Quattroruote, quale strada per il domani

Quattroruote, quale strada per il domani | Pagina 15 - opinioni e discussioni sul Forum di Quattroruote

  1. gianlucapellegrini

    gianlucapellegrini Direttore Membro dello Staff

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    Dopo 14 pagine di dialogo, direi di terminare questa discussione per affrontarne altre. Le opinioni sono state tante e diverse, e le terremo in considerazione tutte. Dal confronto ho avuto l'impressione che una parte (anche larga) di chi frequenta il mondo digitale di Quattroruote non abbia esatta consapevolezza della differenza che esiste fra il web e la carta in termini di politica editoriale, finalità strategiche, modelli di business, valorizzazione della competenza, risorse, investimenti e costi. Facendola semplice, i principi del brand Quattroruote e del giornalismo che esprime sono sempre quelli: ma il valore dell'informazione generata cambia secondo il canale che viene utilizzato per distribuire i contenuti. Tema interessante in prospettiva: ci tornerò su.
     
    Ultima modifica: 7 Ottobre 2020
  2. Davz

    Davz

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    Be', cmq Io ho "goduto" parecchio in questa discussione direttore, ho partecipato e letto molto volentieri; spero di aver fornito qualche spunto interessante. Altrettanto spero siano un po' più frequenti i suoi interventi nella stanza del direttore..e le faccio una domanda; le emozioni che ha tratto alla guida di un auto elettrica. Non è una provocazione, una semplice domanda, grazie.
     
  3. gianlucapellegrini

    gianlucapellegrini Direttore Membro dello Staff

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    Da appassionato della bella guida suggerisco a tutti di provare un'elettrica di livello (i3, Tesla, le coreane, Audi, Porsche): i pregiudizi scompaiono all'istante. Ho guidato una i3 per un anno e ne sono stato entusiasta. Però sono un privilegiato che ha a disposizione più macchine e una colonnina rapida dove lavoro 10 ore al giorno. Al netto degli altri temi industriali, energetici e macroeconomici di cui ho scritto più volte, oggi l'elettrico non è un'alternativa a un'auto tradizionale, per i costi d'acquisto ed esercizio e per le oggettive limitazioni funzionali di un'ecosistema ancora acerbo.
     
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  4. a_gricolo

    a_gricolo

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    Gentile Direttore, scommetterei uno spritz (che per me è un'enormità) che sul feeling di guida delle elettriche, e soprattutto quelle da lei citate, non esistano pregiudizi di sorta. Anzi, caso mai c'è più la stizza di non poterle usare sul serio, vuoi per i costi, vuoi per la logistica

    ...e abbiamo detto tutto. Il restante 99% degli automobilisti, purtroppo non lo è.
     
  5. Davz

    Davz

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    Ho provato solo la I3 per adesso, me la offrirono come prova quando portai la mia ex 430i a fare il tagliando. Indubbiamente la coppia a zero è gradevole, sul resto..dovrò lavorarci. No rumore, no allungo, praticamente no frenata...anche in curva il freno motore si fa sentire, bisogna guidare proprio diverso da come ero abituato. In città è perfetta, guida diciamo sportiva..un po' meno secondo me. Ma forse è abitudine.
     
  6. carcarlo71

    carcarlo71

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    Mi scusi, ma io vi pago già un abbonamento per la rivista, e dovrei spendere 0,5 € per ogni articolo interessante?
    Se ne trovo uno al giorno, a fine anno avrò speso almeno 200€!
    Capisco che il lavoro ed i contenuti vadano pagati, ma mi sembra che stiate esagerando.

    Sono vostro lettore da una vita, ed integravo la rivista con le news più interessanti, alla prossima scadenza non rinnoverò l'abbonamento e smetterò di frequentare il sito.

    Saluti
     
  7. a_gricolo

    a_gricolo

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    In realtà il rumore c'è, anche se è più da carrello elevatore che da auto, e comunque resta il rotolamento dei pneumatici, Infatti, le Tesla non sono così silenziose rispetto alle concorrenti, vedi anche prove di Quattroruote. Per l'allungo, è vero. Non ci si fa caso su auto potentissime come le solite Tesla, ma sulle utilitarie (che guarda caso, dovrebbero essere quelle da grandi numeri), dopo lo sparo iniziale non ce n'è più, ed è perfettamente logico data la curva (anzi, la retta) di coppia decrescente dei motori elettrici.
     
