Il gioco dei numeri sulle scelte di mobilità

Il gioco dei numeri sulle scelte di mobilità - opinioni e discussioni sul Forum di Quattroruote

  1. gianlucapellegrini

    gianlucapellegrini Direttore Membro dello Staff

    Iscritto:
    1399891177
    Messaggi:
    167
    Piaciuto:
    62
    Torno un attimo sul tema dei ciclisti, dopo un post di mesi fa che aveva suscitato un certo fervore tra i lettori (dicevo che chi va in bicicletta deve rispettare il Codice, e questo sembrava aver sconvolto molti). Chi ha la pazienza di seguire il mio spazio sul Forum saprà quanto ritenga inutili e puramente propagandistiche le piste ciclabili urbane fatta all'italiana: cioè monche, che non vanno da nessuna parte o che, peggio ancora, intersecano i loro flussi con quelle delle automobili. Plaudo, invece, a come si affronta il problema della mobilità all'estero (tipo Germania), dove il tema non è politico, bensì funzionale; e dove le scelte non vengono fatte per assecondare orientamenti ideologici, ma per organizzare un servizio di mobilità che integri trasporto privato, reti pubbliche, pedoni e bici. Stamane ho avuto l'ennesima conferma di come certi argomenti, in Italia, ubbidiscano a criteri del tutto privi di logica. Leggo su Repubblica di un test, effettuato a Milano, "che promuove i ciclisti urbani". Vado subito a leggere, perché in effetti altrove la cosa sta assumendo proporzioni da boom (vedi Londra). Richiamo in prima pagina inserto Milano: "crescita di passaggi del 25%". Commento di Legambiente: "La mobilità ciclistica finora si è adattata alla citta. Ora è la viabilità urbana a doversi adeguare". Incuriosito dai soliti toni apocalittici, vado a leggere bene di che si tratta. Mezza pagina all'interno. Test effettuato in due direttrici "di forza" milanesi dalle 7,30 alle 9,30. Ebbene, sapete da quali numeri sono state ricavate le mirabolanti percentuali? Eccoli. "I volontari di Legambiente hanno contato 605 passaggi in una strada e 447 nell'altra". In due ore. Ergo, "l'enorme spazio dedicato alle auto deve ridursi per contemplare la mobilità ciclistica". A me, simili ragionamenti fanno inorridire. Un numero ridicolo, specie se confrontato con quelli delle macchine private e degli utenti del trasporto pubblico, viene usato come verità inconfutabile dalla quale far derivare una rivoluzione. Ripeto per l'ennesima volta: non si tratta di essere pro qualcosa o contro qualcuno; si tratta di affrontare il problema seriamente.
     
  2. Ex Batri

    Ex Batri Moderatore Membro dello Staff

    Iscritto:
    1354104068
    Messaggi:
    5.062
    Piaciuto:
    687
    Buongiorno Direttore, sono pienamente d'accordo.
    Sono milanese e uso spesso la bici.
    Da anni, per puntiglio personale (o per scommessa), cerco di utilizzare le piste ciclabili fatte a tronconi monchi.

    Devo ammettere che negli ultimi anni la nostra città sta investendo nel completamento di questi "tronconi".

    Però vedo un logica di fondo contraria alle auto e il loro parcheggio.

    Sui viali delle regioni ( Viale Romagna) si stanno eseguendo dei lavori assurdi nei contro viali con l'esecuzione di chicane, dossi e paletti, fatti apposta per ridurre drasticamente il parcheggio delle auto (ridotto di un buon 35 %) e il loro regolare scorrimento (ci fu un articolo di 4R in proposito l'anno scorso).

    Si dice che l'assessore alla viabilità di Milano non abbia mai avuto la patente e questa potrebbe essere un'altra spiegazione a questi interventi assurdi e onerosi.
     
