I ciclisti e l'allergia alle regole

I ciclisti e l'allergia alle regole - opinioni e discussioni sul Forum di Quattroruote

  1. gianlucapellegrini

    gianlucapellegrini Direttore Membro dello Staff

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    So già a priori che questo post susciterà un putiferio. E so anche di essere in ritardo rispetto al fatto di cronaca a cui esso è riferito. Ma ho preferito lasciar passare l'emozione del momento e affrontare il tema con la freddezza che un lutto inevitabilmente esclude. Mi riferisco alla signora di 88 anni che, qualche giorno fa, mentre attraversava la strada a Milano è stata investita e uccisa da un ragazzo in bicicletta. Ovviamente, dopo la tragedia sono arrivati gli altrettanto ovvi appelli. Il sindaco Pisapia ha affidato alla stampa la frase: "Bisogna rispettare le regole. Purtroppo troppi ciclisti oggi non pensano che non si deve passare con il rosso, perché si mette a rischio la propria incolumità e quella degli altri. Lo vedo tutti i giorni: vanno contromano. Ecco, questo è pericoloso e rischia di creare una situazione di tensione e anche di fastidio nei confronti della bicicletta, che invece è uno strumento favoloso". Ora, Quattroruote lo dice da tempo che va affrontato una volta per tutte il problema della convivenza fra mezzi e pedoni sulle strade, evitando l'abituale approccio ideologico che sembra permeare tali discussioni. Nell'editoriale di settembre ho scritto che la decisione di consentire la marcia contromano alle bici è una solenne stupidaggine, mascherata da adeguamento ai voleri europei. L'anno prima abbiamo fatto un articolo raccontando la totale idiosincrasia alle regole dei ciclisti, proponendo - almeno - la targatura e/o l'assicurazione. In entrambi i casi siamo stati ricoperti da insulti delle associazioni di categoria, perché secondo loro le bici sono portatrici di soli valori positivi: e quindi non si possono criticare, né loro né tantomento chi le utilizza. Ribadisco, da grande appassionato di bici (e su questo sono d'accordo con Pisapia), che l'aumentare del loro utilizzo impone un ripensamento, volto a favorirne un impiego civile e inserito funzionalmente nella collettività. Altrimenti sarà sempre e soltanto anarchia.
     
  2. pi_greco

    pi_greco Moderatore Membro dello Staff

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    la bicicletta, o meglio velocipede, per tutti la bici è un veicolo e come tale deve essere trattato, nulla in contrario, anzi favorevole ad una abilitazione alla guida su strada e al completo e totale rispetto delle regole, oltre ad una dotazione di sicurezza del veicolo e del ciclista come ne paesi nordici, infine benvengano targhine (basta che non sia il business dei soliti noti) e RC (anche qui con molta attenzione ai cartelli delle compagnie)...

    ... io ho ben 4 bici mie e progetto di acquistare un tandem per non fibrillare ogni volta dietro a mia figlia 7enne prende la sua su strada...
     
  3. renatom

    renatom Moderatore Membro dello Staff

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    Per l'assicurazione, risponde anche una semplice assicurazione del capofamiglia.
     
  4. pi_greco

    pi_greco Moderatore Membro dello Staff

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    Per esempio, certo non assicurare i velocipedi ma i ciclisti o la famiglia toutcourt tramite il capo, che nel caso mio è la pi_cucciola...
     
  5. elancia

    elancia

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    Le regole tendono ad essere violate più o meno da tutte le categorie.

    Io ricordo il ponticello pedo-ciclabile alle Cascine di Firenze, dominio di folli in scooter, che veniva usato per "tagliare" e andare in Oltrarno... o la "pista ciclabile" dei viali usata come parcheggio, ad esempio. Mi ricordo che rinunciai a recarmi in facoltà in bici.

    Sono d'accordo per l'assicurazione... ma credo che spesso certi comportamenti da cowboys siano favoriti dal far west in cui ci troviamo.

    Ci sono città come Ferrara, ad esempio, dove politiche serie a favore della ciclabilità hanno a mio avviso contribuito anche ad elevare il livello di senso civico dei ciclisti stessi maggiormente che in alcune città "far west" dove vale la legge del più forte (e dove per sopravvivere bisogna essere magari "più furbi").

    Penso che una stigmatizzazione dell'intera categoria sia possibile SOLO quando le condizioni al contorno saranno tali da poter distinguere i veri indisciplinati per natura da chi magari si trova costretto ad arrangiarsi e commette delle infrazioni.

    Sarebbe bello fare un paragone con l'Olanda... non sono forse ciclisti quelli?
     
  6. matteomatte1

    matteomatte1

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    a Milano più che i ciclisti occorrerebbe che TUTTI iniziassero a rispettarle le regole: dai pedoni che attraversano con il rosso o fuori dalle strisce pedonali, agli scooteristi che scorrazzano sui marciapiedi, agli automobilisti che non si fermano mai sui passaggi pedonali e guidano con il cellulare attaccato all'orecchio (magari fumandosi pure una sigaretta) e finendo appunto con i ciclisti che sfrecciano sui marciapiedi usando i pedoni come birilli. E' un problema di educazione civica che purtroppo in Italia semplicemente NON esiste...
     
