Ancora su Tesla e la sua capacità produttiva

Ancora su Tesla e la sua capacità produttiva - opinioni e discussioni sul Forum di Quattroruote

  1. gianlucapellegrini

    gianlucapellegrini Direttore

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    Come ho già ripetuto, la mia ammirazione per le capacità visionarie e imprenditoriali di Elon Musk (che ringrazio a nome dei miei connazionali per lo sforzo nel regalare pannelli solari alla disastrata Puerto Rico del dopo uragano) non m’impedisce di leggere le vicende della Tesla con gli stessi criteri validi per il resto dell’industria automotive. Ciò, specialmente ora che la Casa di Palo Alto ha intenzione di uscire dalla nicchia degli happy few per entrare fra i big boys, moltiplicando i propri volumi di vendita con la 3. Abbiamo già parlato dell'iperbolica valutazione finanziaria dell’azienda, che lo stesso Musk ha definito ingiustificata (ogni azione vale 800mila dollari per veicolo prodotto, la Ford – per dire – è a quota 6mila); abbiamo dato conto dei 400 licenziamenti decisi poco tempo fa; e l’ultimo mio post sulla difesa dei valori residui di S e X (nonché sulla qualità costruttiva che in parte li condiziona) ha suscitato un interessante dibattito fra i lettori. Oggi vorrei soffermarmi sui conti della società, visto che ieri Musk ha dato i risultati del terzo quarto 2017. Sono cifre che legittimano preoccupazione, perché sono peggiori delle previsioni, soprattutto quando si guarda agli 1,4 miliardi di dollari di cash flow bruciati. Il big boss ha ribadito che la produzione della 3 si sta rivelando "un inferno": se ne dovevano costruire 1500 la settimana, siamo a 260. Per velocizzare il ramp-up in vista degli iniziali obbiettivi 2018 (5000 vetture la settimana), Tesla ha deciso di tagliare del 10% la produzione di S e X, in modo da liberare capacità sulle linee. Ma forse non sarà sufficiente. Quando una Casa mette nero su bianco che “While we continue to make significant progress each week in fixing Model 3 bottlenecks, the nature of manufacturing challenges during a ramp such as this makes it difficult to predict exactly how long it will take for all bottlenecks to be cleared or when new ones will appear” gli investitori (e sono tanti) iniziano a innervosirsi, perché intuiscono un’insufficiente programmazione industriale. Inoltre, rimangono i dubbi sull’effettiva possibilità di raggiungere gli obbiettivi. Musk ha confermato il target a regime di 10mila 3 la settimana (quindi 400mila l'anno, per un output totale di 500mila Tesla annue). Il problema è che l’unico sito produttivo della Casa non è in grado di esprimere quei volumi. Fremont è una fabbrica che la GM aprì nel 1962 e la cui proprietà nel 1982 fu condivisa con la Toyota (la joint venture si chiamava Nummi e terminò nel 2010); la Tesla l’ha rifatta completamente, ma non l’ha ingrandita. Dentro, ci sono sempre due linee di montaggio che lavorano su due turni. E che, al contrario di quanto i fervidi credenti immaginano (indicativi gl’ingiustificati riferimenti alla “mega factory avveniristica” che puntualmente appaiono sui media meno attrezzati), funzionano esattamente come quelle di qualsiasi altro costruttore (anzi, con minore tasso di produttività, a giudicare dalle notizie che sono trapelate nei mesi scorsi). I macchinari di quelle linee arrivano dalle stesse aziende che forniscono tutti gli altri (i robot dalla Kuka di Detroit), così come l’assunzione di Peter Hochholdinger dall’Audi e le recenti acquisizioni della tedesca Grohman Engineering e dell’americana Rivera Tool and Die testimoniano di un approccio alquanto tradizionale al tema dell’assemblaggio. Non voglio annoiarvi con i dettagli sui vari colli di bottiglia (il reparto verniciatura, per dire, è oggi in grado di “fare” 25 unità l’ora), ma tenendo conto della capacità precedente, dei giorni di lavoro effettivi (il contratto Tesla prevede 9 giorni di ferie pagati per i dipendenti), è verosimile che – ferme restando le condizioni attuali – la Tesla a Fremont non possa produrre più di 225mila vetture l’anno. E la possibilità del terzo turno è remota, perché sarebbe un bagno di sangue finanziario visti i costi (specialmente trattandosi di un modello che, come detto tempo fa da Musk, avrà un margine del 15%, quindi notevolmente inferiore alle “ricche “ S e X) e perché rischierebbe di sollecitare sgradite rivendicazioni (ricordo che Fremont è territorio desindacalizzato). A questo punto, non rimane che costruire un altro stabilimento (o altri, come Musk ha pure detto). Ma i tempi non tornano. Se anche la Tesla avesse i soldi (2 miliardi di dollari), ci vogliono 24 mesi per tirare su una fabbrica e altri ancora per renderla funzionante a regime. L’annuncio della fabbrica cinese parla di un’apertura per il 2020, infatti. Insomma, se Musk non riuscirà a tenere fede alle promesse industriali, il rischio è di non riuscire a generare i profitti, sia pur semplicemente proiettati, su cui il mercato finanziario sta scommettendo. Morale: la produzione di massa è materia complessa e costosissima; l’impressione è che in California qualcuno abbia sottovalutato l’impegno. Del resto, anche giganti del calibro di Google e Apple si sono arenati di fronte alla difficoltà di trasformare in prodotti marcianti idee all’apparenza geniali.
     
