Carburanti: perché buttare via i soldi?

Carburanti: perché buttare via i soldi? - opinioni e discussioni sul Forum di Quattroruote

  1. gianlucapellegrini

    gianlucapellegrini Direttore Membro dello Staff

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    Ce ne siamo accorti tutti, che i prezzi dei carburanti sono crollati. Finalmente, verrebbe da dire. E ci sarebbe anche da aggiungere che senza le tasse tutte italiane il costo di benzina e diesel raggiungerebbe livelli vicini all'euro al litro. Al di là delle lagne di chi interpreta la vertiginosa discesa del greggio come un limite allo sviluppo (devono essere gli stessi che sostenevano analoga tesi quando il barile costava uno sproposito), per gli automobilisti è una manna, di questi tempi grami. Proprio per questo mi chiedo perché tanti fanno il pieno dove capita. Mi spiego meglio. Giro moltissimo e abito in una zona zeppa di distributori (metano compreso); siccome sono un po' fissato con queste cose, ogni giorno controllo il prezzo esposto in ogni singola stazione di servizio. E mi accorgo puntualmente che in un solo chilometro di strada ci sono differenze che arrivano a 30 centesimi al litro. Un'enormità. Se prima del 1999 uno avesse notato uno scarto di 600 lire si sarebbe scandalizzato. Oggi no. Lo dico perché vedo tantissima gente ferma a far benzina nei posti dove si spende di più, e pure parecchio. Qui non è questione di qualità del prodotto o del servizio offerto. E neppure di comodità, perché si parla di stazioni distanti da loro 500 metri. Allora mi chiedo: perché molti, pronti a risparmiare su tutto - manutenzione (e qui sbagliano), assicurazione, ricambi - quando si tratta di fare il pieno si lasciano travolgere dalla scarsa attenzione, dall'abitudine o, come mi son sentito dire, dall'amicizia col gestore?
     
  2. Ex Batri

    Ex Batri Moderatore Membro dello Staff

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    Io tendenzialmente ho scelto il "mio" distributore in base al prezzo più conveniente e ho tenuto quello. Ovvio che confronto il suo prezzo con gli altri e nel caso lo tradisco. In questo caso pago con la carta 8)
    L'abitudine a tenere lo stesso gestore mi è nata da quando, anni fa, cercando il prezzo migliore, sono incappato in benzina sporca. Quella benzina sporca mi ha distrutto la pompa della benzina della moto. Dato che avevo pagato in contanti e senza ricevuta, la sostituzione della pompa l'ho dovuta affrontare con il mio portafoglio.
    Mi successe una cosa simile moltissimi anni fa con l'Autobianchi y10 ma il mitico motore Fire battè in testa per tutto il viaggio da Salerno a Milano, fino a quando non gli rimisi della benzina "buona".
     
  3. superlorenzo

    superlorenzo

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    A volte le auto aziendali hanno una tessera carburanti che è legata solo ad alcuni gestori, quindi se l'autista ha necessità di fare il pieno in quel momento non può scegliere pompe diverse.
     
  4. ml14

    ml14

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    Io, sinceramente, faccio razza per conto mio: sempre andato dal distributore meno caro in orario di self service, tanto la benzina è tutta uguale, e il gestore, per quanto amico, il caffè non me lo offre.
     
  5. PierUgoMaria1

    PierUgoMaria1

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    Per lo stesso motivo per cui non guardiamo il taeg quando chiediamo un finanziamento per l'iphone.

    Scarsa confidenza con la moltiplicazione.
     
  6. Mastertanto

    Mastertanto

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    Io guardo il prezzo, ma non... a qualsiasi prezzo : prima voglio capire che benzina sia, anche se mi rendo conto che, nel mondo d'oggi, è un'impresa un po' disperata.

    Fu proprio Quattroruote a pubblicare, molti anni fa, un'inchiesta sulle benzine in cui una (venduta con insegna Castrol, mi ricordo, e Castrol non vende carburanti) non era neppure benzina.... :(

    Oggi non so, c'è un'incredibile quantità di "marchi" di distributori, ma appare difficile pensare che tutti costoro abbiano raffinerie alle spalle... quindi ok a far attenzione al prezzo, ma io guardo prima chi vende quella benzina : la Esso ad es. negli anni scorsi ha sempre fatto una politica di controllo della qualità, anche la qualità dei distributori (alcuni di altri marchi sono conciati da far pietà, e ci credo poco che chi trascura estetica e pulizia poi curi più di tanto anche la manutenzione e funzionalità dell'impianto...) e la cosa per quanto mi riguarda ha un'importanza.