  7. economyrunner

    economyrunner

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    Era ora che si trattasse con decisione l'argomento, come al solito deve scappare il morto per far riflettere.
    Sostengo anch'io che le bici devono essere usate rispettando le stesse regole che usano tutti i veicoli che circolano sulle strade. Tantopiù che ora ci sono bici a motore elettrico. Spesso l'imprudenza dei ciclisti è anche causa di comportamenti sbagliati di altri conducenti. Un automobilista per schivare il deficente che arriva contromano in bici è costretto a marciare a pelo vicino la fila di macchine parcheggiate correndo il rischio di prendere in pieno un pedone che si affaccia per attraversare o un passegero che apre appena la portiera.
     
  8. jumppp

    jumppp

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    Il topic parla di ciclisti e del loro mancato rispetto delle regole. Se elenchiamo tutto ciò che non va, come sempre fanno in Italia i 'benaltristi' (= c'è ben altro che questo!'), riduciamo tutto a sterile e inutile polemica.
    Nella mia esperienza di guida quando incontro chi guida la bicicletta sono quasi sempre testimone di comportamenti non conformi alle regole del codice della strada.
    Meno male, Signor Direttore, che c'è qualcuno che ha il coraggio di dirlo correndo il rischio di andare contro corrente!
     
  9. matteomatte1

    matteomatte1

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    se ti riferisci a me ho scritto tutt'altro, i ciclisti che violano le regole sono anche pedoni ed automobilisti, quindi non è questione di quale mezzo guidi ma di quello che sei.

    Quanto alla signora investita ed uccisa a Milano non sono ancora chiare le dinamiche, da quanto ho letto il ciclista viaggiava sulla strada...
     
  10. palomeno

    palomeno

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    Io tutti i giorni uso la bici, e tutti i giorni violo diversi articoli del codice stradale. Però sto attento. Se vado su marciapiede ci vado a passo d'uomo, e solo se è sufficientemente largo. Se attraverso sulle strisce do la precedenza ai pedoni, eccetera.
    La soluzione all'atteggiamento dei ciclisti (ma anche dei pedoni, dei motociclisti e degli automobilisti) impermeabili alle regole è farle rispettare. Finché il ciclista che va sul marciapiede, l'automobilista che legge e scrive email, il pedone che passa col rosso, il motociclista che supera i tram a sinistra, possono farlo impuniti, non ci sarà soluzione.
     
  11. elancia

    elancia

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    Per stigmatizzare una categoria bisogna poter estrapolare la categoria dalle condizioni al contorno (le cose che vanno o che non vanno) le quali contribuiscono inevitabilmente ai comportamenti.

    Nel topic si parte da un episodio grave per marchiare a fuoco un'intera categoria.
    Per me non è un punto di partenza valido per discutere dei comportamenti sbagliati, perchè sembra partire dal presupposto che tutti i ciclisti sono dei pirati.
     
  12. rosberg

    rosberg

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    Beh targare e assicurare le biciclette obbligatoriamente ora mi pare esagerato e fuori luogo. Purtroppo la mancanza è a monte ed è una mancanza culturale nel senso che qui vige che moto e biciclette abbiano regole diverse dalle auto ma non è sempre così, anzi.
    Io credo che debbano multarsi le biciclette come le auto: se uno passa col rosso in bicicletta 100 euro di multa, se uno va contromano pure, se uno viaggia intralciando la corsia di marcia anche, se due viaggiano in coppia multa a quello che sta esterno.
    Vediamo se poi ancora tutto è concesso, perchè poi, per dirla tutta, di mezzo ci vanno sempre gli automobilisti.
     
  13. renatom

    renatom Moderatore Membro dello Staff

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    Come già detto da altri i ciclisti kon rispettano le regole così come fanno gli automobilisti, i motociclisti e i camionisti.
    Francamente prendere spunto da una persona investita e ucvisa da una bici, quando la stessa cosa avviene quotidianamente pda parte di altri mezzi di traporto, mi pare un pretesto.
    Proprio in questo momento al TG sta andando un servizio su un'automobilista che ha investito e ucciso una persona e non si è neanche fermato.
    Estendiamo qlla catehoria?
     
  14. rosberg

    rosberg

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    Non credo che l'intento del direttore fosse quello di puntare il dito sulla categoria dei ciclisti, ma devi convenire che fa strano sentire che un ciclista investe un pedone.
    Logicamente anche automobilisti, camionisti, motociclisti, pedoni, non rispettano le regola, ovvio, ma sentire una notizia del genere riguardante un ciclista è quantomeno curioso e fa riflettere.
     
  15. economyrunner

    economyrunner

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    Se ci fai caso il premio dell'assicurazione sui veicoli è proporzionale ai danni che il veicolo può fare. Un tir a pari velocità fà una strage rispetto a un auto o una moto. La bici ne può fare di meno ma comunque ne può fare per cui secondo me è opportuna una copertura assicurativa. Tornando all'esempio dell'idiota che và contromano se per scansarlo vado a raso delle auto in sosta e capita un sinistro come faccio io a giustificare alla mia assicurazione la mancata distanza di sicurezza dalle auto in sosta?
     

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