L'auto tra passione e peso politico

L'auto tra passione e peso politico - opinioni e discussioni sul Forum di Quattroruote

  1. gianlucapellegrini

    gianlucapellegrini Direttore

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    A tutti noi piacciono le macchine, ci divertiamo a guidarle, ci dividiamo in partiti e fazioni secondo i nostri gusti e preferenze, guardando con astio chi non la pensa come noi, litighiamo sulla bellezza di uno stilema, vagheggiamo acquisti improbabili, assecondiamo una passione irrazionale e bellissima. L’appassionato, però, spesso dimentica che quella dell’auto è industria di straordinaria complicazione, che ubbidisce a precise regole economiche, che alimenta il mercato finanziario, che garantisce occupazione per decine di milioni di persone e che è, è stata e sarà al centro dell’agenda politica globale, in ossequio a un intrico di interessi, normative e vincoli vari che nulla hanno a che fare con il fascino del brand o la decisione di non fare la versione station della Giulia. Si prendano gli Stati Uniti. Donald Trump, dando seguito alle intenzioni espresse durante la campagna elettorale di togliere lacci e lacciuoli normativi che – secondo lui – strangolano l’automotive a stelle e strisce, ha appena annunciato che “stiamo allestendo una task force in ogni agenzia federale per identificare e rimuovere qualsiasi regolamentazione che pregiudica la produzione auto americana”. In pratica, il neopresidente vuole smantellare il sistema messo in piedi da Washington 40 anni fa, quando per fronteggiare la prima crisi petrolifera furono introdotte le norme Cafe e venne istituita l’Epa. Lasciamo da parte la teoria (cara a Bob Lutz, per esempio, e aborrita da Ralph Nader) che quelle regole aprirono la strada alle econocar giapponesi e concentriamoci sulle conseguenze delle dichiarazioni trumpiane. E lasciamo pure stare l’entusiasmo che tali parole hanno suscitato fra i produttori Usa (rendere più morbide le regole ambientali significa minori investimenti tecnologici, con ovvio riflesso positivo sui bilanci). Ma cerchiamo di capire che cosa significa esattamente annacquare le direttive in un’industria da 12 milioni di veicoli prodotti e che vale il 3,5% del Pil nazionale. La storia magari a qualcuno potrà sembrare noiosa; ma è un modo efficace per comprendere come il prodotto automobile, nell’industria dell’automobile, è paradossalmente l’ultimo anello di un’infinita serie di istanze a ben più ampio spettro.

    Senza aver la pretesa di rifare la storia d’America, una velocissima spiegazione di come lì funzionano le normative su emissioni e percorrenze. A vigilare sul tema è istituzionalmente il Ministero dei Trasporti, il quale, attraverso le citate Cafe, decide quali devono essere i consumi medi delle gamme, in ossequio agli standard stabiliti l’ultima volta nel 2007 da George Bush. Però accanto al Dot agisce – non sempre di concerto, come si è visto nel dieselgate – un’agenzia federale chiamata Epa, che con il suo Clean Air Act ha poteri decisionali sull’intero contesto ambientale, anche al di là delle macchine. Non è finita. Tra i 50 stati ce n’è uno che gode di uno statuto speciale su questi temi; ed è la California con il suo California’s Air Resources Board, a cui il Clean Air Act garantisce sin dagli anni 70, quando ci fu l’emergenza smog a Los Angeles, l’opportunità di fare leggi più severe sugli inquinanti. Un delirio di norme che si intersecano. E che Obama, nel 2011, affronta, cercando di armonizzare le norme e introducendo nuovi standard (attualmente la media è di 35,3 miglia per gallone) destinati ad aumentare progressivamente l’efficienza delle auto made in Usa fino al 2025. Questo piano, però, è sin dall’inizio subordinato a una verifica di metà percorso, da farsi nel 2018. Dopo la vittoria di Trump alle presidenziali, Obama subodora che il suo sostituto farà strame delle sue decisioni. E fa anticipare all’Epa (i cui vertici sono appunto decisi dal commander in chief) questa famosa midterm evaluation. La quale stabilisce che, nonostante le lamentele, le Case possono benissimo raggiungere l’obbiettivo delle 50,8 miglia per gallone fissato per il 2025. Però il piano non arriva a compimento, perché il Ministero dei Trasporti non fa in tempo a ratificare la conferma degli standard. Le Case americane balzano sull’occasione, mandando a Trump (che nel frattempo si è insediato e per portarsi avanti col lavoro ha già fatto fuori il direttore dell’Epa) una lettera in cui si lamentano delle risultanze di questo esame di metà periodo, dicendo che il target è troppo difficile e troppo costoso da raggiungere e che Obama, fondamentalmente, ha fatto il furbo: non c’era nessuna urgenza di anticipare l’esame. Trump potrà anche essere un presidente sui generis, ma non è stupido. Così dà subito retta ai costruttori (a cui chiede in cambio maggiori investimenti sull’occupazione americana) e impone di rifare la midterm evalutation. Peccato che non sia così facile modificare in corsa gli standard, proprio per il laoocontico garbuglio di diverse agenzie, ministeri e governi locali. Se anche i trumpiani riuscissero a dimostrare che davvero le normative da qui al 2025 sono impossibili da raggiungere, se la dovrebbero comunque vedere con i californiani, Stato a maggioranza democratica, che difendono a spada tratta la loro autonomia: a forzare la mano si verrebbe a creare una spaccatura il cui conto sarebbe pagato dai produttori, obbligati a quel punto a prevedere diverse versioni degli stessi modelli per la sola West Coast. Certo, Trump ha una possibilità: togliere a Sacramento la sua indipendenza decisionale. Ma questo aprirebbe un conflitto istituzionale di inaudita gravità fra il governo federale e quello statale. Così Trump s’è preso ancora un anno per decidere che fare. Insomma, in America toccare gli ossidi d’azoto e i km/litro rischia di generare una seconda guerra civile. E ora torniamo a parlare di macchine.
     
