Il caso Volkswagen e i media disinvolti

Il caso Volkswagen e i media disinvolti - opinioni e discussioni sul Forum di Quattroruote

  1. gianlucapellegrini

    gianlucapellegrini Direttore Membro dello Staff

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    Tra ieri e oggi (lunedì 19 ottobre), molti quotidiani e siti web italiani hanno sparato a pagina intera questo titolo: ?Volkswagen, causa (da 40 miliardi) degli azionisti contro i manager?. Sommario (ne prendiamo uno a caso): ?I grandi soci studiano una maxi azione collettiva?. Il tono è perentorio, il fatto dato per certo, lo scopo evidente e i protagonisti individuati. Insomma, la Volkswagen rischia di chiudere perché i propri shareholders chiedono i danni. Praticamente, la sentenza è già scritta. C?è soltanto un piccolo, banale problema: la notizia non è vera. Tutto nasce da un articolo pubblicato due giorni prima dal Sunday Telegraph londinese, che ha per titolo ?Legal firms trying to gather investors to sue Volkswagen for ?40bn over losses suffered as result of emissions scandal?. Traduciamo: ?Studi legali cercano di riunire degli investitori per indurli a citare la Volkswagen per 40 miliardi di euro per le perdite legate allo scandalo delle emissioni?. Leggendo, si apprende che la Bentham ? società australiana specializzata nel finanziare class action (si occupano soltanto di casi oltre i 30 milioni di euro: poi si tengono un terzo del ricavato) ? si è rivolta allo studio californiano Quinn Emanuel Urquhart & Sullivan (a sua volta esperto in promuovere class action) per allearsi in vista di una possibile iniziativa legale. Come scrive sempre il Telegraph, ?le due firme stanno contattando i principali investitori VW per chiedere loro di partecipare all?istanza?. E si cita tale Richard East, co-manager della filiale londinese della Quinn Emanuel: ?La nostra stima è che le perdite potrebbero assommare a 40 miliardi di euro, facendo partire il calcolo dal 2009?. Ora, lasciamo pure da parte la bizzarria della cosa: secondo gli avvocati, il Land della Bassa Sassonia, la famiglia Porsche e il Qatar ? tanto per citare i maggiori azionisti ? dovrebbero far causa alla loro stessa controllata, dopo aver già perso una marea di danaro. E tanto di cappello a Bentham e Quinn per aver sfruttato l?onda emotiva per farsi pubblicità. Ma non è chi non veda il cortocircuito giornalistico. La fonte prima parla di stime, usa verbi al condizionale, esprime possibilità, sottolinea contatti che devono ancora avvenire, individuando con esattezza chi ha intenzione di fare cosa; poi la notizia plana in Italia e da semplice proponimento di avvocati diventa per incanto un fatto già accaduto e intrapreso dagli azionisti (ecco come l?abbiamo scritta noi: http://www.quattroruote.it/news/industria/2015/10/19/dieselgate_volkswagen_studi_legali_cercano_alleati_fra_gli_investitori_per_class_action.html). Era già successo con le fantomatiche 40.000 Volkswagen ferme nei piazzali (poi si è scoperto che si trattava di 1.500). Era già successo con la sparata di AutoBild che trascinava nella gogna anche la BMW (che in poche ore bruciò il 10% di capitalizzazione), poi smentita la mattina dopo. Capiamo l?imbarazzo di colleghi che non padroneggiano la materia e devono inventarsi esperti di ossidi d?azoto, class action, Pems e cicli d?omologazione. E comprendiamo (senza condividere) la voglia di molti di cavalcare lo scandalo tirando fuori uno scoop al giorno, senza indagare se le notizie siano reali, presunte o inventate tout court. Ma questa ? fatta salva l?incapacità della Volkswagen di gestire l?impatto mediatico della cosa ? è vicenda complicata e con mille sfumature. Un minimo di cautela sarebbe auspicabile: non per sminuire il reato (grave) di Wolfsburg, come preferisce credere chi confonde la nostra obbiettività con la partigianeria, ma per non alimentare la confusione del pubblico. Che è già a livelli parossistici.
     