    Ultima modifica: 15 Novembre 2017
  2. hpx

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    Come ho già sottolineato in altri post secondo me questo è il risultato che si ha quando il "carretto" lo tira uno solo e gli altri che non sono "muscolosi" (ovvero con le pxxe) si fidano ciecamente della sua forza e lo seguono essendo sicuri di non rimanere a metà salita. Onestamente poi vedendo il video completo di una M3 che ha postato un cliente, anche se il carretto prima o poi arriverà in cima la qualità della merce che trasporta in relazione al prezzo di altre case è davvero scadente. Si parla spesso che chi compra una Tesla guarda sopratutto l'aspetto tecnologico e poi altro, ma qua si sta parlando di almeno 50 mila euro non di 8 mila per una panda. Non so quanti, vedendo la qualità costruttiva, impegneranno una tale somma. Devono essere proprio devoti...
     
  3. Canale Tesla

    Canale Tesla

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    Vorrei dare il mio punto di vista, ma non vedetelo come una critica e perfavore, non datemi appellativi quali "credente" o robe del genere solo perché sono appassionato di Tesla e lo scrivo nel nickname.

    Premetto che non sono affatto esperto di queste cose e che potrebbe sfuggirmi qualcosa, ma cercando su internet ho trovato che la fabbrica è stata in grado di produrre più di 225.000 vetture l'anno in passato.
    La voce "NUMMI" su Wikipedia (citando altre fonti) dice che produceva 357.000 auto già nel 1997, fino ad arrivare ad un picco di 428.000 auto nel 2006.
    Sbaglio a prendere come riferimento questi dati? Ci sono altre considerazioni da fare? Io dal basso della mia ignoranza guardo quelle cifre e dico che 400.000 auto l'anno sono fattibili. Tanto più che che batterie e motore della Model 3 sono prodotti nella Gigafactory e non a Freemont.

    Una considerazione a parte che secondo me è interessante fare è guardare indietro di qualche anno. Nel 2013 Tesla produceva solo circa 20.000 auto. Nel giro di 4 anni ha quintuplicato la produzione e oggi siamo a 100.000 S/X all'anno.
    Quattro anni fa in molti si sarebbero messi a ridere e avrebbero ritenuto impossibile che Tesla potesse raggiungere questi volumi di produzione (figuriamoci di vendita). Eppure adesso questa è la realtà.

    Personalmente ritengo anche io le tempistiche di Musk davvero troppo ottimistiche (lo sono sempre, da anni, in qualsiasi ambito). Però secondo me nel 2019 potrebbero arrivare a valori intorno a 400.000 unità annuali.



    [Direttore, un appunto lo vorrei fare, serenamente.
    Riguardo alla qualità/affidabilità mi è dispiaciuto vedere che Quattroruote nel 2015 abbia scritto una notizia sulla valutazione di Consumer Reports "Tesla Model S -
    Consumer Reports critica l'affidabilità dell'elettrica
    ", ma poi non abbia pubblicato una notizia analoga quando nel 2016 la Model S ha riguadagnato un'affidabilità nella media.
    E neanche quando qualche giorno fa la Model S è migliorata ancora ottenendo una valutazione di affidabilità sopra la media. Personalmente non mi sembra corretto. Volevo solo farlo presente.]
     
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  4. a_gricolo

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    L'errore, secondo me, è valutare Tesla con i parametri di un costruttore di auto, mentre è qualcosa di diverso. Quello di Tesla è una sorta di ecosistema per persone facoltose in cerca di darsi una patina da salvatori dell'ambiente, quando in realtà con le risorse che consuma un acquirente statunitense medio (e con quello che inquina...) ci si mantengono cinquanta famiglie "medie" in qualche altra parte del mondo, e non necessariamente nel Burundi. Il gioco di Musk sicuramente funziona finchè resta "confinato" al mondo dorato delle Model S e X e ai loro garage nelle ville con piscine riscaldate, gazebi climatizzati e contatori domestici da 20 kW. In altre parole, finchè si parla dello zerovirgola per cento di happy few in fregola ecologista, ma quando si tratta di scalare verso il mondo reale emergono tutte le rogne. Gli investitori che mostrano tanta fiducia in Musk saranno probabilmente disposti ad aspettare ancora, tanto quelli che investono sono soldi del monopoli, ma prima o poi si stancheranno di promesse da commerciante di Marrakech vorranno passare all'incasso. E quelli tanto ci mettono a portarti in trionfo, tanto (poco) ci mettono a metterti con le pezze al deretano (il titolo ha già perso il 5%, poco, ma si fa presto...).
     
