Su parco circolante e incentivi

Su parco circolante e incentivi | Pagina 2 - opinioni e discussioni sul Forum di Quattroruote

  1. pilota54

    pilota54 Moderatore Membro dello Staff

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    Per me conta la proprietà di un'azienda, non dov'è la sede legale per stabilire "di chi è". Si fa così anche per quelle estere.

    Ma soprattutto ho messo l'accento sul problema della "produzione", cioè quello da te sollevato. E in Italia è appunto salita negli ultimi anni da 400.000 autoveicoli a oltre 1 milione.
     
  2. bergat

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    Condivido con te, Pandemonio, il ragionamento. Credo comunque che di metropolitane o ampliamento della mobilità attraverso mezzi pubblici,non ne vedremo l'ombra. Purtroppo i nostri governanti credono che la vita degli italiani sia di 50.000 anni e quindi possiamo benissimo aspettare i prossimi secoli.
     
  3. dlwdeb

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    in turchia ne produce pure di più.. il problema è niente incentivi se prima non si attira la produzione di altri marchi per esempio nissan e toyota post brexit..
     
  4. PanDemonio

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    Attirare la produzione? E come, di grazia?
     
  5. bergat

    bergat

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    Detassando per 10 anni le aziende e costruire gratuitamente i plants, oltre a cambiare la giustizia.
     
  6. PanDemonio

    PanDemonio

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    Nota per i mod: spostare nella sezione "fantascienza".

    (oh, si scherza neh.. )
     
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  7. bergat

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    Ci si può scherzare sopra ma è quello che hanno fatto altri governi, a iniziare proprio dalla Gran bretagna
     
  8. pilota54

    pilota54 Moderatore Membro dello Staff

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    Però dovremmo comunque tornare in argomento...........
     
  9. ALGEPA

    ALGEPA Moderatore Membro dello Staff

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    io credo che l'intervento di Pandemonio sia molto interessante, ritengo che alla base della nostra società ci sia un bisogno improprio del mezzo automobilistico che poi ci porta ad un serie di problematiche legate alla sicurezza , all'inquinamento ma anche alla semplice viabilità. Allo stesso tempo il legittimo desiderio di avere un sistema di mezzi pubblici che permetta in molti casi di non avere la necessità di un automobile si scontra con le realtà dei fatti di uno sviluppo del pubblico, per cui anche investendo forti risorse ci vorrebbero degli anni per tirare su una rete usufruibile, quindi credo che se da una parte forti investimenti vadano verso questa direzione, per un transizione sostenibile non sono contrario ad un parte di sostegno economico per aiutare la sostituzione del parco automobilistico , soprattutto quello più obsoleto.
     
  10. dlwdeb

    dlwdeb

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    Esattamente come ti han detto altri: detassando per chi mantiene produzione e soprattutto posti di lavoro per almeno 10 anni. Dovrebbe essere a scalare, più rimani più risparmi, più assumi più risparmi. Magari dando qualche detrazione in più a chi riesce a recuperare le tante aree industriali dismesse a causa della crisi.
     
  11. PanDemonio

    PanDemonio

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    Facciamo un esempio: tu hai un bambino che è già in età di svezzamento, ma che non vuole rinunciare al suo biberon. A lui piace, ci è abituato, è comodo, pronto in 5 minuti, e ci può giocare mentre mangia. Al contrario le pappine hanno un gusto nuovo, salato, una consistenza strana, e poi c'è la faccenda del cucchiaio.... no no, meglio il biberon. Giustamente, se provi a proporgliele non le vuole, serra le labbra, piange, e non mangia finché non molli e gli prepari il suo biberon, però tu sai benissimo che è il momento di cambiare alimentazione, perché la vecchia non va più bene. In quest'ottica ha senso andare a comprare un biberon nuovo, o piuttosto non fare caso a pianti e capricci e spendere tempo e denaro per provare a migliorare le pappine?

    Anche qui qualcosa non mi torna. In sostanza state dicendo che per combattere quello che rende appetibili i paesi esteri per farci un sito di produzione e che sta quindi uccidendo le nostre fabbriche, ovvero il costo del lavoro, dobbiamo anche noi diminuire questo costo, ma che siccome non possiamo farlo sottopagando gli operai come fanno fuori (ma dove hanno anche un costo della vita proporzionato ai salari) allora dobbiamo fare un dumping "di stato".

    Sorgono spontanee alcune domande:

    1) Cosa renderebbe il nostro dumping migliore del loro lavoro sottopagato?

    2) Cosa impedirebbe agli altri stati di fare altrettanto, o peggio, dato che stiamo parlando di posti dove la vita costa meno che da noi?

    3) Cosa succede quando finiscono gli "incentivi alla rilocalizzazione"?

    4) Nel frattempo, mentre buttiamo ancora soldi su un modello di mobilità (auto privata e sempre nuova per TUTTI) che non possiamo più sostenere, dove prendiamo quelli che ci servono per capire, progettare e realizzare ciò di cui abbiamo bisogno veramente?

    5) Aprite l'immagine sottostante a tutto schermo. Guardatela attentamente per un minuto o due. Fate le debite proporzioni tra lo stivale a noi tutti caro e il resto del cucuzzaro di terre emerse che lo circonda. Provate a sovrapporre una cartina politica. Poi fate lo stesso con una cartina economica. Poi ripensate nuovamente a questa idea di "attirare la produzione" da loro a noi, dal cucuzzaro allo stivale, dal vasto mondo con miliardi di bocche affamate alla vecchia e decadente europa, e datele il valore che merita.

