Il futuro immaginato e quello immaginabile

Il futuro immaginato e quello immaginabile - opinioni e discussioni sul Forum di Quattroruote

  1. gianlucapellegrini

    gianlucapellegrini Direttore Membro dello Staff

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    ?Hai finito il tuo lavoro, hai tolto trucioli dalla scocca, è il tuo lavoro di catena che curva a poco a poco la tua schiena. Neanche un minuto per ogni auto, la catena è assai veloce e il lavoro ti ha condotto a odiare la 128?. Si pensava che l'operaio della Fiat cantato nel 1974 da Rino Gaetano fosse seppellito nell?estetica ideologica di ieri come lo era stato lo Charlot di ?Tempi moderni?, figure rese anacronistiche dalla modernità e dall'automazione forzata delle fabbriche. È dunque notizia sorprendente che la Mercedes abbia deciso di restituire alla perizia umana una serie di lavorazioni finora appannaggio dei vorticosi e snodatissimi bracci meccanici delle macchine. Non si tratta di luddismo fuori tempo massimo, ché un business iper industrializzato come l'automotive non può permetterselo. Più semplicemente, a Stoccarda ritengono che alcuni lavorazioni nell?assemblaggio della Classe S richiedano un?elasticità di pensiero e una capacità di discernimento sconosciute agli automi. Ovviamente non è un ritorno all?alienante ripetitività degli archetipi proletari d?antan; si tratta, piuttosto, di operazioni di dettaglio conseguenti alle stravaganti possibilità di personalizzazione dell?ammiraglia, come scegliere il cappuccio delle valvole pneumatico giusto fra i quattro disponibili o montare correttamente il portabevande riscaldato. Un piccolo segno, forse, ma comunque un segno dell?imprescindibilità umana in impieghi specialistici. Nonché la dimostrazione ? l?ennesima ? di come la strada del progresso e d'avvicinamento al futuro non sempre segua un percorso lineare. È proprio questo il tema su cui si articola la mostra "Road to (r)evolution: la poetica del domani fra car design e mobilita'", organizzata da Quattroruote presso il Serrone della Reggia di Monza e inserita fra gli appuntamenti della XXI Triennale del Design di Milano (ha aperto da qualche giorno, rimane in locandina fino al 12 settembre). Più che un'esibizione volta a spiegare i contenuti tecnici delle automobili del futuro, è una riflessione sul concetto stesso del progresso immaginato prima e immaginabile ora. Se potete, fateci un salto: ne vale la pena.
     
  2. JessyJames2009

    JessyJames2009

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    Grazie della segnalazione ;) :!:
     
  3. pilota54

    pilota54 Moderatore Membro dello Staff

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    Ringrazio anch'io della segnalazione, però mi sia consentita una modestissima e personale osservazione su quanto esposto in merito alla "manualità" richiesta per alcune lavorazioni della Mercedes Classe S. Ecco, la tipologia della vettura per me dice molto; si tratta infatti di una delle vetture "stellate" più costose, raffinate ed esclusive (prezzi a partire da 93.000 euro, fonte listino Quattroruote.it).

    Quindi mi sembra abbastanza logico che per alcune lavorazioni e soprattutto alcuni molto differenziati allestimenti interni (come l'esempio citato) sia prevista la mano dell'uomo, come peraltro avviene anche per altre vetture di alto prestigio. Non credo che ciò avvenga, o possa avvenire in futuro, per vetture utilitarie e comunque dalla produzione "massificata", eredi della mai dimenticata 128.
     
  4. pi_greco

    pi_greco Moderatore Membro dello Staff

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    http://www.quattroruote.it/speciali/roadtorevolution/intro.html

    http://www.triennale.org/mostra/quattroruote-road-to-revolution/

    Spero di poterci andare, anche se di design avanzato non sono nè competente nè appassionato, sono fermo alle linee tese, raccordate e pulite degli anni '80-'90.