    Ultima modifica: 3 Novembre 2017
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  5. hpx

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    Quello che non trovo corretto è valutare l'affidabilità di un'auto elettrica e vantarsene rispetto ad una a combustione visto che la media è fatta da quelle. Un'auto a combustione è nettamente più complicata ed ha un fattore 100 volte superiore di cose che non potrebbero funzionare o avere difetti. Com'è che diceva il detto ? "Quello che non c'è non si rompe". Mi sembra la pubblicità del Lotto "ti piace vincere facile". Anzi a vedere quello che non c'è l'affidabilità dovrebbe essere quasi totale non sopra la media. I paragoni dovrebbero essere fatti con auto elettriche di pari categoria che per ora non ci sono quindi anche il fattore affidabilità non ha nessun valore oggettivo se non illusorio.
     
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  6. a_gricolo

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    Credo che l'affidabilità delle auto elettriche sia (e in prospettiva sarà) esattamente la stessa delle endotermiche. Avere un powertrain virtualmente eterno e con pochissime parti in movimento cambia poco se ogni aspetto dell'auto è controllato da microprocessori e supervisionato da computer locali e remoti. Sono quelli che possono andare in tilt in qualsiasi momento, non gli avvolgimenti del motore....
     
  7. hpx

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    Peccato che il direttore ha preso come riferimento 2 turni perchè il terzo sarebbe a costi improponibili per Tesla. 225-250 mila con il terzo turno fa 340 - 375 mila circa, quindi i conti con un po di impegno tornano.
     
  8. hpx

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    A me non sembra che le auto a combusione oggi di categoria di una MS contengono ancora la strumenzione a valvole. Anzi l'elettronica che controlla oggi una A8, una classe S e via dicendo la vedo più complicata che quella per controllare controllare uno smartphone a 4 ruote. Anche perchè quello che ha una MS oggi lo hanno anche le altre con in più il motore a combustione.
     
  9. a_gricolo

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    Non mi pare di avere scritto che l'elettronica delle auto tradizionali sia meno complessa.....
     
  10. hpx

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    Beh allora a maggior ragione quelle a combustione hanno in più il fattore motore termico che aumenta tantissimo il fattore "problema"
     
  11. hpx

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    Si potrebbe fare una contro prova, eliminare dalla media tutte le auto a combustione ed elettriche coinvolte per problemi di origine motoristica e poi tirare le somme.
     
  12. a_gricolo

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    Mi pare che stiamo dicendo sostanzialmente la stessa cosa da due punti di vista diversi: l'affidabilità delle elettriche dovrebbe essere semplicemente scontata se ci si riferisce al solo powertrain; caso mai, i problemi che possono saltar fuori dipendono piuttosto da altre cause (vedi elettronica). Intanto si profila un'altra tegola su Musk.....

    https://www.quattroruote.it/news/ec...gli_agli_incentivi_sulle_auto_elettriche.html
     
  13. a_gricolo

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    Dubito che ci siano dati disaggregati disponibili....
     
  14. hpx

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  15. Canale Tesla

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    Io non ho vantato né confrontato niente.
    Ho solo portato all'attenzione una scelta redazionale oggettivamente non imparziale. Se secondo voi è normale che vengano pubblicate le valutazioni di Consumer Reports sull'affidabilità solo quando sono negative, va bene, ognuno è libero di pensarla come vuole. Il dato di fatto rimane.

    E' evidente che per quanto impegno si possa mettere nel fare i conti, ci sono tante cose che non sappiamo, per cui sono solo supposizioni.
    In ogni caso se 225.000 sono su due turni, con tre turni si potrebbe arrivare a 337.000. Ma questo valore è ancora lontano dalle 428.000 auto prodotte 11 anni fa in quella fabbrica.
    Comunque non sono esperto di queste cose e per questo chiedevo delucidazioni al direttore.

    Per quanto se ne possa discutere, direi che dovremo aspettare un annetto per avere delle risposte.
    Voi sostenete che in quella fabbrica Tesla non riuscirà ad avere un ritmo di produzione di 225.000 auto l'anno.
    Io dico che tra un anno Tesla avrà un ritmo di produzione di 350.000 auto l'anno o superiore.
    Non resta che aspettare.
     

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