  3. rickyjungle

    rickyjungle

    Iscritto:
    1401097571
    Messaggi:
    196
    Piaciuto:
    21
    Direttore sa meglio di me che i numeri da soli vogliono dire poco... e soprattutto ognuno li gira a proprio piacimento...

    I numeri vanno inseriti in un contesto preciso, vanno affiancati ad altri numeri se necessario per farli capire meglio...

    Purtroppo non è nel DNA dell'italiano questa facoltà... è a livello istituzionale questa facoltà viene portata a livelli "sublimi".

    La verità è che qui essendo più o meno gestito tutto alla "membro di segugio" (limitiamoci per ora alla viabilità) è pressoché impossibile venirne fuori... ci vorrebbe una visione a lungo termine, per il quale si inizi a decidere quale priorità si vuol dare alle grosse città (auto private, auto condivise, mezzi pubblici interrati o fuori terra, bici etc..) e a quel punto studiare politiche per il quale i vari lavori, ristrutturazioni e via dicendo vengano studiati e realizzati in quella direzione...

    Purtroppo in questo paese ritorno a dire che è impossibile in quanto tutto viene abbassato al mero colore politico, per cui una cosa non è utile o inutile per la comunità, ma è utile o inutile a seconda di chi quella cosa l'ha decisa, e ovviamente ad ogni cambio "colore" il pregresso viene smantellato oppure buttato nel cesso
     
  4. Murmur

    Murmur

    Iscritto:
    1431276207
    Messaggi:
    28
    Piaciuto:
    10
    Quindi, ricapitolando, a Milano (e in generale in Italia) le piste ciclabili sono poche e fatte male, ma ci si stupisce che le bici sono poco utilizzate?
     
  5. cibeles

    cibeles

    Iscritto:
    1290269278
    Messaggi:
    236
    Piaciuto:
    1
    Il servizio di bikesharing è usato da 12.000 persone al giorno, significano tanto auto in meno in giro, ovviamente non tutte le città hanno la conformazione di Milano, ma ove possibile la bici può dare una grossa mano a migliorare la mobilità cittadina (basti pensare alle città del Nord Europa che hanno un clima molto più rigido del nostro). Detto questo sinceramente non capisco l'accanimento del direttore nei confronti dei ciclisti e della bicicletta in generale.
     
  6. U2511

    U2511

    Iscritto:
    1381913958
    Messaggi:
    9.727
    Piaciuto:
    1.937
    Condividendo la premessa sulle differenti conformazioni urbane, io sono invece molto infastidito dall'orda di nuovi ciclisti che, quasi a guisa di parvenu delle due ruote azionate a gembe, pretendono sistematicamente di dettare il loro personalissimo codice della strada: il contromano è un loro diritto, le luci sono un oggetto preistorico, il giubbino o le bande ad alta visibilità un obbrobrio estetico, mandare a quel paese chi osa dare un colpetto di clacson per avvertirli, un imperativo categorico. Prima o poi, e spero di non essere coinvolto, ci scapperà il morto e sarà da aspettarci i peana degli ultrà a due ruote contro l'automobilista di turno, anziché chiedersi quanto idioti sono. Parlo della maggioranza dei ciclisti della mia zona - tra l'altro geograficamente poco idonea alle bici, ma accomunata a Milano da un assessore che fa fatica a distinguere un volante da una ruota (sono sempre tondi, no?).

    Rieducazione obbligatoria dei ciclisti a parte, sono necessarie viabilità completamente separate, come appunto in Germania, dove nessuno si sogna di demonizzare le auto, i cilcisti ed i pedoni. Anzi, lì vi sono tre viabilità separate, e se un pedone entra in pista ciclabile poco manca che lo espongano a pubblico ludibrio.
     
  7. cibeles

    cibeles

    Iscritto:
    1290269278
    Messaggi:
    236
    Piaciuto:
    1
    Solite generalizzazioni (per educazione ometto l'aggettivo) come se gli altri utenti della strada fossero scandinavi. Sarebbe meglio invece parlare di diffusa maleducazione che colpisce diffusamente tutto il paese e di conseguenza molti, moltissimi automobilisti, camionisti, motociclisti e, naturalmente, anche i ciclisti financo i pedoni.
     