  2. SupercinqueTC

    SupercinqueTC Moderatore Membro dello Staff

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    Caro Direttore, che dire...

    Ennesimo caso di titolisti disinibiti, come ogni giorno da diverso tempo a questa parte.
    Stavolta si tratta di auto (argomento, insieme al Codice della Strada, che ho notato essere completamente ignoto a buona parte della stampa non specializzata, troppo spesso leggo articoli di un'ignoranza catastrofica....) quotidianamente ne leggiamo di ogni tipo su altri argomenti, dalla cronaca nera a quella rosa.

    Il problema è che stavolta non si tratta della vita sentimentale di qualche showgirl, ma di notizie che possono costare diversi quattrini quando arrivano in certi ambienti economici.

    Mi chiedo perchè troppo spesso i giornalisti possono sbagliare, anche molto grosso (vedasi falsi unabomber, false notizie che rovinano la vita alle persone) con tranquillità, mentre gli ingegneri, i medici, ecc.....no.
    Anzi, questi se sbagliano finiscono direttamente dietro le sbarre.
     
  3. Maxetto883

    Maxetto883

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    Caro Direttore (l'ho vista sabato in TV ;) )
    in tutta questa vicenda c'è una sola cosa certa la VW ha commesso una grossa leggerezza, diciamo che sono stati un pò troppo disinvolti in Usa.
    Sono d'accordo con lei nel dire che è presto e molto difficile dire ora come andrà a finire tutta la faccenda e come sarà la nuova Vw che ne verrà fuori.

    Saluti.
     
  4. Luca 79

    Luca 79

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    Poco da aggiungere: purtroppo è abbastanza ordinario il fatto di sparare titoloni campati per aria, anche consapevolmente, visto che il messaggio in quel caso arriva subito. Le smentite o le correzioni di sicuro destano meno interesse, e intanto il vociare dilaga...Questo vale per tutto, non solo per le auto o il caso VW (che avrà un bel daffare per rimettere insieme i cocci, a livello di immagine: non li invidio proprio): c'è sempre l'usanza del "chi urla di più la vacca è sua", che rende assai meglio nei vari dialetti...
    PS: per anni abbiamo visto tedeschi sfornare aggiornamenti continui sui loro motori, ogni tot mesi guadagnavano cavalli e calavano consumi, e nel mentre, la concorrenza, soprattutto italiana, pareva immobile (per avere dieci cv in più magari passavano anche 2 o 3 anni). Risultato: furbate venute a galla e problemi di affidabilità di vario genere...Troppa presunzione, evidentemente.
     
  5. economyrunner

    economyrunner

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  6. jordipau

    jordipau

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    Buongiorno direttore, ieri mi sono permesso un commento ironico ma sentito. Questa mattina ho visto la sua risposta e un nuovo blog.
    Mi ha fatto piacere.

    p.s. ora sono al lavoro, spero di poter scrivere presto il mio pensiero.
     
  7. pi_greco

    pi_greco Moderatore Membro dello Staff

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    Ci sono in ballo tanti soldi e tanti interessi...

    ...non è neanche detto che alcuni azionisti (o aspiranti tali) non abbiano interesse per intrita da class action o ad incamerare azioni comprate al loro minimo storico...

    ...è l'economia, o meglio la finanza, del nuovo secolo, la guerra si fa con le banche, insider trading, cartelli, lobby, aggiotaggio, scalate, etcetcetc e come dice l'adagio "à la guerre comme à la guerre"...

    ...senza contare che in USA farsi dominare un mercato dai tedeschi non piace per nulla...
     
  8. pilota54

    pilota54 Moderatore Membro dello Staff

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    Appare forse scontato dirlo, ma concordo in toto con il direttore.

