Su parco circolante e incentivi

Su parco circolante e incentivi - opinioni e discussioni sul Forum di Quattroruote

  1. gianlucapellegrini

    gianlucapellegrini Direttore Membro dello Staff

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    Ritorno sul tema dell'anzianità del parco circolante affrontato in un mio recente editoriale. In quell’articolo evidenziavo il problema dell'età media delle auto nel nostro Paese. Commenti indignati sono seguiti. Eppure dire che la macchina-tipo ha oltre 10 anni, che ci sono 5 milioni di over-20 sulle strade, che in Campania la quota di under-Euro 2 è al 42% è semplicemente una fotografia. Impietosa finché si vuole, ma pur sempre una fotografia. Che prescindeva dai motivi che tale situazione hanno generato, e che pensavo fosse superfluo ricordare. Lo faccio ora, pur a beneficio dell'ovvio: il ciclo di rinnovamento del parco s'è bloccato perché – banalizzando al massimo – c’è stata la crisi e moltissima gente è stata costretta a rinviare la sostituzione. Anzi, è ancora costretta, come testimonia il crollo dei clienti privati (la qui quota è al minimo storico del 51%, alla faccia degli entusiastici annunci sulla salute del mercato automotive). Assodato lo status quo, e chiarito le apparentemente lapalissiane ragioni che hanno impedito a tante persone di comprarsi la macchina nuova, quello su cui chiamavo a esprimersi i lettori era la proposta del governo (che finora ha fatto poco o nulla in materia automobilistica, a parte mettere tasse su tasse: da qui il termine “vergogna italiana”, dove italiana significa dell’Italia, intesa come sistema Paese, come economia, come realtà industriale) di introdurre aiuti economici volti a riavviare il processo di ringiovanimento del parco, incentivando le sole auto a basso impatto ambientale. Molti esempi personali, qualche indignazione, ma opinioni o risposte o proposte sul tema in oggetto poche. Non posso dire che non me l'aspettassi. Quello che non mi aspettavo è la totale mancanza di reazioni all'editoriale di luglio. In cui scrivo che se è giusto e sacrosanto offrire agli automobilisti un sostanzioso supporto economico (e portavo ad esempio gli eccellenti risultati del programma francese), è vergognoso forzare il ricambio vietando la circolazione delle vecchie auto. Il tema è serio: sta infatti passando l'idea, peraltro codificata nelle raccomandazioni del Tavolo Mobilità Sostenibile (nato per volere del Consiglio di ministri), che si debba "guidare la progressiva dismissione dei veicoli più inquinanti facendo leva anche sull'introduzione di divieti di circolazione". Mi cito: "Vietare d'imperio la circolazione delle auto considerate più inquinanti non è un segno di civiltà, ma un segno di resa, implicita sconfitta di amministrazioni incapaci di avere un approccio integrato ai trasporti. Il problema ambientale si risolve dando l'abbrivio al necessario ricambio con gl'incentivi e favorendo nuovi paradigmi di mobilità, non punendo chi ha l'unica colpa di non avere abbastanza soldi". Stiamo parlando di un aut-aut le cui conseguenze sarebbero pagate proprio dalla fascia più debole degli automobilisti: perché una cosa è non poter cambiare l'auto, un'altra è non poterla più utilizzare. Ecco, qui mi sarei davvero atteso un moto d’indignazione. Che non è arrivato. Ritorno oggi sull’argomento in ossequio alle notizie in arrivo dal governo francese. Il cui ministro Hulot ha annunciato la fine della vendita dei motori a combustione interna entro il 2040, in ossequio a un piano i cui dettagli saranno chiariti entro i prossimi 5 anni, e - soprattutto - l'introduzione di un "premio di transizione" per spingere la sostituzione delle auto a benzina pre-1997 e diesel pre-2001. Dunque, ripropongo la questione: secondo voi, è giusto che lo Stato dia degl'incentivi per aiutare i consumatori rimasti loro malgrado indietro?
     
    Ultima modifica: 6 Luglio 2017
  2. robby1954

    robby1954

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    Sono perfettamente d'accordo con le sue parole. Devo però aggiungere che mi sembra prioritario indirizzare le poche risorse innanzitutto sul trasporto pubblico nelle aree urbane (metropolitane e ferrovie suburbane: a Parigi si gira benissimo con metro e RER ed anche a Milano, per chi vive entro la cerchia dei bastioni o poco oltre, l'auto è più che altro un impiccio). Purtroppo le città europee non sono a misura di auto: se all'improvviso tutte le auto in circolazione fossere elettriche, dovremmo limitare la loro circolazione nelle aree urbane per mitivi di congestione.
    Oltretutto incentivi a pioggia sarebbero di poco aiuto alla nostra economia: ormai l'80% delle auto vendute in Italia è prodotto fuori dei nostri confini. Incentivi quindi sì, ma a categorie limitate: elettriche e gpl/metano, non alle euro 6 in genere.
    Ultimo: temo che la storia degli incentivi si riveli l'ennesima scusa per AUMENTARE ULTERIORMENTE LA TASSA DI PROPRIETA' PER LE AUTO PIU' VECCHIE: chi più inquina più paghi, alla faccia di chi non ha i soldi per cambiare auto. Anche con gli incentivi, la sostituzione dell'auto resta per le famiglie italiane la spesa più rilevante, dopo la casa, e se uno ha pochi soldi, come fa?
     
