Il paradosso elettrico: quanto costa essere puliti

Il paradosso elettrico: quanto costa essere puliti | Pagina 72 - opinioni e discussioni sul Forum di Quattroruote

  1. Guastatore1986

    Guastatore1986

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  2. a_gricolo

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  3. Guastatore1986

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    Quello non lo metto in dubbio. Però si dia il caso che negli USA il carburante, rispetto a noi, continui a costare uno sputo.
     
  4. morrissel311

    morrissel311

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  5. mazzol

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    Indipendentemente dai problemi di smaltimento e riciclo che per grossi quantitativi di moduli uguali e' meno problematico rispetto a forniture tutte differenti, la copertura di spazi che sono gia' stati tolti alla terra va' avanti. Qui si parla di relativamente piccole installazioni di una trentina di km ciascuna, .... Noi abbiamo 44 mila km di strade ferrate ... http://www.fotovoltaicosulweb.it/gu...nel-ferroviario-a-copertura-fotovoltaica.html
     
    Ultima modifica: 17 Ottobre 2021 alle 10:31
  6. Vittorio

    Vittorio

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    Cerco di sintetizzare il mio pensiero sulla mobilità elettrica a 360 gradi.

    Innanzi tutto il costo di un'auto elettrica (una normale berlina da famiglia, non maxi suv o supercar ...) è ancora troppo elevato per chi campa di uno stipendio normale, un vero lusso di questi tempi. Probabilmente in futuro con la produzione in grandi numeri i prezzi caleranno ma adesso la situazione è questa, in più forzare a cambiare auto è una produzione di CO2 inutile.

    Chi ha un garage può installare una wallbox e ricaricare senza troppi problemi, ma visto che la stragrande maggioranza degli automobilisti lascia l'auto parcheggiata per strada bisognerebbe installare decine di milioni di colonnine, una vera utopia. Oggi le colonnine sono poche, intere zone non ne hanno neanche una e comunque non possono essere utilizzate come parcheggi, appena carica l'auto deve essere spostata anche in piena notte pena multe da parte dei gestori della colonnina.

    Un altro problema, il maggiore, è rappresentato, oltre che dalla scarsa autonomia (quelle dichiarate sono farlocche, perché testate in condizioni impossibili su strada) dai tempi di ricarica troppo lunghi. Parliamo di ore, quando per un pieno di benzina o gasolio bastano pochi minuti. Le ricariche fast vanno usate con parsimonia perché danneggiano le batterie. Chi lavora non ha tempo da perdere, un lungo viaggio deve essere pianificato al chilometro per non rischiare di rimanere a piedi, e quando arrivi alla tanto agognata colonnina la trovi guasta, occupata o intralciata da un'auto non elettrica che nessun vigile multa.

    E veniamo al capitolo energia. Se tutto il parco circolante fosse elettrico non ci sarebbe abbastanza energia elettrica per ricaricarle tutte e questo è lapalissiano. Fonti rinnovabili? Ben vengano, ma non saranno sufficienti, hanno troppi limiti, se non tira vento le pale non girano, appena fa buio o è inverno i pannelli fotovoltaici smettono di funzionare, se non piove i bacini idrici si prosciugano e le turbine idroelettriche non producono elettricità. E allora saremmo costretti a ricorrere ai combustibili fossili e al nucleare(!). E l'aumento di domanda provocherà l'aumento dei prezzi, abc del mercato. E comunque costruire centrali significa investimenti che poi ricadranno sulle bollette e sulle ricariche. E una volta prodotta l'energia dovrà essere trasportata, quindi serviranno nuovi elettrodotti, ma dove si costruiranno, visto che sindaci e cittadini sono pronti a scendere in piazza coi forconi se sentono la parola elettrodotto e il proprio Comune nella stessa frase? E chi li pagherà?

    E vogliamo parlare dell'inquinamento provocato dalla produzione delle batterie e dallo smaltimento di quelle esauste? Vero che qualcosa si può recuperare e riciclare, ma ci ritroveremo comunque con rifiuti altamente tossici da smaltire.

    E vogliamo parlare dei cambiamenti climatici? Ci sono, c'è poco da dire, ma se Greta e gretini studiassero prima di sputare sentenze saprebbero che i cambiamenti climatici non sono tutti attribuibili all’uomo e soprattutto alle auto. Certo, meno si inquina meglio è ma se quei pazzi talebani a Bruxelles vietassero davvero i motori a benzina e gasolio distruggerebbero l'economia, milioni di posti di lavoro, ed avrebbero recuperato, forse, solo un qualche punto percentuale di CO2, il paradosso di Zenone è meno paradossale.
     
    Ultima modifica: 17 Ottobre 2021 alle 08:55
    A ilValV piace questo elemento.
  7. Streamliner

    Streamliner

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    Quindi non facciamo niente, continuiamo allegramente così com'è, finiamo il petrolio (fusse mai di perdere un po' di tempo a fare il pieno di qualcos'altro!) e chi arriva dopo si attacca.
     