  8. gianlucapellegrini

    gianlucapellegrini Direttore Membro dello Staff

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    Quello iniziato oggi è un test per misurare l’interesse delle persone verso un nuovo “canale”: dalla necessità di capire quali sono i contenuti che suscitano più richiamo deriva la scelta di far pagare il singolo articolo. A regime, ovvero dall’inizio del 2021, il Premium diventerà un prodotto editoriale in abbonamento; sarà quello il momento, inoltre, in cui verranno predisposte le offerte per gli abbonati e i bundle carta+Premium.
     
  9. carcarlo71

    carcarlo71

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    Capisco il principio su cui vi siete basati, ma penso che la modalità sia sbagliata.

    Per tre mesi, determinati tipi di articoli che prima erano accessibili lo saranno solo a pagamento singolo; troppo tempo.

    Per di più, alcuni articoli già esistenti ed accessibili gratuitamente sono diventati "premium"; ad esempio:
    Ferrari SF90 Stradale - La quiete prima della tempesta
    B-Suv FCA - Un'invasione di piccole crossover

    Mi spiace, ma secondo me non ci siamo.

    Cordiali saluti.
     
  10. Davz

    Davz

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    Sì, scusami, intendevo il suono del motore. Non solo come "piacere" del "rombo", anche perché sulle auto moderne insomma...è quello che è, figurarsi le diesel. Ma anche per l'associazione mentale tra il suono e la cambiata, l'entrata in coppia del motore...roba da old driver insomma. Sul fronte rumore nell'abitacolo la I3 mi parve molto curata, poi non so se fossi mentalmente condizionato dal provare una EV.
     
  11. gianlucapellegrini

    gianlucapellegrini Direttore Membro dello Staff

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    Nel Premium non esiste alcun contenuto prima gratuito e trasformato a pagamento. Il video della Ferrari pubblicato in occasione del lancio era un'impressione di guida lunga 7 minuti e mezzo (del resto, è ancora presente): quello nella sezione Premium è un documentario di 26, con la disamina tecnica di Massai. Però abbiamo sbagliato a usare lo stesso titolo: lo cambiamo. Sull'altro, credo si confonda: quello sulle B Suv FCA è un articolo inedito, con rendering inediti.
     