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  3. U2511

    U2511

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    La storia degli incentivi, a partire dal Prodi 1996, dimostra che, come sono stati finora concepiti, hanno di fatto sussidiato i costruttori e non aiutato i clienti.

    Rammento proprio quello del 1996.
    Acquistai una Punto nuova pochi mesi prima del decreto incentivi. Quando uscì la norma, mi mangiai le mani pensando che se avessi atteso un po' avrei risparmiato bei soldini. Invece, alcuni mesi dopo, provando per curiosità a fare dei preventivi, mi accorsi che la differenza da pagare sopra il rientro della mia era rimasta invariata, ma che nel contempo la vettura era stata molto "semplificata" negli allestimenti.

    Ok agli incentivi, ma espressi nella stessa forma delle detrazioni sulle ristrutturazioni edilizie e riqualificazioni energetiche. Se l'incentivo viene dato all'atto dell'acquisto, se lo mangia il costruttore (per la sua maggiore forza contrattuale). Se invece viene riconosciuto in diciamo cinque anni all'acquirente, che nel frattempo deve pagare il prezzo normale e non incentivato, c'è la speranza che le case si facciano un minimo di concorrenza.

    Saluti
     
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  4. Divergent

    Divergent

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    Macchè incentivi, via accise solo iva, dimezzare costi trapassi e abolire balzelli tipo IPT, siamo in Europa o no?
    Così le persone girano di più, consumano di più e cambiano l'auto prima, in alternativa spendono maggiormente per la manutenzione.
    Dopotutto è questo che vogliono, far soldi.
     
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  5. gianlucapellegrini

    gianlucapellegrini Direttore Membro dello Staff

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    Sono un po' dispiaciuto che lo spunto non susciti l'interesse che merita. Molti si offendono perché si sentono tirati in causa sul tema dell'anzianità del parco circolante italiano, e affidano ai commenti la loro indignazione (come se la situazione fosse colpa loro e non l'esito di un'incapacità strutturale economico/politica). Ma quando poi si evoca una conseguenza potenzialmente devastante - ovvero non poter più girare con la propria auto (neppure particolarmente anziana) perché considerata inquinante - la maggioranza rimane inerte. Lo ripeto: una cosa è non poter cambiare macchina, un'altra è non poterla più usare.
     
  6. alexmed

    alexmed Moderatore Membro dello Staff

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    Io penso che se si volesse davvero diminuire l'inquinamento nei centri urbani bisognerebbe diminuire il traffico incentivando non il cambio dell'auto, ma l'abbandono dell'auto personale come mezzo di trasporto. Sicuramente è più complicato e costoso riorganizzare la mobilità delle nostre città rispetto un incentivo per cambio auto. Ritengo che in Italia abbiamo troppi automezzi, ci metto anche furgoni e camion.

    Poi sempre per la diminuzione dell'inquinamento bisognerebbe far maggiori campagne informative sui vantaggi di certe ristrutturazioni edilizie. Avessimo tutte abitazioni in classe A+ il fabbisogno energetico per riscaldare e raffreddare diminuirebbe drasticamente con tutti i vantaggi del caso.
     
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  7. bergat

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    Incentivi? quali? cambio macchina ogni 2 anni circa, ma di incentivi non ne ho mai visti. Forse perchè bisogna rottamare la propria auto. Ma le mie auto cambiate spesso, hanno poi un'altro proprietario e molti anni di vita seguente. Non è giusto che le amministrazioni vietino l'uso e la circolazione delle auto più vecchie con divieti e disincentivi. Casomai dovrebbero controllare lo stato dei riscaldamenti degli uffici pubblici, moltissimi dei quali ancora a carbone, e poi avete voluto il termoelettrico rispetto al nucleare? allora di cosa vi lamentate?
     
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  8. pilota54

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    Il discorso del direttore è sacrosanto. Forse non c'è tanta indignazione perchè c'è condivisione su quanto scritto, c'è avallo sostanziale. Mentre di solito molti intervengono più per contestare che per condividere.

    Peraltro se era ovvio che molti non cambiano l'auto perchè non se lo possono permettere dovrebbe essere altrettanto ovvio che proibire la circolazione a chi non ha soldi per comprare è sbagliato, anche se evidentemente non lo è per alcuni politici......