    Dopodiché, sulla M6 consigliano 98 NO ed io faccio soltanto, salvo necessità assoluta, la Blu Super di Agip-Eni a 100 NO. Che la maggior parte degli Agip non ha, quindi lontano da casa dove la trovo la faccio, poter scegliere sarebbe un lusso.

    Ma anche sulla iQ sto attento, come detto : niente risparmi ad ogni costo.
    Lucio
     
  7. enosnowb

    enosnowb

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    ...Son sincero....non ho mai guardato il prezzo della benzina...da quando abbiamo Auris Hybrid controllo tutti quelli del mio percorso...e non è che la mia condizione economica è migliorata o peggiorata...boh??? Sarà una specie di azione subliminale indotta dall'ibrido??? :)
     
  8. chepallerossi!

    chepallerossi!

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    la "raffineria alle spalle" è più o meno la stessa per tutti: la compagnia X che ha una raffineria a Taranto rifornisce i suoi impianti del veneto (per dire) con il carburante della compagnia Y che ha la raffineria a Venezia. e viceversa.
    e le aziende che non hanno raffinerie di proprietà si riforniscono dalle stesse fonti: il criterio è sempre quello della maggior vicinanza, per semplici questioni di costi.
    quel che può (forse) cambiare è lo standard minimo di manutenzione degli impianti dei distributori, ma credo che su questo ci si debba affidare più che altro alla serietà dei singoli gestori.
     
  9. Mastertanto

    Mastertanto

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    Ok, ma almeno le maggiori compagnie petrolifere avranno dei capitolati di qualità da rispettare : o distribuiscono qualsiasi cosa ?

    E come fanno poi quelle (poche) che hanno anche benzina ad alto NO ?
     
  10. Luca 79

    Luca 79

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    Gli italiani, o quantomeno molti di loro, son bravi a lamentarsi e poi lasciano correre ("si, ma tanto..."). Ora son tutti contenti, ma ci sarebbe da essere incazzati perché i prezzi attuali, viste le quotazioni del petrolio, mostrano tutti i salassi che periodicamente vengono caricati sotto forma di accise. Se il petrolio tornasse sui livelli del 2012, si passerebbero, stavolta, i 2 euro al litro (livello che nel 2012 è stato raggiunto, ma tra self e qualche sconticino in genere ci si è fermati a quel punto). Le differenze di 30 cent le ho viste anch'io, assurde. Ma dipende cosa c'è in zona. Son stato in valle d'Aosta sabato pomeriggio e ho notato prezzi abbastanza alti ovunque, mentre nell'Oltrepò, una decina di giorni fa, avevo visto prezzi più bassi rispetto a Novara (approfittandone). Certo, se si devono fare 30 km per risparmiare 3 cent al litro, si può anche lasciar stare. Ma se c'è possibilità di andare dove conviene, perché non sfruttarla? Io se sono in giro e noto qualche distributore vantaggioso (finora mai avuto problemi sia con i "marchi" sia con i no logo) ne approfitto anche se il serbatoio è solo a metà.
    Però è anche vero che ci sono molte persone che fanno dieci euro e basta nel distributore più vicino, per vari motivi (ristrettezze, in primis, e conseguente riduzione all'osso dell'uso della vettura): io proprio nel 2012 ho lavorato come benzinaio per diversi mesi, e c'era gente che passava anche 2-3 volte al giorno a fare 5 euro per volta (il top è stata una donna con una C1 che ha rifornito con 3,3 euro, in spiccioli, ma posso dire di averne viste di ogni!).
     
  11. chepallerossi!

    chepallerossi!

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    sui carburanti non penso proprio ci siano differenze: i depositi di provenienza sono spesso i medesimi e non mi pare che raffinerie e depositi abbiano carburanti di serie a e di serie b. la benzina che trovi al distributore del supermercato viene da esso, o q8, o eni, o erg o vattelapesca. non so invece se ci sono magari controlli sullo stato di mantenimento dell'impianto (cisterne e pompe).
    le benzine speciali sono probabilmente le uniche che vengono obbligatoriamente dagli impianti della compagnia e suppongo che il maggior prezzo sia dato anche dai maggiori costi di trasporto.
     
  12. secchione

    secchione

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    Premesso che in alcuni orari, verificati come di scarsa affluenza, vado all'Ipercoop, che dalle mie parti ha sistematicamente il prezzo migliore (salvo qualche ridicolo millesimo di litro), faccio alcune ipotesi.