  12. dardon

    dardon

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    Caro Direttore,
    la svolta verso l'elettrificazione appare ormai ineluttabile agli addetti ai lavori, tuttavia secondo me la percezione presso la "gente comune" è che la medesima sia più una presa di posizione "ideologica", espressione di un'oligarchia politico/amministrativa distante anni luce dalle problematiche di chi deve sbattersi ogni giorni per far quadrare i bilanci familiari/aziendali con stipendi/costi e problematiche che non sono certo comuni a quelli di coloro che prendono le decisioni sul destino del settore automobilistico.
    Far passare la VW ID3 come una "rivoluzione" secondo me è una questione di puro marketing più che di sostanza, perché al netto degli sconti comprare una macchina con finiture da Up! e prezzo da Passat top di gamma non sembra ai più una gran trovata, in particolare per l'utente che piglia una media di 1300 euro di stipendio al mese (per non parlare di apprendisti, commesse, etc) al quale sembrerebbe rivolta (non credo che benestanti ed esponenti del jet set faranno a gara per accaparrarsela, salvo i casi non infrequenti di gente pagata per farlo...) Da quello che sento in giro la svolta elettrica sembra pertanto più una "fregatura" per i moltissimi che non possono permettersi Tesla o similari, e non credo che sia solo una questione di "emozioni" e/o nostalgia,pertanto certe decisioni potrebbero scavare un "solco" a livello sociale tra quelli che la svolta green se la possono permettere e quelli che motivi di necessità si arrabattano con ciò che passa il convento, sentendosi magari pure "puniti" dal sistema. Le auto elettriche (ma anche ibride plug-in) per molti sono semplicemente troppo costose, quindi non è solo un problema di infrastrutture che mancano... inoltre sul mercato dell'usato ce ne saranno pochissime ancora per tanto anni e quelle che si troveranno saranno realmente acquistabili considerati i cicli di ricarica delle batterie che le portano ad esaurimento fisiologico? Uno smartphone ormai lo butti dopo tre anni quando la batteria si esaurisce (li fanno non a caso con la batteria integrata, per non fartela cambiare come si faceva con i vecchi Nokia), ma una macchina come la mettiamo se cambiare l'accumulatore costa molte migliaia di euro a fronte di un valore residuo prossimo allo zero? Praticamente le macchine elettriche (ma anche le ibride plug in) saranno invedibili da usate, a causa dei costi di ripristino delle batterie...
    Detto questo purtroppo condivido anche alcune critiche all'attuale impostazione di QR. Sono lettore fedele dal mese di settembre 1983 (Fiat Regata in copertina) e l'attuale versione delle rivista mi sembra un po' troppo fredda e schematica, quasi con un problema di "qualità percepita" (come si dice per le finiture di alcune vetture) e sembra che la "svolta digitale" sia entrata subdolamente anche nelle pagine cartacee. L'aver eliminato la "Voce dei lettori"(già da qualche anno ormai) ha creato una sorta di distanza tra lettore e rivista, mentre in passato era proprio il rapporto quasi "diretto" che faceva la forza di QR (alcune lettere/editoriali degli anni '70 faranno un po' sorridere ai giorni nostri, ma davano l'idea del legame forte che c'era tra Mazzocchi ed i suoi lettori, tanti che molti spingevano addirittura per un "Partito di QR"). Anche l'impaginazione era più "calda", più "analogica" (foto, disegni, strutturazione interna) per non parlare delle copertine (le attuali sono tecnicamente "perfette" ma quasi tutte uguali e francamente non me ne ricordo una da molti anni a questa parte, mentre quelle fino a vent'anni fa le ho stampate in mente, potrei quasi citarle a memoria). Infine i contenuti: la qualità del centro prove non si discute, però l'attuale impostazione "diversificata" dei test per tipologia/modello secondo me ha fatto perdere molto in termini di autorevolezza: le precedente strutturazione "rigida" per argomenti prevedeva una schema di analisi standardizzato era secondo me era molto più rigoroso e permetteva un confronto diretto tra le varie vetture, anche di segmenti diversi, e per questo era molto "vicino" alle esigenze del lettore comune, che di norma usava QR proprio come supporto nella fase di scelta della propria automobile. Ora invece è tutto più discorsivo ed spesso superficiale per taluni aspetti (non per altri, ma dipende dal modello esaminato) ed il lettore alla fine ha perso molti elementi di analisi, confronto e conoscenza (le schede tecniche ad esempio sono in alcuni casi scomparse) e quindi non ha più quel supporto "oggettivo" e "democratico" che evitava di dover ricorrere al parere (spesso interessato) del meccanico, del parente che lavora in Concessionaria, dell'amico che ne sapeva di più (proprio quello che Mazzocchi aveva contribuito a superare...). Sono stati persi anche alcuni elementi di contorno che rendevano completa la rivista, tipo le pagine dedicate allo sport automobilistico, ad esempio la presentazione della stagione dei rally e della F1/Endurance, con le schede di sintesi delle macchine/squadre/piloti e l'analisi tecnica delle principali novità... al giorno d'oggi solo i super appassionati conoscono le caratteristiche di una macchina da corsa mentre al tempo solo leggendo QR sapevamo quasi tutto di una Delta S4 o di una Ferrari F1 (i miti nascevano anche così).
    Inoltre troppe prove di supercar... per carità, esistono pure quelle (ed anche in passato facevano sognare sulla rivista, però bastava una prova per numero rivolta a questo tipo di vetture), ma quando si parla quasi solo di auto da oltre 100000 euro si crea un evidente iato con la tipologia di lettore che (giustamente) aveva immaginato Mazzocchi.
    In sostanza QR è diventato troppo simile a Top Gear per certi aspetti, e ad Al Volante per altri.