    Interessante l'intervento del collega Alexmed. Più che proibire la circolazione a certe auto, bisognerebbe incentivare l'uso dei mezzi pubblici, aumentando tutto ciò che li riguarda: metropolitane, autobus, tram, ecc., nonchè aumentare notevolmente i posti-parcheggio in prossimità dei centri storici, in modo tale da poter lasciare facilmente la propria auto e prendere il mezzo pubblico. Un po' come si fa nelle cittadine di interesse turistico, tipo Taormina o Portofino.

    Ho apprezzato per esempio il fatto che a Catania, la città dove sono nato e ho abitato fino a 6 anni fa (ora abito in un piccolo paese alle pendici dell'Etna), ora ci sia una lunga linea metropolitana, per ora la prima, ma in una città di 400.000 abitanti è già qualcosa. Peccato che non sia ancora molto frequentata.

    Per quanto riguarda gli incentivi penso che siano utili. In fondo il nostro paese come rapporto persone-automobili credo che sia al primo o ai primi posti d'Europa, quindi di macchine ne abbiamo tantissime, però sono mediamente un po' vecchiotte.
     
    Ultima modifica: 15 Luglio 2017
  9. bergat

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    A proposito di metropolitane; Monaco di Baviera un quarto della grandezza di Roma. Metropolitane a Monaco 22, Roma 3
     
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  10. dlwdeb

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    Io sono decisamente contro qualsiasi tipo di incentivo sia perché ormai non abbiamo più una produzione automobilistica nazionale e quindi significherebbe regalare soldi ad altri stati (i cui cittadini stanno decisamente meglio di noi, qui, escludendo pochi fortunati, stipendi da 2000 euro al mese sono un miraggio) sia perché sarebbe più saggio usare quei soldi per far ripartire la macchina industriale nazionale e creare posti di lavoro pagati in modo adeguato. Una volta che si creerà l'indotto, il resto verrà in automatico: più lavoro, più soldi, più auto nuove. Inoltre incentivi significa prezzi "gonfi" e altri trucchetti per spillare più soldi al governo e quindi ai contribuenti.
    Saluti.
     
  11. PanDemonio

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    Come già detto da più parti, gli incentivi non aiuterebbero gli utenti, ma i costruttori.
    La classe euro, la tecnologia di bordo, le dotazioni di sicurezza sono solo foglie di fico. Il problema non è quanto è vecchia la mia auto, ma come e perché sono costretto a usarla in un modo che non è più sostenibile. Occupare uno spazio di 8 mq, spostando 2 tonnellate di metallo, plastica e gomma, e bruciando qualche litro di carburante fossile per portare 80 Kg di persona al lavoro e ritorno non è più uno stile di vita che ci possiamo permettere. Tutto qui.

    La soluzione imho non è far inquinare meno l'auto, renderla più sicura e tecnologica, prestarmi soldi per invogliarmi a cambiarla spesso, ma fare in modo che io ne abbia bisogno il meno possibile, lasciandola la maggior parte del tempo in garage o non comprandola neppure.

    L'auto oggi è considerata indispensabile, e la patente un diritto invece che un traguardo. Dobbiamo tornare al tempo in cui l'auto era un lusso per pochi, mentre la maggioranza si spostava tranquillamente a piedi, in bici o con i mezzi pubblici.
     
  12. bergat

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    Si ma oggi non è ieri. I nostri nonni avevano la casa sopra la bottega. Oggi è un privilegio per pochi e i mezzi di trasporto per andare a lavoro, se si esclude l'auto, rappresentano un'avventura. Non viviamo all'estero, ma in italia
     
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  13. pilota54

    pilota54 Moderatore Membro dello Staff

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    Scusami ma questo è inesatto. Abbiamo un gruppo automobilistico che si chiama Fca, il cui pacchetto azionario di controllo è detenuto da una famiglia italiana, la famiglia Agnelli e, soprattutto in merito a quanto affermi, le cui produzioni effettuate in Italia (ovvero all'interno stabilimenti produttivi ubicati in Italia) sono passate da circa 400.000 unità a oltre 1.000.000 negli ultimi 3 anni. Questo è tra l'altro un dato oggettivo e non opinabile.
     
  14. dlwdeb

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    fca ha sede legale in olanda e fiscale, per il momento, in gran bretagna.. in ogni caso consigliami una sw o monovolume sotto i 30000 euro prodotta in Italia ...
     
  15. PanDemonio

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    Quelli con la bottega, forse. Operai e impiegati invece andavano a lavorare a piedi o con i mezzi.

    Giusto. Per questo credo che i soldi vadano spesi per potenziare, diversificare e migliorare le infrastrutture e il trasporto pubblico, invece di regalarli ai costruttori di auto con gli incentivi.
     

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