Veloce pagella dal Salone di New York

Veloce pagella dal Salone di New York | Pagina 2 - opinioni e discussioni sul Forum di Quattroruote

  1. Matteo__

    Matteo__

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    Benissimo! Spero davvero che questa prova speciale si faccia, possibilmente con pagelle complete e commentate voce per voce (non un semplice contatto, insomma). La passione per l'auto si vede anche qui: quando si mostra interesse per un determinato tipo di veicolo anche se (purtroppo) molto difficilmente questo possa essere compatibile con il posto in cui si vive, o addirittura (come nel caso in questione), non sia proprio possibile comprarlo. Almeno non senza superare ostacoli, burocratici e logistici, decisamente grossi.
    Spostandoci su un discorso un tantino più ampio, le auto non vendute in Italia mi hanno sempre incuriosito, e non parlo solo degli affascinanti cassonati d'oltreoceano, ma anche ad esempio delle microvetture giapponesi e, perchè no, delle medio piccole che da noi si vedono solo a due volumi, mentre altrove vengono prodotte anche e soprattutto a tre. Insomma, a mio avviso ogni tanto è cosa sana e giusta vedere materialmente come è intesa l'auto anche nel resto del mondo, non limitandosi solo a quello che si possa comprare a casa propria.
     
  2. rosberg

    rosberg

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    Ok, chiaro...ma non si offenda eh... ;)

    Direi che il giornale riporta punti di sfavore delle auto testate oppure di test effettuati. Ma io non sostenevo il contrario. Ho solo posto l'attenzione sul fatto che qui ha utilizzato un "linguaggio" più da bar (come ogni tanto è pure giusto che ci sia), utilizzando aggettivi "irriverenti" che rendono l'idea di un'impressione, comunque soggettiva. Questo è giusto e personalmente l'ho apprezzato. Mi chiedevo soltanto se l'auto in questione fosse stata una Fiat o una VW, o una Mercedes, venduta in Italia, testata su Quattroruote, gli articolisti (o lei stesso) avrebbero usato sulla rivista gli stessi aggettivi. Credo di no. Tutto qui. Una logica ce l'ha pure, non dico di no...però mi ha sorpreso la differenza di linguaggio tra le cose.

    Per quanto concerne lo spunto di riflessione, me ne scuso io, in quanto avevo interpretato questo spazio come uno dedito a creare, tramite un suo tema proposto, una discussione che si basasse su possibili argomentazioni generatrici di spunti di riflessione su cui dibattere. Fatta questa premessa, non riuscivo a comprendere cosa questa sua argomentazione potesse generare.
    Ora che mi ha chiarito che era semplicemente un suo punto di vista, la ringrazio e me ne scuso io con lei per aver interpretato altro.
    ;)

    Grazie per la risposta nella pagina precedente: così è bello interagire!
     

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