Su parco circolante e incentivi

Su parco circolante e incentivi | Pagina 5 - opinioni e discussioni sul Forum di Quattroruote

  1. renatom

    renatom

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    Come ho già scritto in passato non sono d'accordo: se abito in una zona rurale o montana, dove già la vita è quello che è, sono costretto ad usare l'auto per tratti più lunghi e mi vai a penalizzare oltre misura rispetto ad uno che vive in città e già gode di molti più servizi.
    Rimango dell'idea che sia corretto suddividere la tassazione tra possesso e uso. Certo, non è semplice trovare il bilanciamento corretto, ma, a mio giudizio, è più giusto così.
    Mica vivono tutti a Milano!
     
  2. gr740p

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    copio e incollo da articolo pubblicato il 16/11/2018 su questo sito:

    "In arrivo la riforma del bollo. Dopo 12 anni dalla norma che, nel 2006, introdusse una piccola progressività basata sulla classe di emissioni (fino alle Euro 4, ché le Euro 5 e 6 erano ancora lontane), nel 2019 potrebbe essere la volta della parametrazione sulla base delle emissioni di anidride carbonica, ossia dei consumi, vista la diretta proporzionalità che lega questi due dati. Lo ha lasciato capire oggi a Roma il ministro dell’Ambiente Sergio Costa a margine della firma di un accordo per il miglioramento della qualità dell’aria a Roma, nell’hinterland della Capitale e nella valle del Sacco. Il dicastero di via Cristoforo Colombo, ha affermato Costa, promuoverà “presso il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti una proposta per l’aggiornamento delle tasse automobilistiche, utilizzando il criterio del bonus-malus”.

    Più consumi, più paghi. Il ministro non è entrato nei dettagli, però il principio su cui dovrebbe basarsi la riforma dovrebbe essere quello del “più consumi più paghi”. Impossibile dire, al momento, se tutto ciò si tradurrà in una tassa basata direttamente sulle emissioni di anidride carbonica, come avviene in altri paesi europei, oppure in una tassazione indiretta, basata, come da anni chiede Quattroruote, sul consumo dei carburanti.

    Tassa basata sulla CO2… Nel primo caso, è lecito immaginare una cifra unitaria (eventualmente progressiva in maniera inversamente proporzionale alla classe di emissioni) da moltiplicare per i g/km di anidride carbonica della vettura, indicati alla riga V.7 della carta di circolazione. Nel secondo caso si tratterebbe di spostare il gettito complessivo della tassa, pari a poco più di 6 miliardi di euro, sui carburanti. In pratica si tratterebbe di determinare un’extra accisa che, in base ai consumi attuali di carburanti, garantisca alle regioni gli stessi ricavi e che, in base alle stime di Quattroruote, potrebbe aggirarsi attorno ai 12-15 centesimi al litro.

    …o basata sui consumi di carburante. Questa seconda soluzione avrebbe numerosi vantaggi. Da un lato, spazzerebbe l’enorme (e costosa) macchina burocratica regionale che ruota attorno alla riscossione e gestione della tassa (compreso il recupero) e che alle sole regioni convenzionate con l’Aci costa 70 milioni di euro all’anno. Dall’altro, introdurrebbe finalmente un principio di equità: pagherebbe solo chi usa l’auto, cioè chi consuma, inquina, occupa suolo pubblico, genera congestione. E nulla sarebbe dovuto da chi non usa l’auto. Con l’ulteriore, non irrilevante, corollario di far pagare i turisti che vengono in Italia in macchina e il gran numero di veicoli con targa estera stabilmente in circolazione in Italia, finora esenti dal bollo anche se guidati da italiani o da persone residenti nel Paese"

    Anche se il governo è cambiato il ministro che ha fatto questa proposta è rimasto al suo posto. Spero che ne prendano in seria considerazione l'introduzione nei prossimi anni.
     
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  3. Ripeps53

    Ripeps53

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    Con l'aria che tira, secondo me, AGGIUNGERANNO al "bollo" una tassa sulle emissioni di Co2.
     