  8. U2511

    U2511

    Iscritto:
    1381913958
    Messaggi:
    9.727
    Piaciuto:
    1.937
    Generalizzazioni?
    Di auto a luci spente di notte ne vedo rarissime, e quando gli fai un colpo di fari per avvisarli, di solito si accorgono (capita che alcune vetture abbiano il quadro illuminato a luci spente e talvolta genera inganno) e accendono le luci, pure ringraziandoti.
    Di bici con luci funzionanti e accese 1 o 2 su 10 (e in effetti la polizia locale non sa come arginare il fenomeno per carenza di personale nelle ore notturne)
    Contromano? raramente (per fortuna) qualche ubriaco o qualche persona che non dovrebbe più guidare l'auto, con le bici è battaglia quotidiana. Idem con il semaforo rosso, che per troppi ciclisti è solo un elemento di arredo urbano. Per carità, 20 anni fa era lo stesso con motorini e scooter, poi la legge di Darwin dimostrò la sua validità e tutti si misero più tranquilli (ma lì almeno ci furono i targhini per i 50cc - oltre che ovviamente le targhe, che aiutarono molto)

    Ecco, questa potrebbe essera un'idea:
    targatura (ed assicurazione) obbbligatoria delle biciclette che vogliano accedere alle pubbliche strade. Sono convinto che molti di questi novelli ciclisti si rimetterebbero subito nei ranghi.

    Ah, guarda che io amo molto la bici e mi spiace che la mia stia a prendere polvere (penso infatti di portarla su in montagna, dove la userei un po' di più), e sarei contento di vedere, là dove possibili, delle belle piste ciclabili!

    P.S. auto con le lampadine montate male (al contrario), che non tengono la destra, che girano con pneumatici troppo consunti etc etc ce ne sono fin troppe, so bene che non siamo scandinavi. Ma la maggioranza di questi "nuovi" ciclisti (e sottolineo "nuovi") pensano di essere i padroni della strada e novelli legislatori.
     
  9. Mastertanto

    Mastertanto

    Iscritto:
    1238548567
    Messaggi:
    3.640
    Piaciuto:
    560
    D'accordo al 100%.

    Purtroppo da noi la questione, come detto, diventa ideologica : e gli "ecologisti" di casa nostra (fortemente legati non solo alla sinistra politica, ma soprattutto alle sue frange più utopistiche e velleitarie) non si sono mai distinti per buon senso.

    E così si assiste alla solita manfrina : non si cerca di adattarsi alla realtà, ma si pretende che sia la realtà ad adattarsi alle proprie idee ; con tutto quel che ne segue.
     
  10. gianlucapellegrini

    gianlucapellegrini Direttore Membro dello Staff

    Iscritto:
    1399891177
    Messaggi:
    167
    Piaciuto:
    62
    @cibeles. Criticare le politiche di mobilità non significa essere contro o pro qualcuno. Credo sia ormai evidente che in Italia il traffico sia un tema ideologico, la cui declinazione varia secondo gli orientamenti politici; e a ogni elezione si ribalta quanto fatto e deciso prima, in ossequio a una visione di brevissimo respiro che sembra permeare qualsiasi aspetto della nostra esistenza di italiani. Ciò detto, personalmente sono sempre stato - e rimarrò - un ciclista cittadino. Però rispettando le regole (tipo mettersi il casco e non passare col rosso e non andare sui marciapiedi), cosa che fa inorridire molti, convinti che le due ruote siano un lasciapassare per qualsiasi stupidaggine. E proprio perché sono un ciclista, rimango deluso dalle piste ciclabili costate milioni che non servono a nulla e che sembrano ripicche nei confronti degli automobilisti, a cui vengono tolti spazi e parcheggi.
     