    Purtroppo ci sono molti giornalisti "disinvolti" che amano fare scoop o comunque titoli a sensazione per vendere una manciata (o un gran numero) di copie in più. Ma il fenomeno si è accentuato a mio avviso molto in questi ultimi tempi, probabilmente perché, a causa della inevitabile concorrenza di internet, le copie vendute dei quotidiani, credo in tutto il mondo, diminuiscono sempre più. Metto un link a conferma di ciò.

    http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/marco-benedetto-opinioni/vendite-giornali-in-10-anni-calate-fra-25-e-45-numeri-classifiche-e-perche-2105049/

    Ma questo non autorizza certo a dire delle falsità e/o delle esagerazioni spropositate, e non avviene di certo solo in Inghilterra. Come ha accennato NEWsuper5, basti vedere alcuni esempi italiani recenti, magari irrisori come impatto ma significativi del momento giornalistico, come quello del complesso musicale "Il volo" (stanza "disordinata" in albergo, con esagerate polemiche successive, il tutto per un titolo su un giornale) o nello sport come si esalti o denigri il medesimo atleta a seconda delle circostanze e/o delle convenienze, e qualsiasi stupidaggine faccia un calciatore diventa uno scoop senza precedenti. Insomma tutto fa brodo per vendere di più..................

    Nel caso in specie, è chiaro che la casa ha già accusato il "colpo" (di un fatto comunque grave) in maniera forse spropositata anche, se non soprattutto, per il can can denigratorio mediatico scatenatosi.
    Personalmente non dimentico mai che in quel gruppo lavorano centinaia di migliaia di onesti dipendenti, che mantengono altrettante famiglie, e a loro va il mio pensiero. Per fortuna i dirigenti disonesti si sono defilati (e dovranno pagare per le loro colpe).
     
  9. pi_greco

    pi_greco Moderatore Membro dello Staff

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    I giornali fanno parte del gioco, più che inseguire i lettori e le copie vendute, rispondono, spesso, a logiche aziendali, che non a caso sono spesso inserite in veri ei propri trust di gestione dell' informazione, nei contenuti, nei tempi e e nei modi, anche qui nulla di nuovo sotto il sole, la stampa è un potere, lo sappiamo da tempi di George Orwell, ed il potere gestisce denaro o è gesti dal medesimo, a seconda di come lo si interpreta... non è solo scandalismo e sensazionalismo... ma vera e propria manipolazione delle notizie... il che non vuol dire che giornalisti e giornali siano tutti venduti o scheranio del potere, ma che possano accedere solo alle informazioni che vengono messe loro a disposizione.
     
  10. pilota54

    pilota54 Moderatore Membro dello Staff

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    Infatti, inoltre a volte è la notizia di un giornale cartaceo che poi fa il giro del mondo su internet.

    La gogna mediatica quindi non sempre avviene "da internet a internet" ma anche da cartaceo a internet, o viceversa.
     
  11. pi_greco

    pi_greco Moderatore Membro dello Staff

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    La Storia insegna come sia immediato passare dall'Osanna al Crucifige, la potenza della informazione da quando i media cartacei sono stati superati da quelli trasmessi via etere e poi per via telematica, è incrementata esponenzialmente. Oramai è impossibile pensare una qualunque testata, sia cartacea che televisiva che non abbia il suo mirror web, come anche QR, con contenuti aggiuntivi, approfondimenti, alegati multimediali, interattivi, con una community come la nostra e poiancora più ampia contando i collegamenti coi social network. Al contrario una testata web non necessita di supporto cartaceo o di emittente radiotelevisiva, e anche qui lo dimostra QR con la sua web TV, ma anche la sorella dueruote, nata da una community web "motonline" (quelli del moscerino "Ugo") poi tramutatasi nella testata cartacea e con i contenuti aggiuntivi e le sinergie interne all' Editoriale Domus... anche il mitico e straclassico "Cucchiaio d'Argento" si è evoluto, integrato e diversificato... ma qui rischiamo di perdere il filo del discorso...

    ...tornando IT sul caso VAG c'è in atto di sicuro una grande speculazione, forse non una macchinazione, spero, ma di certo ora che la bufera imperversa (sarà passato il peggio?) lo sciacallaggio mieterà vittime indifese e porterà a casa un bottino finanziario notevole, speriamo solo per i tanti lavoratori del gruppo e dell'indotto...
     