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  4. gr740p

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    Se si vuole semplificare la vita ai cittadini (non solo a parole) e dare una svolta alle politiche ambientali nel settore trasporti (non solo nei programmi elettorali), la bozza riportata tempo fa da Quattroruote suggerita dal ministro Costa mi sembra sulla strada giusta. Non vedo il perché debbano lasciare il bollo auto se questo viene spalmato sui carburanti; Questa operazione, a parer mio, andrebbe a vantaggio sia per il contribuente che già paga sia per l'erario con l'extra gettito di chi non lo paga. Chiaro che questa operazione dovrebbe andare di pari passo con importanti incentivi per la rottamazione dei "catorci"e l'immatricolazione di auto euro 6D
     
  5. mazzol

    mazzol

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    leggo ... e prendo per buono che i mezzi circolanti sono 37 milioni.
    leggo ... che le nuove immatricolazioni raramente superano i due milioni.
    per il rinnovo del parco circolante non bastano venti anni passati i quali il parco circolante risulterà maggiormente invecchiato.
     
  6. mazzol

    mazzol

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    I catorci ... non è che le vetture anzianotte siano necessariamente dei catorci.
    Spesso sono mezzi che funzionano bene e fanno lavorare le 80 mila officine meccaniche.
    Se schioccando le dita potessimo rinnovare l'intero parco circolante probsbilmente ci troveremmo ad aumentare la disoccupazione ed i depositi di catorci ... ancora buoni.

    I divieti alla circolazione non credo aiutino molto la modernizzazione del parco circolante .... allontanano semplicemente i guidatori che usano poco la vettura e pagano tante tasse ... insomma contribuenti ideali.

    Sarebbe meglio mettere a dispodizione alternative in grado di rinnovare velocemente la motorizzazione del parco vetture meno ricco ed esigente.

    leggasi ... ibrido con motore elettrico nelle ruote ed autonomia elettrica bassa.
     
  7. robby1954

    robby1954

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    Probabilmente per incentivare la rottamazione dei catorci basterebbe:
    - rendere meno superficiali le attuali revisioni biennali;
    - attivarsi per eliminare dalla circolazione tutte le auto che circolano senza aver fatto detta revisione (e magari anche senza assicurazione RC auto).
    Ma comprendo che è molto più facile stare dietro una scrivania e da qui aumentare ulteriormente la tassa di proprietà, con la scusa che inquinano (ricordate la vecchia storia del lupo e dell'agnello) per le auto più vecchie, anche se ancora in buone condizioni di efficienza e regolarmente collaudate, piuttosto che impegnarsi nel senso sopra indicato.
     
  8. gr740p

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    I catorci ... non è che le vetture anzianotte siano necessariamente dei catorci.
    Spesso sono mezzi che funzionano bene e fanno lavorare le 80 mila
    officine meccaniche.
    Sono pienamente d'accordo. Nessuno è obbligato a cambiare la macchina. Ma comunque l'eliminazione di "Catorci e Petroliere" va comunque incentivato.
    Se schioccando le dita potessimo rinnovare l'intero parco circolante probsbilmente ci troveremmo ad aumentare la disoccupazione ed i depositi di catorci ... ancora buoni.
    Gli ecoincentivi governativi non vengono proposti per imporre la sostituzione ai privati o alle aziende. Sono però indispensabili per rendere economicamente più accessibile una spesa importante quale è l'acquisto di una nuova auto più moderna, pulita e soprattutto sicura.
    "I divieti alla circolazione non credo aiutino molto la modernizzazione del parco circolante .... allontanano semplicemente i guidatori che usano poco la vettura e pagano tante tasse ... insomma contribuenti ideali".
    I divieti alla circolazione servono a rendere la vita migliore.
     
  9. SupercinqueTC

    SupercinqueTC Moderatore Membro dello Staff

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    Considerando la sola questione ambientale, ci sarebbe da verificare il bilancio delle emissioni tra la vecchia auto che continua a circolare e l'inquinamento dovuto alla sua dismissione + costruzione della nuova auto.
    Anche la questione sicurezza può essere relativa, visto che in troppi casi si continua a morire sulle auto con 5 stelle Euroncap solo perchè....non si allacciano le cinture.
     
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  10. bergat

    bergat

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    Guido dal 1970. In tutti questi anni, non ho mai visto un beneficio fiscale o di aiuti agli automobilisti, fatto da qualsivoglia governo. Siamo destinati a essere spremuti come limoni
     
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  11. mazzol

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    Guido dal 1964, la prima vettura una Fiat 500 giardinetta presa usata con pochissimi anni di anzianità era .... un catorcio con il fondale che si staccava. Cito solo questo.