    Infine pochi consigli pratici:
    1. cambiate l'impostazione delle copertine di QR: avete fotografi bravissimi, trovate il modo di farli esprimere al meglio, con un po' più di estro artistico e personalità, per renderle nuovamente "memorabili"
    2. come già le riviste tedesche, fate periodicamente prove, confronti e test di durata di auto usate di interesse comune (segmento B-C-D), esattamente come per le macchine nuove... moltissimi cercano informazioni di questo tipo, tra giovani, impiegati, operai, etc.
    3. ripristinate il filo diretto con i lettori, reintroducendo nelle pagine della rivista la 'Voce dei lettori', creando magari all'interno del portale una sezione dove i medesimi possono fare le domande, le più interessanti delle quali potranno essere pubblicate.
    4. ripristinate all'interno delle Prove su strada il giudizio sull'estetica, affidandolo ad un designer di comprovata fama (ad esempio Fiorovanti, Martin, etc): in passato questa voce ha fatto discutere in molti, ma era un elemento unico della rivista ed il lettore era sempre curioso di sapere "cosa ne pensava QR" anche su questo aspetto, che da sempre è fondamentale nella scelta.
    5. ridate spazio allo sport dei motori, con analisi tecniche chiare e non ridondanti (Massai è bravissimo, ma spesso troppo tecnicistico e "compiaciuto") ed il commento di un bravo giornalista sportivo e/o un ex pilota dai giudizi non banali (ad esempio Jacques Villeneuve)
    6. ripristinate il listino prezzi completo: è una questione di immagine imprescindibile e se gli allestimenti sono troppi basta seguire il "trucco" degli anni 70, quando venivano messi a margine con indicato solo il prezzo, mentre i dati di completi erano riferiti al modello principale per tipo di motore.
     
    Ultima modifica: 14 Ottobre 2020
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  13. il_ghianda

    il_ghianda

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    Ha ragione da vendere Dardon, la penso esattamente come lui.
    Direttore, provi a sfogliare un Quattroruote dei primi anni 80 e lo confronti con quello attuale (con le dovute proporzioni, ovviamente).
    Le foto delle auto erano tutte spettacolari, tutte di traverso o su tre ruote. I testi delle prove erano divisi per categoria con una trattazione specifica : plancia, motore, cambio, ecc ecc. Se volevi sapere qualcosa sapevi dove trovarlo e lo trovavi.
    Prove di durata fantastiche, raid in Germania pura poesia, e tanto altro.
    Adesso e' sparito tutto, le foto delle auto sono tutte lungo la riva di un lago o in un centro storico iperfiltrate, statiche, finte. Il testo e' un discorso unico che dice e non dice, diverso a seconda di chi scrive dove trovare e sapere come risponde lo sterzo o come tiene in curva l'auto e' un terno al lotto (se chi scrive aveva voglia di descriverlo bene, senno' niente).
    Non pretendo di tornare ai sovrasterzi con le auto da famiglia (che belli) ma neanche un simile appiattimento.
    Troppi dati, troppi numeri, poco scritto, poca passione, tutto uguale.
    Indipendentemente dall'elettrico o meno.
    Ho 50 anni, fino ai 40 lo compravo tutti i mesi e lo aspettavo con trepidazione.
    Ora sono anni che lo sfoglio dal parrucchiere senza entusiasmo.
    Saluti
    Michele
     
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  14. pilistation

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    Vale la stessa cosa per la pubblicità delle automobili, non ti stanno vendendo un veicolo, ma "la libertà".
    La libertà di cosa? Stare tutti i giorni in coda per andare a lavorare???

    L'ultima pubblicità decente che ho visto non è neanche arrivata in Europa, era la GT86 che scimmiottava il test dell'alce con una bella sagra del traverso a gomme fumanti.

    Qui in Italia vedo solo crossover grigie che attraversano città vuote. E quindi? Che emozione mi stai vendendo? Che mi sono drogato, non vedo il traffico e sto uccidendo centinaia di persone pensando che la città sia vuota?
     
  15. carlo alberto

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    Questa sincera frase purtroppo sulla rivista, a mia memoria, non è mai stata scritta.
     

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