro a Corriere: Merkel miope, se cade euro noi i perdenti "Per due volte, nel XX.mo secolo, la Germania ha distrutto l'ordine europeo. Sarebbe una tragica ironia se lo facesse, ora, per la terza volta".
 
vonkrosigk ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
Matteomatte2.0 ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
francamente a me sembra che se c'è un paese che ha avuto un percorso di confronto con il passato sia stata proprio la Germania, a differenza invece del nostro paese dove questo percorso non c'è stato e quindi quegli anni ormai sono visti con una distorsione impressionante

mi hai rubato le parole dalla tastiera... ;)

è esattamente così basta parlare con qualsiasi tedesco per corroborare la tua (nostra tesi), la Germania ha fatto i conti con il suo passato, noi no, basta leggersi un po' di messaggi per capirlo. Mussolini in certi aspetti poi è stato pure peggio di Hitler...

a supporto di questo io proprio l'altro giorno ho visto su Rai Storia un bel documentario in cui ad un certo punto hanno parlato di un progetto che vede ogni anno incontrarsi in una località austriaca discendenti di gerarchi nazisti o cmq persone che avevano partecipato allo sterminio e parenti di ebrei periti nei campi di concentramento per uno scambio di esperienze e stati d'animo, credo che da noi una cosa del genere non potrebbe mai accadere proprio perchè non c'è stato quello che dicevamo esserci stato in Germania. In quel incontro addirittura c'era la nipote di Goering mica la parente dell'uscire della cancelleria...

mah... sinceramente non credo che questo sia sufficiente a dimostrare alcun chè.... un incontro annuale tra qualche decina di persone non credo basti a far cambiare mentalità ad una nazione!
inoltre "DA NOI" che dite voi non capisco sinceramente a cosa si riferisca..... lo dite come se non avessimo avuto La Resistenza!

secondariamente non è detto che "fare i conti col passato" sia una buona cosa: dimenticare o far finta di comprendere certi avvenimenti non è di certo conditio sine qua non affinchè certi eventi non si ripetano.

terzo quello che mi preoccupa maggiormente non è tanto la storia in se e/o la comprensione della stessa ma quello che il nazismo sia riuscito ad imprimere come modus operandi e modo di pensare nelle generazioni naziste e post naziste. oggi le classi dirigenti tedesche sono composte da gente che varia tra i 50 e 70anni (più o meno) e sono i figli e i nipoti di quelle generazioni che portarono Hitler al potere e che sono state "forgiate" dalla propaganda a determinati comportanti e modi di fare: in virtù di ciò non mi sento di escludere che quella stessa "tara mentale" sia stata tramandata alle generazioni successive.
infatti, a dimostrazione di ciò, nonostante i conti col passato, è tipico della personalità "germanica" (diventato stereotipo ma che poi stereotipo non è) volersi imporre sugli altri, credere di essere sempre nel giusto, credere di essere sempre il meglio di tutti, non riconosce quando si sbaglia e (lo vediamo oggi più che mai anche in ambito UE) essere connotati da una spiccata tendenza "imperialistica" e/o di "acquisizione" che si riflette anche in ambito aziendale privato.

saranno impressioni mie ma io vedo questo.

Concordo pienamente. Anch'io conosco un po' i tedeschi e sono abbastanza preccupato.

Riflettiamo su questa frase riportata dal link:
"Non possiamo ignorare il fatto che abbiamo incontrato molti tedeschi che sono ancora pronti a riconciliarsi con Hitler e a vederlo come una sorta di figura paterna?.
 
certo, non è che se si incontrano alcune persone queste rappresentano il sentimento di una nazione , ma è storicamente dimostrato che la società Tedesca ha fatto i conti con il passato, la cosa è dimostrata anche dalle numerose pubblicazione a riguardo, che poi questo confronto sia necessariamente utile a far si che il passato non si riproponga non è dimostra matematicamente.

Da noi non è stato fatto un percorso di comprensione , è solo stato fatto un percorso di adattamento dei fatti teso a riconciliare un paese, sia da un verso che da un altro,e non mi riferisco alla Resistenza, ma mi riferisco a quello che è accaduto dagli anni 60 in poi che poi è il periodo il cui in Germania c'è stata il fenomeno di cui parlavamo prima.

Vorrei fare una precisazione che non vuole essere una scusante verso i tedeschi, il clima in cui operò il Nazismo ed il Fascismo era un clima condiviso in Europa dal almeno fino '800 , poi in questi paesi diventò diciamo clima di Stato ma esisteva un poco ovunque, il clima a cui fate riferimento voi di una rinascita della tara mentale nazista oggi è un fenomeno molto più presente in altri paesi che in Germania, vedasi paesi nordici o della ex Iugoslavia, ma è un clima che si respira in determinati strati della società Europea e lo si vede molto bene ad esempio in molte tifoserie organizzate Europee.
 

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