  12. lifeline

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    Buonasera direttore, questo suo approfondimento mi è piaciuto molto e lo condivido, nei contenuti come nei toni. Lo considero un passo sulla marcia di riavvicinamento al "nostro" Quattroruote". :D
     
  13. Statmaz

    Statmaz

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    @pilota54: moderatore, ma non di certo moderato...si accoda alle ritrite critiche alle intemperanze dei media - 4R non ne fa parte a tutti gli effetti o si considera esente dai vizi degli altri o semplicemente vuol farcelo credere ? - e poi mi esce a gamba tesa insinuando che quella su VW potrebbe essere una speculazione ? Di solito in queste settimane chi la pensa così (ed è, come si legge qua, in buona compagnia) aggiunge poi subito un pensiero di pelosa solidarietà ai lavoratori di Wolsfburg, compresi ovviamente quelli dell'indotto, e ovviamente lei non ci risparmia neppure quello. Se anche solo prima o poi la sfiorasse il dubbio che VW non sia una verginella trepidante in preda a molestatori della peggiore risma e che non necessiti di difensori d'ufficio non richiesti, ce lo faccia sapere: nel frattempo preferirei si moderasse, moderatore, almeno lei...
    Grazie e cordiali saluti.
     
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  14. pilota54

    pilota54 Moderatore Membro dello Staff

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    Gentile utente statmaz (giornalista?), innanzitutto i moderatori hanno anch'essi le loro opinioni e, peraltro, non devono giudicare nemmeno le opinioni, bensì i comportamenti, degli utenti. 4R non è esente da difetti, ma non si inventa certo le notizie, tuttavia su questo potrà risponderLe il direttore, in quanto chiamato in causa, non io.
    Sul mio essere "moderarto o estremista" Lei ha espresso una Sua opinione, che rispetto.

    Detto ciò, la mia opinione è esattamente quella che ho espresso sopra. Io non penso affatto che VW, o meglio la ex dirigenza VW (è meglio precisarlo) sia una "verginella trepidante in preda a molestatori della peggiore risma" e non necessita certo di difensori improvvisati e maldestri come me. Mi dica dove ha letto quello che dice. Ho semplicemente detto (concordando peraltro con quello che ha sempre affermato anche il nostro Direttore, ma io non sono un dipendente di 4R) che il "caso" Volkswagen, che è comunque grave, condannabile e deprecabile, è stato un po' ingigantito, a mio umilissimo parere, dai media e dalla gogna mediatica innescata anche, perché no, in qualche caso dagli stessi forum, con diversi utenti che hanno colto l'occasione per esaltare al massimo la propria marca e denigrare quella oggetto della discussione.

    Quando ho citato i dipendenti, l'ho fatto perché le frodi (si, le frodi, vede che lo dico?) sono state operate dagli alti dirigenti della casa tedesca, e non certo dalla pletora di onesti lavoratori che prestano il loro onorato servizio in quell'azienda.
    E siccome anche io sono stato un dipendente di una grande azienda, bancaria (ora sono da poco andato in pensione) capisco benissimo cosa vuol dire temere di perdere il proprio posto di lavoro, magari considerato piuttosto sicuro visto che si lavora per una grande casa automobilistica.

    Le assicuro che non possiedo una Volkswagen, non ne ho mai posseduta una, non sono un dipendente della VW e amo le automobili, soprattutto italiane (tra l'altro ho avuto 7 Alfa Romeo). Infine, proprio perché sono un moderatore del forum, non sono andato sul forum della casa tedesca, né per esaltarla o difenderla, né per sparlarla, per rispetto verso l'utenza.
    Se lei si augura il fallimento di VW lo faccia pure, nessuno le contesta l'opinione.

    Cordiali saluti.
     
  15. cibeles

    cibeles

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    Beh allora parliamo anche delle migliaia di persone che il lavoro l'hanno perso proprio grazie alla concorrenza sleale attuata da VW, ma chissà perché quasi nessuno se ne ricorda. Figli di un Dio minore?
     
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