  8. keyone

    keyone

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    Un po' di "geoecologia" [​IMG]
     
  9. keyone

    keyone

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    • [​IMG]


      Cina, principale inquinatore
      Pechino, medaglia d’oro nelle emissioni, assicura che il picco sarà raggiunto prima del 2030. E il presidente Xi Jinping si è dato come orizzonte altri 30 anni, il 2060, per raggiungere la neutralità carbonica. Primo leader a farne una “priorità nazionale”, un mantra ripetuto ad ogni vertice pur tuttavia senza spiegare come ci riuscirà.

      A oggi la Cina non ha svelato ancora nessun piano per raggiungere l’ambizioso obiettivo. Che, vista la struttura dell’economia e il ruolo che hanno avuto gli impianti a carbone negli ultimi 40 anni nella mega industrializzazione del Paese, è impresa titanica.

      Ma Xi sa che la sfida è strategica internamente ma pure sul piano internazionale, per presentarsi come potenza responsabile ai prossimi appuntamenti come la Cop26 e soprattutto agli occhi degli Usa.



      Summit sul clima: la super crescita dei giganti Cina e India, le mire russe e le richieste brasiliane. Numeri e contraddizioni che i leader dovranno affrontare
      dal nostro corrispondente Federico Rampini22 Aprile 2021
      [​IMG]


      La transizione ecologica cinese
      “Tra non molto sveleremo i nostri piani”, ha detto una settimana fa Xie Zhenhua, l’uomo scelto dal presidente come inviato per il clima. A parole annuncia di voler “ridurre progressivamente” l’uso del carbone dal 2026. Ma la realtà è che le centrali si moltiplicano: una sessantina quelle in costruzione.

      La transizione sarà tutt’altro che facile: per le preoccupazioni sulla sicurezza energetica, per la stabilità economica, per i potenti interessi locali e delle gigantesche imprese statali che spingono la Cina dalla parte opposta.

      Affinché Pechino faccia in tempo a rispettare gli impegni presi, da qui al 2050 il 90% della sua produzione energetica dovrebbe derivare dalle rinnovabili e dal nucleare spiegano i ricercatori dell’università Tsinghua. Oggi siamo soltanto al 15%.

      Cina, prima anche nella produzione di energia verde
      Il governo però si muove, finanziando sempre più impianti nelle sconfinate regioni dell’Ovest che dovranno essere in grado di fornire energia pulita alle sempre più fameliche metropoli della costa Est. È qui la contraddizione cinese: prima al mondo per emissioni, ma prima pure nella produzione di energia verde.

      La Cina genera più energia solare di qualsiasi altro Paese e le nuove centrali eoliche sono state nel 2020 il triplo di quelle costruite in qualsiasi altra nazione. Segno di dove il Dragone vuole andare.

      Ma serve fare di più. “La Cina è in una fase di crescita tale che sta rimettendo in discussione i progressi realizzati finora”, ricorda Li Shuo di Greenpeace China. “La soluzione è mettere fine alle energie fossili, ma agire troppo in fretta è ancora percepito come un suicidio politico”.

      Il progetto di Modi in India
      Una spinta prova a darla pure l’India, che produce il 7% di tutti i gas serra del mondo. Qui, il 64% dell’elettricità, arriva dal carbone.

      Il governo Modi, con il suo ambizioso progetto “Atmanirbhar Bharat”, sta investendo in modo aggressivo nell’eolico e nel solare. Dal 2008 al 2018 l’uso dell’energia rinnovabile ha segnato un +17%. Una rivoluzione che però al momento è ancora troppo dipendente dalle importazioni proprio dalla Cina.

      Le prime mosse sono state quelle di imporre una tassa di importazione del 15% sui componenti dei pannelli solari. La seconda è stata quella di sanzioni doganali che da aprile 2022 tassano i moduli solari del 40% e le cellule solari del 25.

      Il tutto è mirato a disincentivare le importazioni cinesi e a fornire maggiori garanzie alle piccole e medie imprese. Ma la verità è che l’India non è in grado di trovare alternative meno costose delle importazioni cinesi e sarà costretta a continuare la sua dipendenza da quello che diventa un nemico sempre più incontenibile.
    https://www.repubblica.it/esteri/20...er_il_clima_passa_per_cina_e_india-313623806/
     
    Ultima modifica: 17 Ottobre 2021 alle 01:15
  10. mazzol

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    L'Italia e' seconda al mondo per vetture ogni 1000 abitanti, preceduta dal Principato di Monaco.
    La Cina occupa il primo posto perche' invece di rendere meno inquinanti le fabbriche si e' preferito trasferirle in quella nazione dove i controlli "probabilmente" sono assenti.

    Personalmente io piu' che il prezzo di vendita quando acquisto qualcosa cerco dove e' stato fatto.
    Se con questa affermazione riuscissi a convincere "una persona" a fare altrettanto sarebbe buona cosa.
     
  11. mazzol

    mazzol

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    L'importanza dell'Italia in questa fase potrebbe essere molto forte, Da tempo sostengo che dovremmo utilizzare le strade per realizzare una enorme fonte di energia ... e di contrasto alla disoccupazione.