    Per quanto dice Manlio concordo, ma di certo l'assemblamento "taylored" della classe S, inserita in un tipo di struttura industriale più "seriale" è meno scontato di quanto invece accade in vere "auto fuoriserie" come le supercar e le auto di lusso che non si comprano in normali concessionarie, come invece accade per la S.

    Oramai si fa tutto e di più a macchina, e sempre di più si valorizzano, spesso con prezzi stratosferici i pezzi artigianali riservati alla fascia di eccellenza, me ne sono accorto con il violino di mia figlia, prezzi infinitamente inferiori al passato e qualità accettabile, per i primi approcci, poi senza fine (lasciando stare i pezzi da collezione) le possibilità di spesa per chi ha esigenze di alto livello...
     
  5. pilota54

    pilota54 Moderatore Membro dello Staff

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    Osservazione giusta la tua, anche se si tratta comunque di un intervento su una specifica catena, di un singolo modello, dove dato il prezzo proposto ci si può permettere anche un significativo costo di produzione aggiuntivo, insomma un'operazione dettata dalla necessità di diversificare l'offerta di accessori in quel determinato, prestigioso modello.
     
  6. pi_greco

    pi_greco Moderatore Membro dello Staff

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    La svolta delicata in questo ambito è la formazione del personale, specie per le spesso ottime procedure tedesche, talora un po' rigide. Trasformare un operaio, un tecnico, un esperto, per quanto appassionato e competente, è diverso da lasciare mano libera ad un artigiano abituato a creare pezzi unici, a riconoscersi nel proprio lavoro, cosa che non poteva accadere ad un operaio della catenda della 128, mentre accadeva al falegname artigiano, da qui le problematiche relative alla alienazione sul lavoro di quegli anni.

    Chiaramente il professionista della serie S non è più o meno bravo di uno che lavora alla Maserati (tanto per fare un nome) che è abituato a vedere spesso anche il cliente che segue l'assemblaggio della sua auto. Differiscono per formazione, come dice un mio amico che lavora per la Giugiaro, i tedeschi sono "ottimi esecutori di processo", ma alla Lamborghini sanno che si lavora in modo differente dalla audi, anche se prendiamo la linea della R8. Ma è bello pensare che l'opera umana, di ingengno, ma anche di finezza manuale sia ancora un valora aggiunto sostanziale e personale.

    Anni addietro conobbi un esperto/perito/ispettore della MB, che mi spiegò cosa stava succedendo alla classe A (era il tempo del test dell'alce), mentre ci approvvigionavamo di componentistica informatica in un luogo per assemblatori, e ho capito già allora che i dipendenti di quelle aziende sono molto preparati e scevri da pregiudizi quando si tratta di risolvere questioni pratiche, ma poi fedeli al proprio datore di lavoro nei giudizi finali (un orgoglio di bandiera)... per farla breve mi fece una disamina di tanti modelli più e meno riusciti, senza nascondere che per la propria moglie per uso cittadino aveva preso una panda uguale a quella che avevo io allora...
     
  7. Ex Batri

    Ex Batri Moderatore Membro dello Staff

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    Ringraziando il nostro Direttore, segnalo a tutti i miei colleghi architetti che, visitando la mostra, si può ottenere un credito formativo utile per l'aggiornamento professionale ;)

    Non so se vale anche per gli ingegneri, i quali dovranno sentite il loro ordine professionale.
     
  8. gianlucapellegrini

    gianlucapellegrini Direttore Membro dello Staff

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    La cosa mi suona nuova. Lei è andato e le hanno riconosciuto dei crediti? Perché a quanto risulta a noi e a Triennale, trattandosi di mostra gratuita (senza emissione di biglietti), ciò sarebbe impossibile...
     
  9. Ex Batri

    Ex Batri Moderatore Membro dello Staff

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    Non sapevo che la mostra fosse gratuita e senza il biglietto.
    Quindi se non è possibile documentare la visita è difficile avere l'attribuzione dei punti di credito con le normali procedure.
    Comunque verifico e aggiorno.