  11. pi_greco

    pi_greco Moderatore Membro dello Staff

    Iscritto:
    1238603115
    Messaggi:
    29.279
    Piaciuto:
    1.800
    Quattro le parole chiave del titolo, in ordine:

    Gioco: Sta diventantdo tutto un gioco, come quello finanziario della borsa, quello della politica, specie in paesi come il nostro, sembra sempre più un gioco delle parti. Dove ognuno indossa una maschera e interpreta un personaggio ben delineato non tanto in un copione, quanto in canovaccio...

    Numeri: Presi senza adeguata analisi statistica, senza un raffronto, senza una interpretazione tra causa ed effetto non sono significativi, si vede che in Italia siamo dei somari in matematica, statistica e modellistica.

    Scelte: Si fatica a fare scelte, perchè occorre avere le idee chiare e saperle portare fino in fondo, nonostante possano diventare impopolari, così si tentenna tra soluzioni mutuamente esclusive, continuando in un cambiamento, tanto continuo quanto immobilista.

    Mobilità: Parola chiave per produttività, vivibilità dei centri urbani o per spostamenti extraurbani, e per bilancio energetico, economico ed ecologico. Occorre capire quale sia la mobilità sostenibile su questi aspetti, senza bandiere ideologiche, ma anche senza badare al sodo ed immediato, serve una strategia a medio termine, il lungo corso è troppo incerto, data la parziale imprevedibilità del futuro, ma le politiche della mobilità e di un piano energetico serio non possono avere un respiro di un mandato elettorale. Occorre sapere fare scelte talora impopolari, ribadisco quanto già scritto in passato. A Torino avvenne una rivolta quando si pedonalizzò una parte del centro, ora quel quadrante rivive, libero da traffico, smog, e si è affollato di nuova vita e nuove attività, ed il decoro urbano è migliorato indescrivibilmente.

    Ma occorre la vista meno miope, e consapevolezza che le nostre città sono la nostra storia, il nostro patrimonio, il nostro habitat, e che sono nate in periodi in cui il traffico veicolare era a trazione animale...
     
  12. egill

    egill

    Iscritto:
    1400499694
    Messaggi:
    16
    Piaciuto:
    4
    In questo Paese dove è difficile trovare qualcosa che non possa essere oggetto di critiche, le scelte sulla mobilità hanno il poco invidiabile record di essere quelle più cervellotiche, al punto che spesso non i riesce a capire se sono opera di decerebrati, di sadici o di entrambe le cose.
    La cittadina dove abito rappresenta ottimamente il microcosmo delle nefandezze in questo campo: tralasciando l'invasione di rotonde (spesso a poche decine di metri l'una dall'altra, così che riescono a formare code chilometriche anche con bassissimo flusso di traffico), siamo in presenza di una buona dozzina di tronchi di piste ciclabili che non conducono da nessuna parte, in quanto nascono e finiscono nel nulla totale, senza alcun collegamento tra di loro. Qualche anno fa il Comune aveva tentato di rivitalizzare il centro cittadino, disertato in massa in quanto quasi inaccessibile ai veicoli e completamente privo di parcheggi, costruendo piste ciclabili ed istituendo un servizio di navette. Ottima idea, sulla carta; ma, come detto, le piste ciclabili finiscono nel nulla, i parcheggi di scambio non solo sono a pagamento ma anche con forti limitazioni temporali, le navette compivano dei percorsi così arzigogolati che impiegavano oltre mezz'ora per coprire i nemmeno 2 km in linea d'aria del percorso reale. Così le navette (vecchissimi pulmini che non avevamo mai subito la pulizia degli iniettori e dei filtri) sostavano per una quarantina di minuti, con il motore acceso, lungo la strada davanti alle abitazioni, per poi ripartire meste ed assolutamente deserte, finché le proteste degli abitanti hanno convinto il comune ad abolire il "servizio". Le piste ciclabili sono diventate terreno di passeggiata per gli anziani e per coloro che portano a spasso il cane, rigorosamente privi di regolari secchiello e paletta, con le conseguenze del caso. Ed i ciclisti ? Nessun problema: viaggiano tranquillamente sui marciapiedi (che almeno arrivano in ogni parte della città), rigorosamente a luci spente e contromano, e guai se i pedoni ignorano le loro prepotenti scampanellate, se non si scansano in tempo rischiano seriamente di essere investiti ...
    Non sono esagerazioni, se qualcuno non ci crede può venire tranquillamente a casa mia, gli offro una visuale privilegiata dal terrazzo di fronte appunto ad una pista ciclabile ed al marciapiedi confinante ...
     