    Forse perché - a differenza ad esempio della spesa settimanale, del gestore telefonico, del paio di scarpe, ecc. - spesso fare benzina non è un'azione programmata, ma estemporanea, per cui si va dove capita, confortati dalla convinzione che lo svantaggio economico non sarà apprezzabile.

    Forse perché non tutti fanno "il pieno", per cui in numeri assoluti, sul singolo rifornimento, lo svantaggio economico non è effettivamente apprezzabile.

    Forse perché per renderlo apprezzabile bisogna mettersi d'impegno, carta e penna, e pensare: se in un anno andassi nel distributore X invece che in quello Y, risparmiando tot cent/lt.....e dato che faccio tot km/lt. (dato ignorato dalla stragrande maggioranza degli automobilisti)...e dato che faccio tot km/anno (dato ignorato da una buona parte degli automobilisti)...
    Mi fermo qui, perché questo è diventato evidentemente un racconto di fantascienza.

    Certo, magari se il prezzo della benzina fosse indicato solo in euro interi, decimi e centesimi, tralasciando gli ingannevoli millesimi, forse - forse!!! - qualcosa sarebbe più intellegibile.
     
  13. gianlucapellegrini

    gianlucapellegrini Direttore Membro dello Staff

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    Secchione introduce un tema interessante, ovvero la percezione del costo. Dall'introduzione della divisa comune, la nostra unità di misura di riferimento - per una comprensibile ricerca di facilità - è diventata la moneta da un euro, anche perché, complici gli arrotondamenti verso l'alto, sono pressoché scomparse le spese tipiche inferiori (ricordate le 200 lire necessarie per una telefonata?). Questo fa sì che l'attenzione verso i decimi sia, oggi, bassissima. Percezione psicologica a parte, per quanto riguarda i millesimi, invece, ricordo che nel 2013 è stata introdotta una norma per renderli immediatamente riconoscibili nella pubblicità del prezzo dei carburanti. In ogni caso, riporto una linea guida espressa dal ministro dell'Industria all'epoca dell'introduzione dell'euro: "Nel caso del prezzo dei carburanti un importo di 1920 lire al litro sarebbe convertito in euro in 0,99 euro al litro. La variazione minima possibile sarebbe di 0,01 euro; ciò si tradurrebbe in un rialzo o diminuzione del prezzo di carburanti di circa 19 lire, diversamente dalla pratica odierna che utilizza variazioni minime di 5 lire. Per poter mantenere in euro una variazione del prezzo unitario del carburante dell?ordine della lira, lo stesso prezzo unitario in euro sarà quindi espresso in millesimi di euro, cioè con tre decimali. Infatti un millesimo di euro corrisponde a circa 2 lire. L?importo totale del rifornimento, secondo quanto prevede la legge, sarà invece espresso da una cifra con due decimali anche perché non avranno corso pezzi in moneta per millesimi di euro. Tale importo è il prodotto di una operazione di moltiplicazione per i litri richiesti che quindi conteggia anche i millesimi del prezzo unitario". Certo, poi ci sarebbe da parlare dei meccanismi spesso misteriosi con cui le compagnie petrolifere adeguano immediatamente i prezzi verso l'alto ma che le vede assai più lente a limare verso il basso...
     
  14. economyrunner

    economyrunner

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    ah però .... è economy il direttore ! :lol: :lol: ;)
     
  15. belpietro

    belpietro Moderatore Membro dello Staff

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    credo anche io che il motivo statisticamente fondamentale sia questo.
    il consumatore tende a trascurare gli sprechi "di basso costo unitario", senza pensare che magari sono spese piccole ma ripetute molte volte.
    guardate con che facilità è salito il prezzo della tazzina di caffè.

    io faccio normalmente il pieno; una sessantina di litri.
    senza pensare alle differenze particolarmente eclatanti, bastano 15 centesimi per "sprecare" 7,5 euro
    somma che sarei disposto a sprecare senza pensieri.
    però una volta la settimana, alla fine dell'anno sono 360 euro sprecati.

    di più: un comportamento poco attento comporta un vantaggio per chi fa il prezzo maggiore, e quando è diffuso legittima un aumento diffuso (sono prezzi liberi,mica siamo in economia dirigista)

    quindi, per principio più che per risparmio, cerco sempre un distributore poco costoso; non necessariamente il meno costoso, ma cerco di premiare la buona volontà
    poi ogni tanto faccio qualche pieno di seguito con gasolio "speciale"; per scelta, e anche lì cerco se posso di farlo nei distributori dove il gasolio normale è meno caro.
    non per risparmio, ma per sostegno a una buona prassi commerciale
     

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