    EDIT. Dal sito dell'ordine degli architetti di Milano sembrerebbe che tutte le mostre organizzate dalla Triennale siano accreditate per il riconoscimento dei crediti. Infatti cliccando sul link della triennale nella pagina del sito dell'ordine (sottoriportata) che indica tutte le mostre accreditate per la formazione, si accede alla lista delle mostre della Triennale tra cui figura anche quella in oggetto.
    http://www.ordinearchitetti.mi.it/it/notizie/dettaglio/preview/7c03ee4b001abc636586e2fddef5f3c2c34f832a

    Poi se non è così pazienza avrei unito l'utile al dilettevole
     
  10. rosberg

    rosberg

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    Per la Mercedes che dall'automazione torna all'umano, c'è qualcuno che si ostina a perdere tempo e denaro a studiare una vettura che va da sola senza l'ausilio dell'uomo. Chi la professa entro 5 anni, chi tra 10, chi tra 15, chi tra 20. Sinceramente spero che queste aziende falliscano, perché chi vuole sostituire le emozioni con un robot significa che non ha né cuore, né muscoli, né cervello. Senza contare che nessuno e ripeto NESSUNO ha mai accennato minimamente ad un costo di una vettura a guida autonoma.
    Tanto di cappello alla scelta Mercedes di ritornare mettere uomini a svolgere alcuni lavori sostituendo i robot, proprio per la motivazione che lei stesso ha riportato, ripescando buonsenso ed elasticità mentale, due qualità spesso mancanti nella società moderna.
     
  11. jordipau

    jordipau

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    in un passato abbastanza recente, uno dei vanti di quattroruote erano gli articoli tecnici. Che fine hanno fatto?
     
  12. gianlucapellegrini

    gianlucapellegrini Direttore Membro dello Staff

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    Ogni tanto, detto con affetto, ho l'impressione che qualcuno parli di Quattroruote senza leggerlo, ma riferendosi a un nostalgico passato di cui si ha lontana contezza. Il mese scorso abbiamo pubblicato un articolo sulla nuova trazione integrale Audi; a marzo un pezzo sul tema degli ossidi d'azoto; a febbraio, l'inedito catalizzatore Renault e l'evoluzione dei motori benzina turbo; a dicembre, test specifico sulle gomme invernali; da ottobre in poi, una valanga di approfondimenti tecnici sul Dieselgate. Come vede...
     
  13. Matteo__

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    Spesso e volentieri direttore ho impressione anche io che le persone non leggano Quattroruote con la dovuta attenzione. Detto questo, inizio ad avere la vaga sensazione che i "lettori" che lamentano scarsa presenza di articoli tecnici si riferiscano agli splendidi disegni in trasparenza (spesso e volentieri dell'intera vettura, stampati su inserto in cartoncino plastificato pieghevole, memorabili quelli sulle Ferrari, la Deltona e via discorrendo) che fino ad una decina di anni fa popolavano la rivista. Quelli in effetti oggi si vedono meno, anche se questo non significa nemmeno lontanamente che Quattroruote non pubblichi più articoli tecnici. Certo, se posso permettermi, sarebbe molto bello leggere più spesso certe chicche come quella sulla catena di montaggio della classe S che ha aperto la discussione. Esposte magari in modo più specifico e dettagliato.
     
  14. gianlucapellegrini

    gianlucapellegrini Direttore Membro dello Staff

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    Ecco, questo è un bel tema: la scomparsa degli spaccati. Come giustamente ricorda, facevano parte della dotazione di serie di Quattroruote. I fratelli Betti, Alisi, Rosso erano straordinari disegnatori che - ognuno secondo il proprio stile - sapevano rendere alla perfezione qualsiasi dettaglio tecnico, partendo dal materiale delle Case. Ecco, quel materiale non esiste più. Anche i marchi che fino a pochi anni facevano gran vanto della meccanica oggi non hanno più interesse a produrre disegni. E ciò per due ragioni. Il costo ormai stratosferico di un lavoro simile (che richiede un investimento di tempo non più compatibile con le dinamiche moderne) e - cosa ancora più importante - la standardizzazione delle meccaniche.
     