    [​IMG]

    P.S. - Già che ci siete, provate anche a immaginare l'incidenza del parco circolante italiano di "ante euro3" (8 milioni di veicoli) sul totale circolante in Italia (35 milioni di veicoli), in Europa (380 milioni) e nel mondo (oltre un miliardo), e ripetetemi che è urgente e necessario provvedere velocemente alla loro sostituzione con modelli nuovi per combattere l'inquinamento....

    P.P.S. - Invece degli incentivi ai costruttori per produrre altre auto che produrranno altro inquinamento, altro traffico, altra desertificazione dei centri urbani, ripropongo un'idea che da qualche tempo mi balla per la testa.

    A Firenze, città con circa 1 milione di residenti, l'abbonamento mensile urbano costa 35€.

    Se ogni cittadino percettore di reddito versasse a inizio anno 300€ al proprio Comune (150€ per i non percettori) a titolo di "tassa annuale trasporto urbano", volendo immaginare un percettore ogni tre abitanti, OGNI ANNO il Comune di Firenze potrebbe mettere a bilancio 200.000.000€ (duecento milioni di euro, circa due volte e mezza gli 83 milioni di "ricavi operativi" del bilancio 2015) per assicurare il trasporto pubblico, offrendolo gratis anche ai turisti e senza doversi preoccupare di stampare biglietti e stipendiare controllori, a una popolazione che non vedrebbe l'ora di usarlo ogni giorno perché già pagato a inizio anno.

    Se poi la cosa venisse replicata per ogni Comune nel resto d'Italia, con gli stessi soldi il cittadino di Firenze potrebbe prendere "gratis" il bus a Catania, Roma, Milano, Urbino, Forlimpopoli, Vergate sul Membro e viceversa, innescando un circolo virtuoso che lo porterebbe a non usare l'auto neanche per gli spostamenti extraurbani e a ridare input per esempio al trasporto su rotaia.

    Duecento euro l'anno a testa.

    Diciassette euro al mese per girare QUALSIASI città d'Italia dimenticando traffico, parcheggi, multe, inquinamento, stress...

    Diciassette euro al mese per riconquistare i centri urbani, ripopolare le ZTL, riscoprire i vicoli e i cortili, resuscitare le botteghe sotto casa.

    Diciassette euro al mese per inquinare VERAMENTE meno. TANTO meno.

    Non sono un pò meglio dei soliti "ecoincentivi"?

    [​IMG]
     
    Ultima modifica: 18 Luglio 2017
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  12. norbig

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    Il problema è complesso, e le soluzioni non possono essere semplici.

    Premessa: i milioni di vecchie auto che circolano sono quasi tutti in mano ad anziani, studenti, casalinghe e comunque a persone che fanno poca strada. Non vedo molti rappresentanti di commercio, manager, taxisti da 50.000 km/anno con auto di 20 anni e più.

    Se con la bacchetta magica riuscissimo a far comprare un’auto nuova a tutti, resterebbe il traffico, i parcheggi sarebbero comunque pochi e calerebbe un po’ l’inquinamento, ma la sostituzione, essendo appunto relativa ad auto poco usate non sarebbe di grande efficacia.

    Dobbiamo chiederci se l’obiettivo debba essere quello di migliorare il parco circolante oppure se sia il caso di pensare ad alternative all’auto privata, nella consapevolezza che per chi vive al di fuori delle grandi città i mezzi pubblici non saranno mai in grado di soddisfare tutte le esigenze di mobilità, così come la bicicletta al di fuori delle zone pianeggianti.
     
  13. dlwdeb

    dlwdeb

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    si ma tu hai cambiato il topic, ovviamente la tua idea sarebbe ecologicamente migliore ma:
    - non crea posti di lavoro;
    - i duecento milioni di euro verrebbero dissipati in tangenti & co prima di toccare la cassa del comune;
    l'unico problema dell'Italia ormai sono le tasse perché gli stipendi sono bassi e col jobs act saranno tutti precari;
     
  14. Divergent

    Divergent

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    Aggiungo che quanto sostenuto da Pandemonio creerebbe migliaia di disoccupati.
    Purtroppo la nostra società si basa sul consumismo, se incentivi, seriamente, a non possedere automobili ne verrebbero prodotte meno che non produrrebbe sinceramente il gettito fiscale tanto desiderato dai nostri politici. Meno vendite, meno trapassi tra usati, meno carburanti venduti, meno gomme cambiata, ecc. tutta una filiera che ne risentirebbe.
    Logicamente pensando in ambito nazionale e non riferito solo alle grandi città, gli incentivi investono anche i paesini.
     
  15. bergat

    bergat

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    Quindi stai dicendo che, dabbenaggine e cecità dei nostri politici e problemi costituzionali a parte, dobbiamo accettare senza fiatare i cinque milioni di disoccupati e in crescita, invece di poterli inserire al lavoro, a vari livelli, in insediamenti (BMW,Mercedes,volkswagen etc)che potrebbero essere favoriti da uno stato meno miope e che potrebbe ricavare miliardi di euro dall’irpef, che oggi non ha, dai nuovi lavoratori impiegati a vari livelli in tali insediamenti?
     

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