    Ultima modifica: 17 Marzo 2017
  2. gasato70

    gasato70 Moderatore Membro dello Staff

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    Egregio Direttore, stavolta ha scritto proprio a "chiare lettere"

    :emoji_relaxed::emoji_relaxed::emoji_relaxed:

    Venendo a quanto sopra, sinceramente ho fatto fatica a seguirLa in tutto il suo pensiero, ma posso comunque dire che gli Americani, a che io mi ricordi, hanno fatto della generosità dei loro propulsori un vanto...
    Va da sé che ora è arrivato il momento in cui anche loro devono adeguarsi al resto del mondo conseguentemente agevolare il più possibile il "downsizing" motoristico a livelli più "umani", favorendo in primis il rispetto per l'ambiente e le persone, di riflesso una più valutabile appetibilità dei loro prodotti in molti mercati extra-USA...
     
  3. ALGEPA

    ALGEPA Moderatore Membro dello Staff

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    Negli Stati Uniti l'automobile assieme a tutti gli altri mezzi di trasporto ha assunto una valenza che nel nostro vecchio continente non ha mai avuto con tale forza, ovvero quello di essere fattore di unione per un paese che per sue caratteristiche geografiche , culturali e razziali tende ad essere soggetto a forze disgreganti, sarebbe quindi paradossale che il mondo automobilistico perde questa sua valenza per diventare addirittura un altro elemento di disgregazione, e anche molto pericoloso proprio per il futuro di quel paese.
     
  4. Paoazzo

    Paoazzo

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    Si però c'è da dire che lì si parla di downsizing partendo da delle cilindrate apocalittiche...altra solfa se si guarda più vicino a noi che siamo abituati a cilindrate USA/6...come al solito gli americani ne usciranno fenomeni.
     
  5. keyone

    keyone

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    La deregulation di Reagan negli anni '80 riguardava soprattutto settori di pubblica utilità (telefoni, gas, elettricità, acqua, trasporti), servizi finanziari (dal sistema bancario alla borsa), mercati particolarmente sensibili (mercato del lavoro) oltre che , ma solo marginalmente ,alcune norme antinquinamento , oggi in primo piano sembra essere quasi solamente l'auto e il suo impatto sull'ambiente.

    La cosa fa riflettere sull'importanza che questo settore produttivo ha nell'economia occidentale e forse sul declino delle altre produzioni manufatturiere e degli altri settori economici qui in occidente .
     
  6. Guastatore1986

    Guastatore1986

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    Quel che mi sta sulle scatole è che hanno messo il limite restrittivo sugli ossidi di azoto solo per un fatto che è successo a Los Angeles 40 anni fa durante la crisi petrolifera. Hai mai letto Top Gear? Il corrispondente di laggiù, Pat Devereux, ha parlato della della storia del diesel negli USA e una cosa che mi ha lasciato perplesso è che laggiù avevano progettato dei motori dalle cilindrate elevatissime ma con potenze ridicole. A causa di quelle prestazioni, molti hanno convertito la loro auto con un motore a benzina. Io mi domando come laggiù ci fosse smog fotochimico quando le auto a gasolio hanno cominciato ad essere più diffuse negli anni 70, quando prima c'erano i treni, a causa della crisi?
     