  15. mazzol

    mazzol

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    Ringrazio a mia volta e .... già che pensate alla triennale suggerirei di regalare un pò di tempo alla mostra experience in zona expo....


    Quando 70 anni fà venivano pensati e progettati quelli che poi sarebbe diventati i tanti quartieri costruiti durante il boom .... L'Italia era appena uscita dalla guerra.

    Auto private e mezzi pubblici per spostarsi ... erano scarsi, che l'amministrazione comunale potesse reperire quattrini per realizzare e gestire parchi pubblici periferici era impensabile.

    Il giardinetto privato rappresentava una caratteristica importante per tutti i palazzi che potevano permetterselo.

    Oggi .... probabilmente le scelte sono diverse ... i parchi pubblici sono tanti e facilmente raggiungibili lo spazio ... ha un valore maggiore, i costi di manutenzione di spazio verde "non fruibile" sono molto alti .... la proprietà stessa del verde privato è resa difficile (quando si pensa di eliminare un nostro albero che ... è cresciuto troppo bisogna preperarsi a costose risposte negative).

    Qualcuno ragiona su questo problema ... in tutto il mondo.

    Sono passato nella zona expo per "accarezzare" la polvere di marmo resa copertura esterna del palazzo Italia ... ho parcheggiato a Merlata ... passando dietro al cimitero maggiore e poi ho preso la lunga passerella ....
    entrato nella zona ex expo sono andato a visitare le due mostre allestite dalla triennale .... occupano due palazzi con in mezzo un orto cittadino con 9.000 piantine (è stata dura contarle ma ho tanta pazienza)

    nel primo palazzo un enorme schermo permette di immergersi nella presentazione delle città ... sdraiati su poltrone strambe (roba da triennale ... comode fino al momento in cui ci si vuole alzare) si osservano praticamente sdraiati gli aspetti più piacevoli nella integrazione verde/città nelle varie epoche ... viste dai pittori o da chi ha progettato lo sviluppo urbanistico negli ultimi anni ...
    alcuni computer posti dietro al grande schermo permettono di rivedere e ... spedirsi via mail le cose viste.

    nel secondo palazzo ciò che mi ha colpito è il numero enorme di libri che trattano l'argomento "verde" .... spesso visto "verticale" un verde da vedere ... visto che toccarlo e calpestarlo è problematico.

    insomma mentre invito a visitare le due mostre penso sia il caso di meditare sulla opportunità oggi di rivedere la gestione del verde privato separato dalla vita di chi abita il quartiere ...

    "vietato calpestare le aiuole" ... forse rappresenta un modo di vivere il verde ormai sorpassato

    lasciare più spazio alla gente ....
    magari ai bambini per semplici giochi e per chi li cura che potrebbe trovare spazio per sedersi intorno agli alberi (dotati di panche ovviamente) ....
    l'asfalto (da rinnovare periodicamente, le spese asfaltatura colpiscono i portafogli ogni 10/15 anni ....) potrebbe essere sostituito dal cemento mangia smog .... un sistema moderno ... che ha una vita ben superiore all'asfalto.

    Ricordo che quel prodotto mangia smog ha la proprietà di non sporcarsi ... esiste in varie formulazioni anche applicabili sulla facciata ... che resterà candida ... (o colorata se si utilizzano i pigmenti adatti) per tantissimi anni ....

    Magari prevedendo la possibilità di posizionare posti per biciclette ... e posti auto automatizzati ... "sotto" il livello stradale ... posti auto del condominio dati in affitto simbolico ventennale a chi .... se li paga lasciando spazio a livello strada a disposizione di chi non può permetterselo.
     

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