    Fabbricare in Italia cio' che serve all'Italia per costruire questa indipendenza dalle importazioni di energia e' il punto chiave. Non si puo' impostare la crescita dipendendo da altri, questa dipendenza esiste e non va' eliminata subito ma ridotta gradualmente.

    Ho postato in precedenza questo link che probabilmente non e' stato letto : http://www.fotovoltaicosulweb.it/gu...nel-ferroviario-a-copertura-fotovoltaica.html
    L'aspetto interessante sono le foto delle realizzazioni fatte da altri (ma vi e' anche la stazione di porta Susa a Torino) utilizzando gli spazi gia' occupati per il traffico per trasformarli "anche" in aree destinate alla produzione di energia.

    Si parla tanto di investimenti pubblici per rilanciare l'economia ecco se ci si orientasse arilanciare la "nostra" economia e non quella di altre nazioni, una forma di autarchia destinata a fornire la prospettiva all'Italia di affrancarsi dalla dipendenza energetica, il consenso sarebbe notevole.

    Chiudono fabbriche che potrebbero costruire altro ... sulla base di un programma di ambio respiro un programma da realizzare entro il 2050. Un programma di sviluppo per 25 anni ... una generazione senza disoccupazione.

    E non servono investimenti enormi ....ogni anno si realizza un venticinquesimo dell'obiettivo di affrancarci dalla dipendenza energetica tramite solare e vento un investimento da ammortizzare in dieci anni con i risparmi sulle importazioni. Mentre la gente lavora, produce ed installa quanto serve.
     
  12. keyone

    keyone

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    Ma , a prescindere dal numero di veicoli ogni 1000 abitanti , ciò che intendevo sottolineare è che La Cina è il primo "produttore" al mondo di gas serra , seguito dall'India , principalmente in quanto queste due nazioni continuano ad utilizzare alla grande il carbone come combustibile per produrre energia .

    La Cina sta cercando di diversificare con energie rinnovabili , ma soprattutto con il nucleare , il quale - si sa - oltre al pericolo , remoto , ma non escluso di incidenti ,causa grossi problemi nella gestione delle scorie , amplificati in regimi totalitari e o infiltrati e condizionati dalle mafie e altre organizzazioni criminali . Il nucleare cinese non pare inoltre , almeno sin ora , di ultima generazione , quella citata da Cingolani come la 4a generazione , caratterizzata dalla riduzione drastica delle scorie.

    L'India invece prosegue imperterrita , senza dar segno di ripensamento , nell'uso massiccio del carbone , sia per la produzione di energia , sia per tutti gli usi industriali , artigianali e civili , compreso il riscaldamento delle abitazioni , tanto da non poterne fare a meno , pena il crollo della sua economia.

    Ora , sicuramente l'Europa e l'Italia di conseguenza , devono dare il buon esempio nella riduzione delle emissioni di gas serra e - aggiungo io- nell'inquinamento in generale , ma il problema non verrà risolto se non affrontato in maniera globale.

    Ne consegue , sempre secondo me ovviamente , che penalizzare troppo - e qui di nuovo sono d'accordo con il Ministro alla transizione ecologica- la nostra economia per aderire avanguardisticamente alle emissioni zero , con perdita notevolissima di posti di lavoro e distruzione di enormi capitali non sia assolutamente una linea equilibrata , soprattutto perchè l'Italia - e nemmeno l'Europa- da sole riuscirebbero a migliorare sensibilmente il livello di gas serra e di inquinamento da cui è afflitto il pianeta terra...

    https://www.huffingtonpost.it/entry...n-bagno-di-sangue_it_60dd5be9e4b070f97b395e99

    "....Noi siamo solo una parte dell’Europa e l’intera Europa emette solo il 9 per cento della CO2 del mondo. Il resto dell’inquinamento viene da altri paesi e altri continenti. Se non riusciremo a convincerli, a impegnarsi anche loro, anche i nostri obiettivi saranno a rischio. Noi comunque dobbiamo impegnarci a fare fino in fondo la nostra parte”...."
     
    Ultima modifica: 17 Ottobre 2021 alle 13:09
  13. Vittorio

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    Come novelli Don Chisciotte, combattiamo contro nemici (in)visibili,
    senza nemmeno l'aiuto di un Sancio Panza, o di una Dulcinea a cui dedicare le nostre gesta.
    La prima volta è una svista, la seconda un errore, alla terza sei un xxxxx.

    MANTENIAMO UN LINGUAGGIO NON OFFENSIVO.
     
    Ultima modifica di un moderatore: 17 Ottobre 2021 alle 21:00
    A bauscia e a_gricolo piace questo messaggio.
  14. keyone

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    Scusi un po' , chi sarebbe xxxxx ?
     
    Ultima modifica di un moderatore: 17 Ottobre 2021 alle 20:56
  15. keyone

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    Aspetto una risposta : L'insulto è rivolto a me , al ministro Cingolani , visto che la frase in grassetto , da lei riportata , è sua , di Cingolani , o a chi ?
     
    Ultima modifica: 18 Ottobre 2021 alle 00:04

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