  13. pi_greco

    pi_greco Moderatore Membro dello Staff

    Iscritto:
    1238603115
    Messaggi:
    29.279
    Piaciuto:
    1.800
    Non credo siano esagerazioni ma credo che talune siano generalizzazioni indebite. Ovvio che si notino più i ciclisti scorretti che quelli ligi alle regole, come in ogni altra categoria, ad esempio si sentono i motorini smarmittati ma non quelli di serie... per il resto sono corsi e ricorsi, proprio per piani traffico o mobilità o urbanistici poco lungimiranti e con poca "progettazione", siamo al punto di partenza del post iniziale...
     
  14. stefanocanale

    stefanocanale

    Iscritto:
    1419948905
    Messaggi:
    270
    Piaciuto:
    14
    Direttore, rispondo da amante sia dell'auto che della bici: sono molto d'accordo con lei, il problema va affrontato con realismo e lungimiranza e non con slogan. Sono molto d'accordo anche sul fatto che in Italia, purtroppo, tutto sembra essere ideologico - o pro o contro.

    Però (condivido Cibeles) nelle sue parole mi sembra di cogliere un atteggiamento molto diffuso: sono tutti favorevoli alla bici (loro che non ci vanno mai) ma appena dici "ok adesso spendiamo soldi per una pista ciclabile" tutti si indignano e dicono "non servono a niente!", "ma come?!? prima ci sono i problemi delle auto!" oppure "ecco i soliti comunisti ecologisti" oppure i soliti casi limite "...e come fa ad andare in bici mio nonno di 90 anni/mia zia con la gamba rotta/mia sorella con i gemelli di 1 mese?...".

    Ma per essere invogliati ad andare in bici, ci devono essere le piste ciclabili! E da qualche parte bisognerà pur incominciare, no?

    E poi 300 ciclisti all'ora per la mentalità italiana mi sembra un grande successo! Probabilmente fino a qualche anno fa erano tutti ammassati in una carrozza di metro/tram o in qualche ingorgo automobilistico.

    Lasciate che ci siano articoli come quello di Repubblica, invoglieranno altri a fare la stessa scelta.

    Anzi, propongo di spendere qualche pagina su ogni numero di QR per le tematiche relative alla mobilità urbana alternativa, in particolare quella ciclistica, sarebbe una piacevole novità (e guadagnereste qualche lettore in più!).
     
  15. Maurizio120

    Maurizio120

    Iscritto:
    1399994118
    Messaggi:
    18
    Piaciuto:
    1
    E' noto che l'attuale sindaco e l'attuale giunta milanese siano intrisi di ideologia anti auto, ma non sono i soli in Italia. Facciamo certamente piste ciclabili, ma senza togliere spazio a nessun altro mezzo. E come si fa, direte, lo spazio è quello che è. Semplice, viviamo in un mondo a tre dimensioni, perché sfruttarne solo due? Mandiamo le auto a circolare e parcheggiare anche sotto terra, non mi risulta abbiano problemi a farlo. I soldi che mancano per fare questo non sono una scusa valida: le tasse spremute dagli automobilisti sono enormi e non bastano mai solo perché li rubano e quelli che spendono li spendono in modo non efficiente.
     

Condividi questa Pagina