  7. skid32

    skid32

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    Buongiorno direttore,

    a me (come a molti) interesserebbe molto di più un'analisi sulle politiche europee relative alla stituazione emissioni.

    1) Il peso della germania sulle norrmative (ad es come abbiamo visto nelle attuazioni sulle Co2 : cambiate in funzione della massa, rispetto alle ipotesi iniziali)
    2) sviluppi futuri: verranno applicate le norme sulla co2 nel 2020?
     
  8. gianlucapellegrini

    gianlucapellegrini Direttore

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    Al tema emissioni abbiamo dedicato due ampi servizi sul giornale nel marzo e nel giugno 2016, per non parlare della copertura dedicata ai vari aspetti del dieselgate dall'ottobre 2015 a oggi.
     
  9. skid32

    skid32

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    ammetto che non li ho letti ; d'altronde il forum e i suoi utenti , sono spesso non coincidenti con la rivista.

    La mia richiesta era un post analogo al primo ; che prendesse in esame le relazioni tra l'auto e la politica riferita all' Europa (piu' che agli USA)
     
  10. rosberg

    rosberg

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    Idem...lungo e contorto...direi...
     
  11. pilota54

    pilota54 Moderatore Membro dello Staff

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    E' un discorso a mio parere diviso in due parti: la prima riferita alla passione per l'automobile che, soprattutto su forum come il "nostro", alimenta discussioni su marchi, modelli, tipologìe di vetture, corse, ecc. ecc.. Si fa anche un accenno all'auto come industria, come fonte di lavoro per decine di milioni di persone nel mondo.

    Poi si gira la medaglia, che ha il suo rovescio. Oggi l'automobile non è quella di ieri, solo un oggetto del desiderio, uno strumento di lavoro, una fonte di lavoro, un argomento per lunghe conversazioni e disquisizioni.
    Oggi è anche un oggetto inquinante, che non fa dormire sonni tranquilli ai governi, che probabilmente avrà in futuro forme diverse di autotrazione. E che genera quindi conflitti di ordine ambientale, politico, sociale, partitico ed economico, tra Stati e persino tra diverse aree di un medesimo Stato.

    Non credo ovviamente che l'automobile sarà addirittura causa di guerre civili o mondiali, però i conflitti ci sono, prevalentemente dettati, alla fine della fiera, da interessi economici, come spesso accade.
     
    Ultima modifica: 2 Aprile 2017
  12. skid32

    skid32

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    certo pilota...ma nel post iniziale si fa riferimento solo alla situazione politica usa , che per quanto interessante riguarda noi solo indirettamente..parliamo della EU?
     
  13. rosberg

    rosberg

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    Guarda io credo invece sia proprio il contrario.
    Una volta l'auto era solo un modo per spostarsi dal punto A al punto B e per andare al lavoro, oggi invece è desiderio, apparire, moda, fonte di reddito.
    L'auto NON E' oggetto inquinante ma vogliono farla passare come tale perchè è più comodo per tutti. Dell'inquinamento atmosferico l'automobile in sè è responsabile forse del 5%, ma siccome è più facile e più immediato colpire che guida allora la si fa passare così.
    Bus, Camion, Trattori, vecchie canne fumarie...questi sono certamente più responsabili dell'inquinamento atmosferico di quanto non lo siano le automobili.
     
    A xerxes1 piace questo elemento.
  14. pilota54

    pilota54 Moderatore Membro dello Staff

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    Io ho detto quello che avevo capito del testo del Direttore, perchè alcuni avevano detto di non averlo compreso bene.
    Ciò non significa sottoscriverlo. Lo condivido in parte, non tutto ovviamemte.
     
  15. Black Imp

    Black Imp

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    Credo ti sia perso quello che è successo negli ultimi anni. Il punto è che Obama ha sparato un numero assurdo di km/l deve essere raggiunti, senza avere alcuna competenza lui o chi per lui, e senza poter dimostrare che quella cifra sia raggiungibile. Il fatto che non abbia competenza chi l'ha formulato è intrinseco perché non puoi stabilire magicamente un limite del genere, specialmente con motori termodinamici. E' come se io decidessi arbitrariamente che tu puoi lavorare il doppio in una giornata. L'obiettivo se non ho letto male è di quasi 24 km per litro. Siamo alla demenza.
     

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