    Oggi faccio pochi km con un Diesel euro4. 24.000 km in due anni (dati di revisione) il più per spostarmi tra Savona e Milano in autostrada (se scopro come si fà dal telepass scoproro i km percorsi in autostrada).
    La vettura regolarmente revisionata paga tutte le tasse e viene tenuta in ordine.
    Ma inquino. ...... percorrendo qualche centinaio di metri tra l'uscita dalla tangenziale e il box?

    No non si possono gestire regioni e città in modo autonomo, l'Italia non è solo una "espressione geografica" come credono alcuni amministratori pubblici.
     
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  12. ___8d90sufjsdkl

    ___8d90sufjsdkl

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    FInalmente un commento lucido. Spesso analizzando la mancanza di coerenza tra obiettivi dichiarati di certe politiche e attuazione delle dette politiche si rivela come gli obiettivi veri non siano quelli dichiarati — altrimenti si farebbe altro.
    Ad esempio, si sarebbe severi con chi non fa la revisione, e con chi la fa in maniera illecita, così smetteremmo di vedere furgoni e simili "di un certo tipo" emanare fumi come ciminiere che ci metteono la respirazione in crisi ogni volta che li incontriamo.

    Invece li vediamo transitare davanti a posti di blocco e volanti... e nessuno muove un dito, perché non ci sono le direttive di farlo.

    Che si tratti di bollo/superbollo, IPT (figurarsi, paghi in base ai Kw, con una "penale" superando un certo numero di Kw, anche l'iscrizione al registro provinciale!), blocchi alle auto più inquinanti, scienziati che per dieci anni scoprono nei loro studi che il diesel inquina meno del benzina e nei dieci anni successivi scoprono l'inverso, i moventi e scopi effettivi sono ben diversi da quelli dichiarati, e sono quelli umani di sempre, che muovono la politica, la storia, e ovviamente gli affari.

    Poi, legittimamente, è più comodo non pensarci e farsi due chiacchere senza complicare le cose.

    Ovviamente di tutto questo nemmeno di discute... perché gli obiettivi delle politiche intraprese (e di chi decide che si intraprendano) non sono quelli dichiarati.
    Cosa c'è di più conveniente che perseguire i propri interessi (quelli umani, di sempre) dicendo continuamente che lo si fa in nome di questo e quello ideale, della protezione di questo, della salvaguardia dell'altro, del bene di tutti? È uno schema fisso — applicato non solo nel settore auto, e certo non solo in Italia.
     
  13. mazzol

    mazzol

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    Talvolta mi sorgono dei dubbi.
    Ma come si fà a meravigliarsi del fatto che il parco auto sia vecchio?
    Le nuove immatricolazioni sono state quasi sempre inferiori ai due milioni solo poche volte sono arrivate a 2,5.
    Se per una politica "fuori di testa" si blocca la circolazione di vetture si crea solo preoccupazione che blocca ogni idea di sostituzione.
    Se negli anni '60 si dava per scontato che dieci anni per una utilitarietta erano tanti (ma altre vetture ... tenevano bene) oggi si acquista una qualsiasi vettura certi che ci potrà accompagnare per 15/20 anni ... e che si potrà tranquillamente rivenvere se si passa a qualcosa di meglio.
    I divieti .... portano a decidere di non investire.
     
  14. renatom

    renatom

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    Ti sembrano così poche?
    Stiamo parlando di un bene che costa un anno di stipendio, mediamente.
     
  15. robby1954

    robby1954

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    Purtroppo per anni il mercato è stato drogato dagli incentivi.
    Guardando anche agli altri paesi europei, penso che le vendite "fisiologiche" dovrebbero oscillare, a seconda del ciclo economico, tra 1.700.000 e 1.900.000 auto/anno.
    Dobbiamo ricordare che l'auto è un "bene di consumo durevole" il cui acquisto rappresenta un impegno cospicuo per molte famiglie, inoltre ci siamo mai chiesti quanto comporta, in termini di consumo di materie prime ed energia (e quindi anche di emissione di gas ad effetto serra) comporta la produzione di un singolo veicolo
     

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